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La vita istruzioni per l'uso.
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Ho trovato una recensione on line del romanzo di Paul Smail. Anche loro segnalano l'ottima traduzione.
MacUbu - 15:40 - commenti (4)
Mattinata passata a letto a finire Alì il magnifico e sì: è bellissimo. E' uno dei migliori romanzi che io abbia letto in questi anni. Leggetelo, ditemi che ne pensate.
Ora preparo la borsa, prendo gli sci e me ne vado in montagna. Mi sa che ci sentiamo dopo capodanno. MacUbu - 14:41 - commenti (2)
Ritorno a Milano, sotto una pioggia battente. Cena con gli amici del bookcrossing. Sono stato bene, oggi: bel pomeriggio passato a provare col quartetto. Da Janequin ai Manhattan Transfer: stiamo mettendo insieme vari repertori per occasioni varie. Ma basta matrimoni o roba simile, vogliamo tornare ai concerti veri.
Domani, se tutto va bene, parto per la montagna. Monti della Luna, aspettatemi. In questo momento spero di andare su e di restare bloccato dalla troppa neve fin verso marzo... ecco, sì sì, potrebbe non essere male... Ritorno a Milano, sotto una pioggia battente. Cena con gli amici del bookcrossing. Sono stato bene, oggi: bel pomeriggio passato a provare col quartetto. Da Janequin ai Manhattan Transfer: stiamo mettendo insieme vari repertori per occasioni varie. Ma basta matrimoni o roba simile, vogliamo tornare ai concerti veri.
Domani, se tutto va bene, parto per la montagna. Monti della Luna, aspettatemi. In questo momento spero di andare su e di restare bloccato dalla troppa neve fin verso marzo... ecco, sì sì, potrebbe non essere male... Letture di questi giorni (sempre un post di ieri):
Mi sta piacendo sempre di più Ali il magnifico, speriamo non sbrocchi nel finale. Sul tavolo mi occhieggiano ansiosi anche: HOMES: La sicurezza degli oggetti, SPRAWSON: L'ombra del massaggiatore nero, GADDA: Accoppiamenti giudiziosi, PINKETTS: Il dente del pregiudizio, WALLACE: Brevi interviste con uomini schifosi, CELINE: Viaggio al termine della notte, e mi hanno regalato PAASILINNA: L'anno della lepre Roba del tutto eterogenea. Ce la farò mai? Improbabile. MacUbu - 11:00 - commenti (1)
Oggi splinder accetta il mio login. Si vede che va a umore, o che è stato messo a posto quel che non funzionava. Allora, qui ci sono due o tre post di ieri:
Sono i momenti della Grande Digestione. Le serate silenziose in casa davanti alla tv (i miei) o a un buon libro (io), lasciando all'apparato digerente il non facile compito di metabolizzare quattro portate di antipasti con champagne, involtini di cavolo e carne con tartufo spruzzati di vino rosso frizzantino, cappone ripieno con mostarda di frutta o salsa verde, salumi e formaggi di varie regioni, bagna cauda a piacere e poi cioccolata, panettone e altri dolciumi a scelta con vinello dolce, infine caffè, ammazzacaffè e grappino durante la tombolata. Se avete visto Parenti Serpenti (e non è ammissibile non averlo visto) sapete come è stato il mio Natale in famiglia. Mi faccio schifo, ma solo un po'. MacUbu - 10:57 - commenti (1)
NO ALLA GUERRA CONTRO L'IRAQ. BASTA SANGUE INNOCENTE PER IL PETROLIO.
NOT IN MY NAME. MacUbu - 00:54 - commenti (8)
Invece mi sta piacendo e mi sta prendendo tantissimo Ali il magnifico di Paul Smail. Coinvolgente, e benissimo tradotto dalla solita Yasmina Melaouah (è lei che ha tradotto Pennac). A proposito di libri: oggi girando per la Feltrinelli mi sono reso conto per la prima volta di quanto siano onnipresenti gli autori americani. Se si eccettuano le collane come quelle di Iperborea, non ci sono differenze fra le case editrici: gli scrittori statunitensi o comunque anglofoni americani (canada compreso, quindi) sono la stragrande maggioranza degli scrittori stranieri pubblicati da noi. Poi seguono gli altri anglofoni per eccellenza: gli inglesi. Tutti gli altri sono molto ma molto meno numerosi: altri europei per lo più, sudamericani e qualche cinese eccellente, qualche giapponese famoso... Ma quanti hanno letto scrittori dell'africa nera? O i gialli di Yasmina Khadra, o Orhan Pamuk o chissà quanti altri che non conosco? Ci saranno culture da conoscere in mongolia, in Tagikistan e in tutti gli angoli della terra di cui sappiamo poco, no? E' solo colpa del lettore che non si informa? Non credo. Siamo schiavi della facilità di comprensione a livello globale dell'inglese, e succubi degli americani, come sempre. So che è banale, ma oggi ci ho proprio fatto caso e girando in libreria questa cosa fa impressione: provate per credere.
MacUbu - 23:49 - commenti (2)
In questi giorni sono di duplice umore. Intrattabile come un rospaccio pieno di bile, quando mi trovo in centro in mezzo agli altri sventurati a caccia di regali; pieno di voglia di fare e di vibrazioni positive, quando sono con il quartetto e quando penso a questa nuova voglia che ci è venuta, dopo tanti anni, di provare ancora a farne qualcosa di buono e bello.
