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La vita istruzioni per l'uso.
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...e ricordiamo le parole del Mahatma Gandhi:
Non esiste una via per la pace. La pace è la via. Appena ricevuto da una mail:
La rivista USA Time sta facendo un sondaggio on line tra i suoi lettori per verificare quale sia il paese che, secondo l'opinione pubblica, costituisce oggi la più grave minaccia per la pace. E propone, come ipotesi di risposta, tre paesi (Nord Corea, Iraq e USA). In questo istante (dopo più di 280.000 risposte) gli USA sono primi con l'84% dei voti. PARTECIPATE AL VOTO (è velocissimo)! Il sito è qui. Un altro sito splendido, ovvero come mostrare agli altri il proprio lavoro, fin dal primo bit. Attenti a non prendere la scossa.
MacUbu - 18:32 - commenti (2)
Se avessi tempo vorrei parlare di biciclette, portiere che si aprono e teoria della Gestalt. Ma sono incasinato con una presentazione di oggi pomeriggio. Fatto sta che anche stamattina, venendo in bicicletta al lavoro, hanno tentato di ammazzarmi due volte.
Milano è una giungla, ma vera. MacUbu - 12:22 - commenti (6)
...e tanto per cominciare, perché alla Boccassini non viene restituita la scorta?
MacUbu - 18:07 - commenti (4)
Il nonsense blog non ha più i commenti, Strelnik ha deciso di togliere i commenti, e numerosi altri blog, spesso un po' meno "fuffa" di questo, hanno rinunciato ai commenti.
Un blog è meglio o peggio, senza? Io credo che sia meglio, ma non saprei rinunciarvi, adesso. E' meglio perché non si scrive su un blog per conversare direttamente con le persone: per quello esistono i forum, o la mail, o addirittura la chat. (Oltre al contatto diretto, ovvio: la VITA è vera è la fuori, lo sappiamo tutti, vero?) Credo che il blog dovrebbe assomigliare più a tanti fogli di libro stampati e sparsi per aria, come fossero volantini, o forse a un diario, scritto per sé e tenuto per sé. Il fatto poi che sia leggibile da chiunque non gli toglie questo carattere di intimità, che gli è connaturale. Un po' message in a bottle? Forse sì e qui il fatto di fornire comunque l'indirizzo mail per eventuali contatti corrisponde alla possibilità che qualcuno trovi la bottiglia e risponda al messaggio. Detto questo, quanti commenteranno adesso questo post? L'ansia mi tormenta... MacUbu - 14:48 - commenti (10)
E così? Un po' panna, un po' grigio? Mah... le possibilità sono infinite... la mente vacilla...
Invece i processi a Previti restano a Milano, e adesso gli sgherri del Cavaliere voltano la frittata e chiedono le scuse di chi li tacciava di aver votato una legge ad personam. Come se non fosse vero. Come se non fossero, infatti, incazzati neri. Dio come ci godo. Adesso cosa inventeranno? Diranno che la suprema corte non serve? Sarà abolita? Autobombe a Milano? Chissà... MacUbu - 10:22 - commenti (1)
Zop ha messo online il mio piccolo contributo alla saga degli esercizi di stile. Per capire di cosa si tratta, andate a vedere il sito linguaggio globale dove tutto quanto è spiegato per benino. Soprattutto bisogna leggere il brano originale, sennò non si capisce nulla. Ah, se giocate anche voi è più divertente...
MacUbu - 14:43 - commenti (7)
Ecco, visto che lagatina e spock e un SACCO di altre persone hanno deciso di usare il mio stesso template, me lo sono colorato diverso. E vi prego di notare i link non sottolineati che si colorano di arancione. Che finesse, hm? O no?
MacUbu - 23:54 - commenti (20)
C'è una cosa che amo molto: i luoghi di passaggio, o non-luoghi. Le stazioni, gli aeroporti, gli autogrill... Mi piacciono perché è come se cancellassero la mia identità. Mi spiego meglio. I luoghi di aggregazione casuale delle persone come certe piazze o vie molto frequentate e soprattutto i non-luoghi di cui dicevo, mi fanno sentire non-presente, irrilevante, un numero fra gli altri, disperso nella grande massa indifferenziata e indifferente che circola, si muove intorno, come un grande organismo senza testa.