Di là ci sono i miei che si stordiscono con la tv e ho visto 5 fotogrammi 5 di Benigni. Non lo sopporto. Non so perché. Mi irrita, e improvvisamente mi puzza, mi sa di falso. Ecco, ho finito: questi di oggi che seguono qui sotto sono un unico post, fatto a pezzetti. Adesso provate a leggerli dall'alto verso il basso. Erano stati scritti così. Sì, ma che sbattimento, però!
MacUbu - 13:43 - commenti (3)
Esistono probabilmente molti tipi di anziana signora cotonata, ma sono sicuro che venerdì sera, a Villa Spinola, Genova, la buona maggioranza di essi contasse almeno una degna rappresentante.Le cene dei Lyon's Club sono, o dovrebbero essere, qualcosa di molto esclusivo. Sono anzi qualcosa di così esclusivo, da rendere impensabile che un gruppo di cantanti possa partecipare all'intera cena.
- Devono cantare solo alla fine? Che vengano per il dolce! Il triste esempio di Mozart è lì a ricordarcelo: i musicisti e i cantanti sono sempre stati, e restano, qualcosa di appena più su dei camerieri. Sono camerieri che fanno musica. Nella nostra carriera abbiamo pranzato nelle cucine, aspettato nei sottoscala, cantato davanti a gente incravattata che litigava al buffet e faceva finta di ascoltarci, e così via. Ma in fondo è bello che sia così: l'arte dovrebbe sempre essere un po' affamata e in disparte. Si raffina, diventa più pura. Ci siamo accomodati al nostro tavolo appena fuori dal salone ("Proprio non ci stavate, scusate, abbiate pazienza! Ma così poi siete subito pronti per cantare, no?") osservando gli altri tavoli, preoccupati per la pessima acustica. Conosco questo mondo genovese: i vecchi riti, le vecchie conoscenze, i piccoli ruoli a cui si tiene da morire, la cortesia dai modi spicci delle signore perbene, le buone famiglie che sono rispettabili da secoli e quelle nuove che cercano di diventarlo adesso. Non è il mio ambiente, ma l'ho frequentato spesso.
Al momento convenuto siamo entrati e abbiamo cominciato il nostro programmino: musica rinascimentale, un po' di spirituals e una spruzzata di immancabili canti di Natale. Le signore cotonate e i signori rispettabili erano molto impressionati. Subito dopo il primo pezzo siamo stati costretti a smettere per un momento: le apposite incaricate avevano cominciato a distribuire i regalini di Natale. Consiglio: non cantate mai davanti a cento persone che devono scartare dei regali di Natale: niente può battere il confronto. Però poi han fatto i bravi e ci hanno ascoltato in silenzio e gratificati con molti applausi. MacUbu - 13:41 - commenti (3)
Alla fine del programma siamo stati costretti ad aggiungere un atout di sicuro successo: White Christmas in italiano, con foglio dei testi distribuito su ogni tavolo per karaoke collettivo e generale commozione natalizia. Devo dire che aspettavo questo momento di sublime kitsch con una certa ansia. La prima strofa l'abbiamo fatta in inglese, come si deve, solo noi a quattro voci. Poi g. ha dato l'attacco a tutta la sala e le signore cotonate e i signori rispettabili hanno attaccato con noi la seconda strofa in italiano: Col bianco tuo candor, neve... Chiunque può immaginare l'effetto di questa canzone cantata in italiano, non ho bisogno di spiegarvelo.
Eppure, quando il canto si è levato da tutti gli angoli della sala, fra gli stucchi, le candele, i vessilli del club, le cotonature, le dentiere evidenti, le posate d'argento e i bicchieri in cristallo, quando ci siamo sentiti avvolti da questo canto di cui noi, al centro, eravamo il motore e l'anima, mi sono guardato intorno e in quei vecchi signori coi capelli bianchi chini sul foglio ho visto improvvisamente i ragazzi che hanno vissuto e lottato e corso sulla spiaggia, e le vecchie cotonate dallo sguardo stanco le ho viste volubili ragazzine viziate, che hanno fatto cose terribili e fantastiche sotto le lenzuola e non lo racconterebbero mai, e tutti mi sembravano trasformati per il fatto stesso di cantare, che è dare se stessi, in fondo, e così io lì, in mezzo a tutta questa gente, mentre cercavo di guardarmi intorno senza perdere il segno sullo spartito, io lì, per un attimo, mi sono emozionato. Sabato son stato in giro per compere natalizie. Ci sono stati due o tre momenti in cui in mezzo alla marea di gente impazzita per lo shopping, sbattuto qua e là per i vicoli o per via Venti, in mezzo alla calca di persone e di corpi, mi sono sentito terribilmente solo.
Per i miei ho preso un lettore dvd. Così, giusto per non spezzare il circolo vizioso del consumismo e fare la mia parte nella lotta di questo nostro caro governo contro la caduta della domanda interna. Perché? Voi non ragionate così?... MacUbu - 13:39 - commenti (1)
A proposito di governi e attualità. Ci sono un paio di notizie, oggi, che mi fanno girare i coglioni: il no degli USA in sede WTC alla distribuzione a prezzo ridotto dei farmaci anti-AIDS nei paesi in via di sviluppo, e le notizie sempre più preoccupanti su quella che ormai sembra davvero essere l'imminente guerra del Golfo. Oggi anche Scalfari sulla Repubblica faceva previsioni per la fine di gennaio. Aderirò, compatibilmente con la mia vicinanza a un computer, all'appello di f. per un'azione sui nostri blog. Andate a vedere.
E poi ieri sera un amico che lavora per la Ericsson mi ha detto una cosa che non sapevo: il decreto Gasparri ha reso le cose più facili per le grandi compagnie telefoniche (strano, eh?): non c'è più il limite di 20 metri dalle abitazioni come distanza minima per installare un'antenna di rete GSM o UMTS. Oggi chiunque può mettervele sotto la finestra. E non c'è più l'obbligo di non raggiungere il massimo di potenza di emissione: addio antenne ovattate. Oggi chiunque può mettervele sotto la finestra, alla massima potenza. O alla potenza di 3. E' un altro regalo del simpatico Berluska. Moriremo tutti di tumore, ma potremo farlo sapere agli amici, ovunque siano, con un bel videomessaggio. E' o non è chic? Allora proviamo così: spezzetto il post e lo pubblico in ordine inverso! Funzionerà?
Sto cercando di postare un post piuttosto lungo, ma a quanto pare il copia e incolla non funziona. E' un problema che qualcun altro ha già riscontrato?
MacUbu - 13:33 - commenti (1)
Sono di corsissima e scrivo in fretta solo due cose. Uno: il concerto alla cena del Lyon's club è andato bene, ma aspettate che vi racconti della gente che c'era...
Due: lo so che non è carino, ma io odio i regali di Natale. - ma ti piace riceverli, vero? - beh, sì, mi piace... - E perché pensi che dovrebbe piacere solo a te? - no no: lo so che piace a tutti, è che mi rompe farli... - e non pensi che per gli altri sia così? - che palle, ma certo che lo penso! - e allora non vedi che questo è il tuo solito problema con l'esistenza? Che aspetti sempre che le cose vengano verso di te e mai il contrario? Sbattersi per le cose che ti piacciono e che fanno piacere agli altri è il senso della vita, lo sai o no? - sì ho capito ma che fatica... - ma non è fatica: è vita! Uff. Un consiglio: non mettetevi mai a discutere col SuperIo. Ha sempre ragione lui. Stanotte scrivo un po' sul soggetto: Cantare musica antica davanti a tante signore cotonate. MacUbu - 20:06 - commenti (2)
L'una e venticinque di notte, ascoltando l'ultimo disco dei Sigur Rós. Volevo scrivere su La sicurezza degli oggetti ma l'umore è precipitato nel mare gelido dell'Islanda.
Continua a tornarmi in mente una frase che dice Turturro in Tredici variazioni sul tema e che ho pure citato a Groundzero tempo fa: "It's perverse, isn't it? people spend years developing their minds and educating themselves, but in the end, they just want to shut them off." L'incubo di liberare la mente, svuotare, fare spazio, silenzio, finalmente: silenzio. A volte credo di aver letto troppi libri. E non è certo un vanto. Infernale e dolcissimo elisir, la lettura, droga come tante, quando la si usa per non alzare gli occhi intorno. Ecco, credo di aver letto male, per tanti, troppi anni. Ho letto per colmare vuoti, ho letto per non pensare, ho letto per non vivere, non sentire, non soffrire. Non è un caso se ho imparato a leggere prima della prima elementare. Mi ha insegnato mio padre. Me l'ha indicata come via di fuga, forse? Io l'ho presa di corsa. Era la mia strada, la strada della mente. Adesso che guardo quel piccolo intellettuale profugo del mondo, rifugiato fra le copertine in brossura, mi fa venire stizza. Lo prenderei a ceffoni, per dirgli: muoviti! Esci fuori! Butta via quella cartaccia, quei pensieri di altri, vivi! Pensa i tuoi pensieri, prendi le tue facciate, soffri, ridi, agisci, perdio! Che nervi: da stringere i denti. Ma io lo so che non avevo molta scelta. Devo prenderla con calma, confortarlo, 'sto ragazzino troppo magro: hai fatto bene, in fondo. Forse non hai avuto molto coraggio, ma è andata così. Ci provassero, gli altri. La vivessero, un'infanzia in una casa dove andava sempre tutto bene. Non è stato facile, lo sai solo tu. E non è facile per nessuno, intendiamoci. Solo che tu hai reagito così: guarda avanti, e il resto pazienza. Quel che mi avanza, però, è questo stile che mi sembra sempre così diafano e dispersivo. Questa mancanza di centro. Ho letto parole che graffiano, che fanno a pugni, che strappano, lacerano, colpiscono dritto dove fa più male. Le mie girano attorno, accarezzano, occhieggiano, valutano, prendono bene le distanze. MacUbu - 02:27 - commenti (8)
Un regalo di Natale per tutti noi? Francesca Mazzucato è su Splinder. E se non sapete chi è, qui potete togliervi ogni curiosità.