Non è che mi piaccia non "sentirmi", ma a volte avvertire il mio esserci come "inutile" lo trovo riposante come quando mi tolgo per un momento gli occhiali e mi rifugio nella mia leggera miopia: è un togliere definizione al mondo, ridurre la quantità di informazione che ne deriva, avvolgere quel che mi circonda di una lieve nebbia di indistinto, di non-chiaro, e quindi non impegnativo. Alle persone decise e decisioniste, a chi non tollera perdere il controllo della situazione intorno a sé anche solo per un momento, questo sembrerà un'eresia. Per me invece è riposante. [Ne parlavo anche qui] Quando lo faccio un po' me ne vergogno, come se nel mio DNA occidentale l'essere sempre attivo (anzi in inglese: highly proactive) fosse un dovere imprescindibile, sostanziale. Così capita che magari tornando a Milano da Genova la domenica sera tardi mi fermi senza un motivo particolare al grande autogrill di Dorno, che è uno di quelli fatti a ponte sopra l'autostrada. L'autogrill in genere è uno dei pochi luoghi rimasti che ancora non segmentano il target, come diremmo in gergo da marketing: non selezionano i propri clienti. All'autogrill c'è quello con la Ferrari e quello con la Punto Sole grigio topo (io), c'è la signora vedova con il marito giovane e la sposa araba con il velo, la madre di nove figli e il figlio unico viziato (sempre io, direbbe marmaid). Non c'è selezione di ceto sociale di alcun tipo: credo di aver vissuto una situazione simile solo alla visita di leva. E questo è ogni volta nuovo, è strano, è interessante. A volte mi fa sentire totalmente a mio agio, a volte mi sembro un alieno, capitato lì per caso. Osservo i camionisti che si conoscono sempre l'un l'altro, le coppiette di ragazzi giovani che bevono il caffè in un angolo, le scolaresche di ritorno dalle gite, i tedeschi sempre così disorientati, i single in carriera con l'auricolare o le famigliole tutte insieme davanti alle cioccolate. Anche i prodotti che si trovano all'autogrill mi sembrano destinati a moltiplicare il tasso di anonimità del luogo, e forse anche di chi li compra: dolciumi vari, strane specialità di salumi e paste o salsine varie, magari regionali, libri qualunque, dischi qualunquissimo: merce qualunque per gente qualunque. Uno strano brivido di inquietudine spesso finisce per farmi affrettare verso la cassa. Alla fine compro sempre solo un pacchetto di pocket coffee che mi tengano sveglio per il resto del viaggio, magari anche del latte per il giorno dopo. Poi vado via, ma prima di uscire mi fermo ancora un attimo a guardare giù, affascinato dalle auto che sfrecciano veloci, indifferenti nel buio, sotto di me. MacUbu - 23:27 - commenti (3)
E' una scena che odio, e si ripete sempre uguale. Io arrivo esaltato dicendo qualcosa tipo:
- Ehi ragazzi, ho preso l'ultimo CD dei [inserisci nome di un gruppo musicale a scelta, certamente molto fico]: è fantastico, è bellissimo, l'ho ascoltato tutta la sera, ma chi sono, 'sti qui? Sono veramente in gambissima! Al che segue il commento invariabile dell'amico o amica o anzi del gruppo unanime di amici: - Sì, li conosciamo, i [inserisci nome di un gruppo musicale a scelta, certamente molto fico]... ma il loro primo album, quello uscito DUE ANNI FA, era molto meglio. Adesso sono scaduti. Ecco: ogni volta riescono: - a farmi sentire un po' indietro e fuori dal coro e insomma vecchio - a smontarmi subito il piacere dell'ascolto. Quando fanno così, li odio. MacUbu - 19:12 - commenti (2)
Oggi mi tocca persino lavorare. Sto lottando contro l'abbiocco rituale del pomeriggio. Vorrei una flebo di caffè, di quelle con l'asticella con le ruote come all'ospedale, da portare in giro per i corridoi di qui.