MacUbu - 01:05 - commenti (1)
Ieri sera ho fatto una cosa che non faccio quasi mai: sono andato al cinema da solo. Forse era la seconda volta in tutta la mia vita! Eppure mi piace un sacco: in fondo al cinema non si fanno chiacchiere con i vicini. Il film era La sicurezza degli oggetti.
Mi è piaciuto moltissimo, mi ha commosso, mi ha fatto pensare. Ora non ho tempo per scriverne più diffusamente, ma vi consiglio di andarlo a vedere. Strepitosa Glenn Close, un'attrice che in genere non amo, ma qui è stata veramente eccezionale: perfetta per il ruolo. Mi piacciono i film che mi fanno pensare, che mi occupano la testa anche per tutto il giorno dopo: significa che avevano veramente qualcosa da dire. Oggi ultimo giorno di lavoro. Domani sono in ferie e finalmente posso cominciare a fare TUTTI i regali di Natale. Odio quest'ossessione di ogni dicembre, eppure non c'è verso di sottrarvisi... MacUbu - 11:09 - commenti (9)
Qui c'è un tizio strano che si fa una foto al giorno (anche se forse non è vero, ho controllato!). E poi ci sono dei link ad altri assurdi photoblog. Date un'occhiata.
MacUbu - 16:41 - commenti (9)
Sono di umore strano. Non cattivo: strano, incerto. Un po' come il tempo di oggi. Grigiastro...
Il film di Kitano mi è piaciuto, eccome. Un po' ingenuo, per certi versi, ma interessante. Ecco, magari un po' violento, ma se si prende spunto dai vecchi film giapponesi sulla Yakuza immagino che questo sia il necessario risultato. E poi ci stava, comunque. Stasera rischio di fare tardi qui in agenzia e la cosa mi secca moltissimo. Fatemi USCIREEEEEEEE!! MacUbu - 15:18 - commenti (2)
Alla fine ce la siamo cavata. In un modo o nell'altro se ne esce sempre. Il fatto è che spesso mi accontento di uscirne vivo. Ma non è giusto: bisogna uscirne bene, da vincitori.
Intanto però mi è passato lo stress. Stasera mi preparo a una piacevole lezione di arabo e poi serata a casa in tranquillità. Quasi quasi mi guardo BROTHER: A chi hai detto fottuto giapponese? MacUbu - 17:40 - commenti (2)
Sto per andare in presentazione. Aiuto!
Uff... E pensare che alla fine dell'Università mi dicevo: basta con gli esami, non voglio farne mai più. E ora eccomi qui. Dove ho messo le gocce di valeriana? MacUbu - 09:11 - commenti (5)
Posso fare una descrizione della giornata di oggi fino a questo momento? Ansia, noia, mancanza di concentrazione e pessimo umore. Spero molto che il tai-chi e c. mi restituiscano serenità.
MacUbu - 17:38 - commenti (2)
Flashing white.
Il foglio che a quest'ora dovrei aver riempito fitto fitto di ideuzze interessanti, mi abbaglia di immacolata, innocente vuotezza. In questi casi un'inquietudine si impadronisce di me, che mi impedisce di fare qualunque cosa, compreso il pensare al problema da risolvere. Allora sono costretto a fermarmi e tirare il fiato, perché il mio cervello si comporta come un asino testardo e recalcitrante, che non si piega né a minacce, né a lusinghe. Mi tocca stare in attesa, curiosare, spiluccare, dare un'occhiata in tralice senza spaventare. Poi mi riavvicino alla questione, o meglio, la prendo meno di petto, con meno aspettative. Così, con la mente meno pre-occupata da domande, paure, o timori delle aspettative, le idee trovano lo spazio per affacciarsi alla coscienza. E che nervi, poi! Lo fanno con l'aria di dire: beh, ma che bisogno c'era di tante storie, dove ci stavi cercando? Siamo state qui tutto il tempo, aspettando proprio te: finalmente ti sei degnato di rivolgerci un'occhiata... Sabato a Genova a provare con il quartetto. Riesplode ancora tutta la gioia e la voglia di cantare insieme. Non so spiegare quanto sia bello e gratificante. Dopo anni passati senza fare concerti, ora mi accorgo di quanto mi mancava, il far musica, nella mia vita. Il nuovo acquisto, il basso, si rivela davvero bravissimo. Bravo g.! A volte credo che ci siano solo due cose che mi fanno sentire vivo; voglio dire fisicamente, materialmente vivo: la musica e il vento. Il vento perché è una forza enorme che ti avvolge e ti scuote, ti smuove, ti dice: corri! vivi! respira! A pieni polmoni, respira! Il brivido della mano di dio che ti sfiora. La musica (e il canto soprattutto) perché è la stessa forza che opera dentro al corpo: un'energia che attraversa ossa, muscoli e mente come un'onda di benessere. Indipendentemente dal risultato, cantare sprigiona energia. Provatelo. Abbiamo approfittato della cena di autofinanziamento di un'associazione culturale per cantare davanti a trenta persone, nel meraviglioso refettorio del convento di S.Maria di Castello. Aiutati da un'acustica praticamente perfetta, il concertino è stato ottimo. Pochi, selezionati brani, fra cui il difficile Chant des oyseaux di Clément Janequin. Un pezzo che quando riesce bene è un successo garantito! Poi oggi via in macchina per l'autostrada sotto la pioggia, con la nebbia per arrivare in questa fredda Milano, dove ho lavorato un po' con la buona t. In realtà ero piuttosto distratto con la testa. Mah. Mi sono consolato della giornata poco soddisfacente con una cena al cinese insieme ad a. La quale mi ha portato poi con lei in un giro notturno per la Mondadori di via Marghera. Secondo voi potevo uscire senza almeno un libro? Adesso vado a nanna. Scrivere mi fa bene. Anche solo questo blog. MacUbu - 01:35 - commenti (3)
Scoperto nuovo blog denso di concetti. Una lettrice accanita, sembrerebbe? Appena ho un po' più di tempo vado a curiosare... L'indirizzo è qui, e adesso lo aggiungo anche alla lista di link.