MacUbu - 16:38 - commenti (8)
Sempre Guy Debord, nella Società dello spettacolo, trad. Paolo Salvadori, Baldini&Castoldi:
30 L'alienazione dello spettatore a beneficio dell'oggetto contemplato (che è il risultato della sua stessa attività incosciente) si esprime così: più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio. L'esteriorità dello spettacolo in rapporto all'uomo agente si manifesta in ciò, che i suoi gesti non sono più suoi, ma di un altro che glieli rappresenta. E' la ragione per cui lo spettatore non si sente a casa propria da nessuna parte, perché lo spettacolo è dappertutto. MacUbu - 02:24 - commenti (5)
Oggi finalmente Milano ha ricevuto in dono una bella giornata. Finestre spalancate, e aria a pieni polmoni. Respiro.
Bel giro in bici all'una, quando ancora il sabato pomeriggio non è devastato dalla gente. a. al suo posto, come sempre: una certezza! MacUbu - 19:33 - commenti (2)
Vabbè sono ancora qui, davanti al mio computer. Caso di stanchezza estrema senza riuscire a prendere sonno. Ne approfitto per curiosare in rete. I ragazzi di Tom online sono sempre fra i primi a tirar fuori novità, notizie e stranezze dalla rete e in più hanno un blog dall'ottimo design. Fattosta che oggi segnalavano questa roba qui...
Forse è per questo che non trovo il sonno? Uno che è nato a Genova, come me, ma che però, non come me, sembra avere fatto strada. Davvero in gamba, bravo. Un sacco di idee, di link, una bella grafica e un ottimo inglese. Visto come si fa?
E se mi trasferissi a Disneyland? Però voglio fare Pluto.
MacUbu - 17:21 - commenti (3)
Ok, ho appena messo giù due paginette del mio sito internet, non so nulla di html, penso ancora che Tag sia un orologio Tag Heuer, però ho già cominciato a misurarmi con i consigli dei migliori, sennò che gusto c'è? Tanto per dirne alcuni, mi piacciono molto questi due: boxesandarrows e v-2 Organisation. Vi consiglio questo articolo.
Trovato come firma di un messaggio di posta elettronica:
Light travels faster than sound. This is why some people appear bright until you hear them speak. MacUbu - 11:00 - commenti (4)
Mermaid mi ha dato ieri il suo regalo di Natale. (Un po' in ritardo, è vero, ma i regali fuori stagione fanno ancora più piacere.) E' un libro di ricette, come in effetti le avevo chiesto io. Si chiama: A tavola con Goethe, ricette del tempo dei classici tedeschi, di Erich Grasdorf e Peter Brunner, Guido Tommasi Editore.
Come dice lei è "un ottimo punto d'unione" tra la mia insipienza di cuoco e il mio amore per le lettere. Speriamo di riuscire a cavarne anche qualcosa di buono ed edibile. La cosa divertente è che le ricette prendono spunto dalle lettere di Goethe alla moglie Christiane o da quelle di lei a lui o di altri personaggi dell'epoca e gli autori si aiutano con i ricettari del tempo per individuare il modo corretto di cucinare gli ingredienti secondo l'uso di allora. Ad esempio: "Ora vi sono anche ciliegie in quantità. E poi ho scoperto diverse cosette dagli Italiani: salmone, carne di manzo all'amburghese, lingua. Quando vieni, possiamo prenderci di tutto. Domani ci sarà il grande ballo ad Halle, dov'è stato August" Così nel 1803 Christiane, dalle cure termali, faceva venire l'acquolina in bocca a Goethe. Il libro continua: Per carne di manzo all'amburghese è probabile che Christiane intendesse la prelibata bistecca all'amburghese, di cui però esistono ricette scritte solo a partire dal 1900. Il confronto con i nostri attuali hamburger rappresenta un esempio significativo di come si sia evoluta la civiltà del mangiare. Bistecca all'amburghese secondo l'Escoffier 500g di manzo macinato 2 tuorli 50g di cipolla tritata finemente 20g di burro sale, pepe, noce moscata farina burro fuso - Mescolare la carne macinata coi tuorli, poi aggiungere la cipolla dopo averla fatta soffriggere leggermente nel burro. - Infarinarsi le mani e dividere la carne in quattro palline, appiattirle e friggerle nel burro rosolandole da entrambe le parti. - Le bistecche sono cotte al punto giusto quando il sugo della carne che fuoriesce in superficie si rapprende. Mi sembra un regalo prelibato. MacUbu - 17:49 - commenti (6)
Si vede che non ho molto da fare? Oggi ho scoperto in rete anche l'esistenza di questo. Ora magari non vi servirà a risolvere i vostri problemi quotidiani, ma ci si trovano delle chicche meravigliose. Peccato siano solo all'inizio. Buona consultazione.
La mattinata è passata leggendo questo e a scrivere il mio piccolo contributo, facendo già che c'ero un omaggio anche al nume tutelare di questo blog: Georges Perec.
Chissà se Zop lo pubblica... che ansia! MacUbu - 15:20 - commenti (7)
Avrò di nuovo scoperto l'acqua calda? Questo sito è eccezionale. Lo ripeto: non c'è limite al meglio.
MacUbu - 11:37 - commenti (2)
In genere sto lontano da tutti gli argomenti che hanno a che fare con la politica, perché non se ne esce mai indenni, però oggi questo articolo mi ha fatto ridere. Nel senso che ormai se ne può soltanto ridere, credo: hanno una comicità involontaria e intrinseca davvero impagabile. Il primo vero governo-comica.
MacUbu - 10:14 - commenti (2)
[post di ieri notte]
L'orribile attrezzo mi guarda sapendo benissimo di suscitare in me grandi sensi di colpa. E' un oggetto mostruoso, deturpante, non c'è altro modo di definirlo. E' il mio stenditoio.Come un maligno blob ingombro di indumenti, incombe al mio fianco aspettando che mi decida a sistemarlo. Io odio piegare e mettere a posto i vestiti asciutti. Così resisto al mio posto, qui davanti alla tastiera, lottando silenziosamente con il sonno e con la coscienza, schiacciando un tasto dopo l'altro, sempre più lentamente... Che poi insomma, perché la casa non dovrebbe poter mettersi a posto da sola? Sarebbe così facile... aspetta... com'era la canzone? Hmmm... In tutto ciò che devi fare il lato bello puoi trovaaaar.... Sì sì, guarda! Ho visto le camicie muoversi! Ancora! ...e se lo trovi OP! il gioco vaaa.... Guarda! I vestiti si sollevano dalle corde... ma... ma...la musica! ...ed ogni compito divieeeen, più semplice e sereeeen... C'è un'orchestra da qualche parte? Daniela Goggi è a casa mia? ...dovrai capiiir, che è tutto, tutto quiiiii... La sentite? La canzone continua nell'aria da sola... Basta un poco di zucchero e la pillola va giùùùùù!... Eccole: le magliette si piegano da sè e saltellano allegre verso l'armadio che si anima, si spalanca, i cassetti saltano fuori e zac! sono tutte dentro! ...La pillola va giùùù, la pillola va giùùù... I pantaloni ballano andando a posto... ...basta un poco di zucchero e la pillola va giùùùùù! -CI SIAMO ANCHE NOI!!- trillano delle voci acute. Sono le posate della cucina sparse fra i piatti e i bicchieri nel lavello: si animano anche loro, è tutto un gran ballare in casa mia, fra il frastuono dell'orchestra che potrei giurarlo, dev'essere proprio di là, nell'altra stanza! ...e tutto brillerà di piùùùùù! Che caos, che confusione! I vestiti che si gettano nell'armadio, i libri che sfarfallano andando a caccia del loro posto nella libreria, la polvere si alza da sola dai mobili e da terra e si infila dritta dentro al cestino della spazzatura, piatti, bicchieri forchette e coltelli fanno il balletto in cucina e tutto improvvisamente è un turbinare, un cantare, un ballare: tutta la casa ha preso vita, si diverte, si mette a posto da sè, che meraviglia! E l'orchestra cresce, cresce, si avvia verso la fine, l'acuto conclusivo, quando tutto sarà a posto e in ordine ...e tutto brillerààààà diiiii.... - Sveglia! Oddio... è lui che mi riporta alla realtà: lo stenditoio, orrida creatura. Sigh. Mi rassegno tristemente al togli, piega, metti da parte, togli, piega, metti da parte... - In fondo lo sai - dice lui - è questa la vita: mettere a posto le tue cose finché non ti soddisfano davvero. - Sta' zitto - ringhio io- o ti riporto al Brico center. MacUbu - 17:03 - commenti (14)
Insomma, ogni volta mi meraviglio di come le persone siano ricche. Ricche di contenuti, di capacità espressive, di cose da dire, e dicendole bene. Perché è anche questo che mi stanno facendo riscoprire i blog e ne sono contento. Per esempio lei ha deciso di darsi al marketing e fa bene, mentre lui ha scritto una rassegna blog-gaberiana meravigliosa. E ditemi se non è vero.