MacUbu - 00:37 - commenti (3)
Comunque è tutto il giorno che sono qui. Adesso esco, se dio vuole...
MacUbu - 17:33 - commenti (1)
E poi: perché tutti dicono tendenzialmente? Non lo sopporto. E so che prima o poi succederà anche a me...
Oggi tutto il giorno fuori dall'agenzia. Ho preso in prestito il computer della sala di montaggio per commentare un po'. Così mi sono anche reso conto che per chi usa Splinder con un PC, ci sono mille opzioni in più. Vabbè. Comunque niente neve, ancora. Stasera mi sa che me ne sto a casa buono buono. Sono in super ritardo con un lavoro da consegnare. Boh. Sonno.
MacUbu - 16:17 - commenti (2)
Ma è fantastico!! Esiste il sito di Ondestorte!!
Inutile che cerchiate di capire se non siete genovesi. A chi invece come me è cresciuto a Zena e aspettava con trepidazione le 22 del lunedì sera per ascoltare la sospirata sigla ("Alzati faccia di merda!"), a tutti costoro il sito regalerà qualche momento di nostalgica felicità. Peccato che manchino i file audio, però. Ma se ritrovo quella mia vecchia cassetta... Intanto, ecco la notizia del ritorno nell'etere degli stessi pazzi che ci divertivano ai tempi del liceo: La trasmissione che ha fatto della demenzialità una regola di vita, torna in diretta su Radio Genova Sound con i suoi mitici personaggi (Scognamiglio, Erasmo, Fraudolento, Tombi e Flacca), e con una scoppiettante serie di nuovi protagonisti, rubriche, pubblicità e gags che faranno divertire i vecchi fedelissimi seguaci, ma che non mancheranno di far sbellicare (o vomitare) anche nuovi ascoltatori. MacUbu - 16:04 - commenti (6)
Ieri sera divertente incontro dei bookcorsari milanesi. La solita aria di festa, di curiosità vicendevole, e di fumo ultraspesso (quando sono tornato a casa mi puzzavano persino le calze!). Chiacchierate con i vecchi e i nuovi amici. Speravo in qualcosa di più che non una copia in inglese di un David Baldacci, ma pazienza...
Stamattina tutto è incominciato storto: scendevo per le scale mentre mi imbacuccavo in sciarpe, cappello e guanti dicendo a me stesso: anche se fa freddo io prendo la bici! Chi mi ferma, a me? quando ho realizzato che qualche bastardo nella notte mi ha fottuto il sellino. Possino cecarlo! Così mi sono rassegnato alla metro. Scruto il cielo impaziente: voglio che nevichi. Non me ne frega niente se dite che in città poi diventa una menata: io VOGLIO che nevichi!! Nel frattempo mi incazzo leggendo l'articolo odierno di Eugenio Scalfari, che moltiplica il mio senso di inquietudine, insoddisfazione e incazzatura. Il crollo e l'eventuale smembramento della FIAT ci lascerebbe con un gruppo Mediaset strapotente e senza rivali. il maledetto berlusca non ce lo leviamo più di torno! Voglio i caschi blu dell'ONU! Aiuto! Gli italiani si sveglieranno mai dall'incubo? Spegnete la tv, perdio! Meno male che a me comunque piacciono le banane. MacUbu - 13:45 - commenti (4)
Ah, quasi dimenticavo: stasera alle 19.00 al pub Old Fox in piazza S. Agostino c'è il ritrovo mensile di tutti i bookcrossers di Milano e dintorni...
Mica potete mancare! Io ci arrivo tardi, dopo le 22, con ben due libri da liberare... MacUbu - 18:37 - commenti (6)
Finalmente l'odioso argomento è stato affrontato. Ma a quanto pare la possibilità di un aumento non si può prendere in considerazione. E non per neghittosa volontà, o per poca stima ma per le difficili condizioni del mercato, il divieto degli inglesi, le carenze di budget, bla bla bla.
Ci credo, tra l'altro. Non penso assolutamente a malafede. Ma la situazione non è rosea. Qui si parla di altri 12 mesi con lo stesso stipendio. Non può andare. Si è parlato forse di bonus, ma chissà... Non sono nemmeno incazzato, solo che ti passa un po' la voglia. Oggi ci han passato un brief: bibita analcolica. Chissà che non si riesca, se non altro, a divertirci un po'. MacUbu - 18:22 - commenti (4)
Beh, allora, posso rassicurarvi: il taglio da Jean Louis David è stato un successo. Sono uscito dalla sala pochi minuti dopo esservi entrato: l'intervento sembra essere riuscito senza complicazioni, soltanto dicono che ci vorrà un po' di tempo per abituarsi alla nuova condizione. Gli esperti suggeriscono un periodo di riposo, e consigliano di evitare di sottoporre l'autostima a stress eccessivi in questi primi giorni. Vedremo.