Comunque sto facendo un esperimento su me stesso. Ho staccato il cavo dell'antenna del televisore: adesso lo uso solo con i dvd o le videocassette. Buio nell'etere. Non so quanto durerò: già mi sono sorpreso con il telecomando in mano, a cercare di fare quel solito zapping malato che mi assorbe poi regolarmente per mezz'ora. Invece niente. Mi tremano già le mani... MacUbu - 13:12 - commenti (13)
Domenica sera ero a Firenze, al teatro la Pergola, al concerto degli Swinglesingers.
Prendere la macchina e andare a teatro in un'altra città è un lusso che dovremmo permetterci più spesso, nonostante la spesa e la stanchezza, perché significa scegliere una cosa bella e regalarsela: è farsi del bene. La Pergola poi vale il viaggio di per sé: è uno di quei teatri all'antica, a vecchia bomboniera come La Scala, con tanto di ingresso separato per la galleria. E' anche l'ambiente perfetto dove ascoltare il concerto degli Swingle: Da Bach ai Beatles. E' necessaria una premessa: le mie due colleghe v. e t. ed io siamo i 3/4 di un quartetto vocale che fa concerti da dieci anni, quindi sappiamo più o meno come vanno le cose in un concerto a capella. Pensavamo di aver chiaro quello che avremmo ascoltato. Eppure, vi assicuro, siamo rimasti sbalorditi. Gli swingle sono in 8: quattro ragazzi e quattro ragazze. La scena è vuota, loro entrano in fila, con il microfono in mano e attaccano: una fuga di Bach. E credetemi non solo l'intonazione è perfetta, il ritmo impeccabile, le percussioni (al microfono: "tum-tum-ts-ts-ts-da-ba-da-ba-dash!") al limite dell'allucinazione uditiva ("dov'è la batteria?") ma è proprio il loro stare in scena che ci sconcerta: sono perfettamente disinvolti, rilassati, a loro agio. Si divertono! Sono belli, sono giovani e sono bravi. Li ho odiati subito. Che poi la disinvoltura in scena è una cosa talmente difficile! E' fatta soprattutto di piccole cose: quanti avranno notato che tutti tengono il microfono sempre solo con il braccio che ogni volta si trova dalla parte del pubblico? Che se lo passano da una mano all'altra fulmineamente, quando si voltano dall'altro lato, magari mentre uno degli altri attira l'attenzione con un a solo? Quanti si saranno fermati ad osservare la simmetria perfetta che riuscivano a mantenere sul palco tenendo d'occhio, senza parere, gli appositi segni tracciati sulla scena (visibili a noi dalla galleria, ovvio, e non da chi stava in platea)? I musicisti classici nostrani mostrano sempre il più totale disprezzo per il lato visivo dei concerti, come se suonare bene fosse abbastanza, per il loro pubblico. Non è così, invece: anche un concerto di chitarra classica è uno spettacolo e ha bisogno di accorgimenti particolari. Gli swingle lo sanno bene e ogni minimo dettaglio è curato. Non siamo riusciti a capire ad esempio come prendano l'accordo iniziale. C'è un diapason in scena, nelle mani di qualcuno? Se sì, noi, distratti dai loro movimenti fra un pezzo e l'altro, non l'abbiamo visto. Fulminei, ancora durante l'applauso per il pezzo precedente, si lanciano in quello successivo e così il concerto va via in un momento, senza mai annoiare, veloce, divertente (perché si può cantare con ironia e divertimento anche se si è una formazione celebre da trent'anni) e piacevolissimo all'orecchio. Mi sono depresso già al terzo pezzo, in pratica. Proprio con le braccia che cadono, pensando: mio dio, non c'è limite al meglio... Particolarmente ben riusciti certi pezzi come la ragazza di Ipanema, o brani dalla tradizione dei musical americani, o le canzoni anni '60. Io però mi sono esaltato per il calabrone di Korsakov: eseguito a velocità folle senza una sola sbavatura. Anche qui: li ho odiati. Alla fine siamo scesi a farci firmare il cd, ma in realtà per vederli bene in faccia, e sopresa: soprattutto i tenori avranno sì e no 22 anni. Allora ho capito. Sono un gruppo studiato ormai a tavolino, come una boyband. Li cercano, li mettono insieme, li preparano benissimo con quel repertorio ormai marchio di fabbrica del gruppo (Jazz Sebastian Bach, per dire è del 1968) e poi li buttano in giro per il mondo con grande successo. Questo ovviamente non toglie l'ammirazione e la sostanziale porca invidia marcia che provo per loro e per la vita che fanno. Tornando ci siamo tirati su di morale dicendo che insomma alla fine loro hanno una vocalità tutta studiata apposta per il microfono (che noi non usiamo mai), con un'emissione al limite dell'udibile e molto inglese, distaccata. Cioè un po' fredda per un orecchio italiano, ma in compenso intonatissima. Noi non possiamo competere con loro, ma non possiamo competere anche perché il nostro repertorio è un altro, totalmente diverso. Però l'invidia resta, ragazzi, altroché... (Secondo le leggi del blog questo post non lo leggerà nessuno, lungo com'è. Pazienza. E' che io non volevo dimenticare. Ora schizzo a nanna.) MacUbu - 00:32 - commenti (9)
Stamattina mi sembrava l'alba ma erano sono le sette. Preso il treno per Milano, testa ciondoloni, seduto faccia contro il finestrino a cercare il sonno.
Avevo con me le Quartine di Omar Khayyam. La mia vicina invece era assorta nell'opera di Joan Bramsh, NON CONCEDERSI MAI, edizioni Bluemoon Desire. Una lettura senz'altro più avvincente della mia. MacUbu - 15:59 - commenti (5)
Da Supergulp, negozio di fumetti, oggi pomeriggio. Due dietro di me.
- (gli suona il cellulare) Pronto? Ciao mamma... eh? Non lo so, mà. Sono in giro. Eh, boh. Sì... sì... certo. Poi ti faccio sapere, mà... va bene... sì... dai poi ti chiamo... ciao. ciao. (mette giù) Oh, era mia madre! - Eh? - Sai cosa mi ha detto? Se ero in giro a cercare lavoro! E giù sghignazzano come matti tutti e due. - Vabbè... Oh, c'è il nuovo Berserk, visto? MacUbu - 14:40 - commenti (7)
Oggi in pausa pranzo mi sentivo un po' giù. Senza un motivo vero e proprio, così, un giù ingiustificato. Fatto sta che per risollevarmi, in piena contraddizione con quanto scritto qualche post più sotto, ho fatto un salto alla FNAC dove finalmente ho comprato un CD degli Zebda. Mi sembra incredibile non averli conosciuti prima: è amore a prima vista. O a primo ascolto, insomma. Testi meravigliosi. Suoni mediterranei. Ho ballato un po' in casa davanti allo stereo, da solo: non si poteva resistere.