Devo dire che farsi massaggiare la testa, mentre te la lavano è davvero super rilassante. Sarei stato lì due ore, ma la ragazzina aveva fretta. Mi ha rapato così velocemente che mi sono sentito quasi derubato. Vabbè. La cosa migliore, comunque, è la rassegna stampa da consultare nell'attesa: ho potuto curiosare fra il meglio di Novella2000, Gente, Oggi, Visto, Elle e soprattutto Eva3000, che è decisamente la mia rivista preferita. Oggi mi abbono. Per rendervi conto di quanto può essere diverso il livello di un blog, fate un salto su quello di sigfrido: ci sono fra l'altro discorsi interessanti sul concetto di cultura. Altro che acconciature, tsè! MacUbu - 11:29 - commenti (4)
Giornata supertranquilla. Il nuovo brief è scivolato a domani, quindi oggi è passato via perdendo tempo, rimettendo a posto, curiosando su internet. Adesso però botta di vita: vado a farmi (ac)conciare da Jean Louis David. Non ci sono mai andato: è una vita che i capelli me li taglia il barbiere Pino, sotto casa mia a Ge. Chissà come ne uscirò...
MacUbu - 17:23 - commenti (10)
Finalmente a casa a Milano, dopo weekend a Genova, dai miei. Arrivato alla barriera di Milano si è messo a piovere: benvenuto a casa?
Venerdì sera allo Zelig, a vedere i Varie età. Fantastici come al solito, anche se con un po' meno brio di altre volte. Pochi sedili più in là, proprio sulla mia stessa fila, c'era l., il che mi ha mandato un po' in paranoia. Del resto mi sembra di non essere stato l'unico a non prenderla bene. Che strano. Che possa alla fine succedere di ignorarsi così, come se niente fosse e fosse stato. Sguardi che vagano ma sfuggono il contatto, indifferenza esibita... Mi ha immalinconito, ma solo per un po'. Poi quella pazza della guida indiana del Generale Custer mi ha riconciliato col mondo. ;) Sabato di shopping: all'andata in macchina con d. e d. ci siamo fermati al mega outlet di Serravalle. Non c'ero mai stato e mi ha stupito. Una città. Una cattedrale del deserto eretta a lode e gloria del consumo. Allora, devo confessarlo pubblicamente: va bene, sono di sinistra, va bene,sono contro le idiozie della globalizzazione (e ne ho viste tante, specie in comunicazione); sono contro gli sprechi, gli OGM e in generale contro le storture del capitalismo vendute come Vangelo Rivelato. Ma datemi un centro commerciale ben fatto e con delle cose interessanti e perderò la testa. Io AMO i centri commerciali. LI ADORO! Dio, perdonami! Compagni, non fucilatemi, Lasciatemi qui! Al settore B5 del parcheggio coperto! Sono malato lo so, ma non so cosa farci. Li amo tutti: quelli enormi, che ti ci perdi dentro, quelli a più piani, quelli dove puoi passarci la giornata (cosa che non farei mai, ma tant'è...), quelli superfuturistici e quelli più vecchiotti, quelli di arredamento e quelli solo di alimentari: non c'è n'è uno che non mi attragga. Non so spiegare bene perché. Credo che sia qualcosa di perverso: dentro a un centro commerciale si diventa non più individui, ma parte di una massa. Si smette di pensare. Si perdono le maschere, o se ne assume una meno impegnativa. Cosa che mi rilassa. Sarà una trance moderna? Mentre mi aggiro per i corridoi sempre uguali del centro, seguendo supinamente il flusso della gente, non sono più nessuno. Sono solo un corpo caldo che porta in giro una carta di credito. E questo non solo è rilassante, ma mi libera anche dall'impaccio di dover avere uno scopo. In questo stato d'animo si mischiano un aspetto bovino e uno di astrazione, di sguardo dall'alto. Non ho niente da fare di preciso quindi osservo imperturbabile: la gente, le espressioni dei visi, le vetrine, i vestiti. Con uno sguardo tranquillo, senza fretta, senza giudizi. E così mi sento più libero: sono entrato in negozi in cui non mi avventurerei mai in città. Mi sono infilato nei camerini, ho provato di tutto e io in genere ODIO provare i vestiti. Il pomeriggio ci è passato in un momento. Sono uscito con due paia di pantaloni, una maglietta, una sciarpa e una tonnellata di sensi dicolpa. Oggi mattinata di lavoro fra gli ulivi: pietre da scegliere e dividere: piccone, vanga e motocarriola, insieme ai ragazzi dell'Operazione MatoGrosso che sono venuti a darci una mano. La casa adesso ha gli infissi con i vetri, i muri quasi rifiniti, ecc. Ma allora è davvero una casa! Non un bunker! Solita vista magnifica sul mare, solita domanda: ma perché Milano? Poi prove col quartetto per tutto il pomeriggio: il 20 cantiamo per un qualche Lyons club (sigh) a Genova. Mescoleremo un po': antica, moderna, natalizia. Jingle Bells e Stille Nacht non possono mancare, ché altrimenti le signore non si emozionano, dio non voglia. La novità è il nuovo basso: g. E' bravissimo. Dopo una vita che non provavamo insieme, cantare mi ha ridato energia e voglia di cantare ancora, meglio e di più. Ma riusciremo a imbastire un repertorio entro il 20? Adesso nanna. Sto leggendo Il circolo della fortuna e della felicità,di Amy Tan, courtesy of Auro, via Ah, e mi sento abbastanza felice. Wow. MacUbu - 01:20 - commenti (7)
Giornata tranquilla, comoda, leggera, piena di coccole. Avercene, di giorni così. Vi hanno mai regalato un giovedì?
MacUbu - 00:44 - commenti (5)
Oggi mi sono dato malato e me ne sto a casuccia: sono le dodici e mezza e ho
appena fatto colazione. Lavoratori di tutto il mondo, unitevi
nell'invidia!
;) In compenso domani mi aspetterebbe tutta una giornata in sala di montaggio Avid. Hmmm... Mi sa che mi do malato un'altra volta. MacUbu - 12:40 - commenti (4)
"La laringite è una infiammazione della laringe, cioè dell'organo deputato alla emissione della voce. Generalmente la laringite si presenta in forma acuta in seguito ad una infezione virale (più frequentemente) o batterica; spesso si accompagna alle cosiddette malattie da raffreddamento, come raffreddore e influenza o fa seguito ad altre malattie come morbillo e varicella.
Le laringiti croniche, che sono più frequenti nel sesso maschile e nell'età avanzata, possono far seguito a ripetuti episodi infiammatori acuti e sono favorite dall'uso eccessivo della voce, dall'abitudine del fumo e dall'assunzione di bevande alcooliche, dall'inalazione prolungata di gas, polveri e vapori irritanti. E' caratterizzata da una sensazione di secchezza e bruciore alla gola, da tosse secca e stizzosa, da modificazioni della voce, che vanno da una lieve raucedine alla completa perdita temporanea della voce. Cosa si deve fare: - Non parlare se non strettamente necessario. - Evitare sbalzi improvvisi di temperatura. - Eliminare stimoli irritativi, in primo luogo il fumo e le bevande super alcooliche. - Assicurare una adeguata umidificazione dell'ambiente; assumere in abbondanza bevande liquide. - Possono essere utili inalazioni o aerosol con sostanze balsamiche o con decongestionanti prescritti dal medico." Per me, è un male che ti prende alla gola, in tutti i sensi. Deglutire è una tortura, parlare è fastidioso. Ormai ci sono abituato. Viene a visitarmi a intervalli regolari. E’ la mia emicrania, la mia personale forma di maledizione: viene, mi prende e mi tiene con sé almeno una settimana. Quando soffro di laringite sono intrattabile, ma non me ne vergogno: mi sembra di potermelo permettere. Forse è per questo che mi viene così spesso: mi dà un motivo per non aver voglia di parlare con nessuno. Ho sempre pensato che buona parte dei mali che ci affliggono siano dovuti alla psiche. Figurarsi i mali che ci visitano con regolarità. Forse la nostra (insondabile) mente li crea apposta per fornirci una sfera intangibile dove essere noi stessi. Dove riposarci dagli altri. Per molti sono invece un modo inconscio di chiedere aiuto. Io preferirei mettermi dalla parte di quelli che hanno voglia di isolarsi. Infatti oggi non ho voglia di parlare. Ma mi è venuta voglia di scrivere. (Ok, forse il mio vero problema non è la laringite: è la logorrea…!) Intanto vi segnalo il blog di Spacey, ospitato su Internazionale.it. E guardatevi anche questo articolo sulla scrittura per il living web, (definizione che comprende i blog): lo segnala proprio Spacey. MacUbu - 23:57 - commenti (1)
Beh, insomma oggi sono inavvicinabile. Laringite e un generale umor nero mi rendono odioso. Ma la vera domanda è: a cosa è dovuto l'umor nero?
Non lo so. Ma possiamo fare alcune ipotesi: particolare allineamento dei pianeti del sistema solare? Freddo a Milano? Pausa pranzo sottoterra come sempre più spesso capita in questa città? Momenti di vuoto lavorativo? Acconciatura della centralinista? Andamento insoddisfacente del Nasdaq? O il fatto che la cioccolata non è più quella di una volta? E comunque: questo post ha senso? Questo blog ha senso? Scrivere un blog alla fine a cosa assomiglia, secondo voi? Vorrei indire un sondaggio. Nazionale, possibilmente: - Scrivere un blog è come scrivere nel diariuccio personale rilegato a cuori e colori vivaci - Scrivere un blog è come chiacchierare amabilmente a bassa voce davanti al fuoco acceso con qualche intimo amico - Scrivere un blog è cercare disperatamente di convincere se stessi di avere qualcosa di interessante da dire - Scrivere un blog è come affidare al mare dei messaggi chiusi nella classica bottiglia - Scrivere un blog è autoterapia - Scrivere un blog è nevrosi (es: esaltazione di sé, narcisismo, ecc...) - Scrivere un blog è voler essere chic e seguire una moda - Scrivere un blog è raggiungere un vasto pubblico e fare Comunicazione (oh, yeah!) - Scrivere un blog è un ottimo passatempo Ho dimenticato qualcuno? MacUbu - 16:55 - commenti (3)
Ok. Sono senza una lira. Però ho appena comprato un Cd su Amazon. Sarò punito per questo lo so. Però cerco di consolarmi dicendo che dài, non era disponibile in italia e lo cercavo da tanto tempo... No? Non guardarmi così...
MacUbu - 19:28 - commenti (4)
Dalla prima pagina di Internazionale.it (ma preso da
Repubblica, credo):
La giustizia formale e gli errori di Genova La richiesta di archiviazione per legittima difesa del carabiniere Mario Placanica, che a Genova uccise con un colpo di pistola il giovane Carlo Giuliani, ha avuto l'effetto automatico, inevitabile, prevedibile di spaccare in due i commenti dei nostri politici, commenta Giorgio Bocca sulla Repubblica. Commenti critici da sinistra, di approvazione da destra, senza eccezioni, come se ormai in questo paese i pregiudizi precedessero ed escludessero ogni giudizio. In effetti, più passa il tempo, più mi sembra che questo Governo, con Berlusconi e l'indicibile scempio che viene fatto ogni giorno della giustizia e dei principi costituzionali del paese, con le polemiche e le incapacità dell'opposizione, abbiano l'effetto di spaccare il paese sempre di più. Le stupidaggini dei media, la loro evidente faziosità (è fazioso in modo grottesco Libero, ma è faziosa anche Repubblica) rafforzano il parlarsi contro da una parte e dall'altra distorcendo i fatti a proprio favore, perdendo di vista lo scontro sulle idee. Ormai è scontro sulle persone. Sugli schieramenti. Sono prese di posizione aprioristiche, con divisione fra "noi" e "loro". Alla fine quello che ne risulta è una ridotta capacità di confronto, una mancanza di disponibilità all'ascolto. Così chi è di sinistra si sente (come me), la braccia che cadono, lo sconforto e l'indignazione che cresce. Chi è di destra immagino viva qualcosa di speculare, immagino si innervosisca per le polemiche e le accuse di quei giudici che ritiene corrotti (e che io ritengo assolutamente da difendere) accompagnato forse dall'esaltazione di vedere un Governo dichiaratamente di destra mentre cerca di mettere mano a riforme in cui dovrebbecredere. Non so. Comunque sia non ne usciremo bene. E' preoccupante. E di nuovo torna la laringite. Sono io oppure è questa città. Ho fatto una settimana di antibiotici ma mi sa che ai batteri gli piace, l'antibiotico!
Vabbè. Se sopravvivo voglio finalmente riprendere la bicicletta: qui fra pioggia e malesseri non la uso da un mese. Basta con la Metro e il tram! MacUbu - 00:00 - commenti (3)
Yin e Yang: il principio femminile e quello maschile. L'umido, il fertile, l'accogliente e l'asciutto, freddo, tagliente. Due parti intimamente connesse, l'una completa l'altra, e ognuna porta in sé il germe dell'altra. Due parti che compongono un uno, che senza una di esse non è niente, due parti che devono esserci in ciascuno di noi, possibilmente in egual misura.
Voglio indagare, interrogarmi su Yin e Yang, voglio scandagliare la mia vita, per vedere come e quando e quanto queste due parti sono presenti. Quella che segue è una lista assolutamente incompleta e discutibile di Yin e Yang, per come li vedo io. Un po' come quel libro millelire di tanto tempo fa su sinistra e destra. Non è, e non potrebbe essere, una lista completa, ma mi diverte farla. Se avete idee e suggerimenti nuovi, sarei felice di leggerli. Yin è contemplare l'insieme, Yang è individuare i dettagli Yin è indugiare; Yang è agire d¹impulso Yin è interrogarsi; Yang è darsi delle risposte Yin è pause; Yang è play Yin è "non mi sembra male"; Yang è "puoi fare di meglio" Yin è vivo nell'oggi; Yang è costruisco il domani Yin è ascoltare; Yang è affermare Yin è giallo; Yang è rosso Yin è "poi vediamo"; Yang è "prima lo faccio meglio è" Yin è toro; Yang è ariete Yin è radio; Yang è tv Yin è introversione; Yang è estroversione Yin è blog; Yang è mail Yin è bagno; Yang è doccia Yin è tai-chi; Yang è karatè Yin è dentro; Yang è fuori Yin è compilare; Yang è creare Yin è la folla; Yang è il singolo Yin è pensare agli altri; Yang è pensare a sé Yin è ricevere; Yang è dare Yin è comprensione; Yang è scontro Yin è compromesso; Yang è intransigenza Yin è la sinistra; Yang è la destra Yin è la pioggia; Yang è il secco Yin è la luna; Yang è il sole Yin è continuità; Yang è rottura Yin è amore; Yang è sesso Yin è gatto; Yang è cane Yin è sensibility; Yang è sense E così via. Un inseguirsi che non conosce sosta, una tensione verso l¹unità che non avrà mai fine. MacUbu - 23:40 - commenti (7)
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Questo blog si è trasferito qui. Aggiornare il link è una rottura di scatole, lo so. Ma fai uno sforzo. Thanks. |
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