MacUbu - 01:47 - commenti (12)
Ragazzi non pensavo che l'html potesse suscitare in me anche solo un vago interesse. Oggi sono riuscito a mettere insieme (sempre con Composer) ben 3 dicasi tre paginette del mio sito. Sono a pezzi.
Vorrei un applauso per Auro che mi dettava il codice al cellulare. Mitica. Ragazzi non pensavo che l'html potesse suscitare in me anche solo un vago interesse. Oggi sono riuscito a mettere insieme (sempre con Composer) ben 3 dicasi tre paginette del mio sito. Sono a pezzi.
Vorrei un applauso per Auro che mi dettava il codice al cellulare. Mitica. MacUbu - 00:29 - commenti (7)
E' stata quasi una folla oceanica. Quasi.
In pratica al massimo dieci persone strette intorno a un tavolo praticamente in vetrina. Toporagno aveva una bella sciarpa rossa che attirava inevitabilmente l'attenzione di chi di dovere. Anche la mia e di Auro, arrivati insieme al locale: li abbiamo individuati subito. L'anonimato è durato veramente poco, qualche incertezza l'abbiamo avuta fra Mila e il Topo, ma non conta: sono parenti (o forse no, non importa: la famiglia del Topo è talmente variegata da tollerare anche gli intrusi). Abbiamo chiacchierato e riso molto (tutti) e molto bevuto (Mila e Topo). Mi immaginavo Topo forse appena più serio e cupo, invece è casinista e incontrollabile, il Mila è davvero divertente e Marquant è proprio come te lo aspetti: preciso, osservatore e arguto. Fiottolino, Mermaid e Auro io li conoscevo già quindi su di loro, se non altro, non ho avuto sorprese... ;) Parole urlate nelle orecchie per superare la musica, birre bevute a più non posso, scherzi, sorrisi, casini, il Topo che teneva banco, gli amici di blogspot che indagavano curiosi e divertiti, il coinquilino del Mila che raccontava le malefatte del suo amico mentre il Mila faceva i complimenti agli occhi di Auro (ma due minuti più tardi anche a quelli della cameriera) e poi cercava anche di sedurre Mermaid (c'ha provato con tutti insomma). Mila a me invece ha detto che non mi prenderebbe mai a pugni perché ho la faccia simpatica. Non so, io l'ho preso per un complimento... Alla fine ho preso lo yo-yo rosso regalo del Mila e sono andato a nanna, prima che buttassero fuori il Topo. Sì perché lui nel frattempo si era messo in piedi sullo sgabello a urlare. Ma si sa, son ragazzi! MacUbu - 16:57 - commenti (6)
Uomini di poca fede che siamo. Alla fine Splinder non ci ha tradito: rieccomi online, per la felicità di grandi e piccini.
MacUbu - 15:01 - commenti (5)
Che dire, sono semplicemente dei geni!
Quando siete lì, guardatevi tutto il sito, e specialmente le Trading Cards. Del resto mi sono sempre sentito molto Kermit. MacUbu - 15:44 - commenti (4)
Compitino: scrivete quali pensieri o emozioni vi suscita l'accostamento delle seguenti citazioni:- Da un articolo circa il lancio di flair il nuovo mensile femminile Mondadori:
"Il primo numero del mensile conta 502 pagine, di cui 251 di inserito pubblicitario. "Il giornale – spiega l’editore incaricato dei periodici femminili Roberto Zendroni – ha ricevuto un’ottima accoglienza dall’utenza pubblicitaria. Il formato 210x275 e la grammatura 80 della carta valorizzano le campagne e sottolineano la qualità del prodotto. Il numero delle pagine pubblicitarie è significativo, soprattutto se confrontato con le 180 realizzate l’anno scorso da Marie Claire di febbraio." - Dall'introduzione a La società dello spettacolo (Guy Debord) a cura di Carlo Freccero e Daniela Strumia (edizione Baldini&Castoldi):"Il ruolo del lavoratore diventa sempre più il consumo, anziché la produzione. (...) E' una tesi che ritroveremo anche in Baudrillard: il consumatore è un lavoratore che non sa di lavorare. Nell'epoca della fine del lavoro questo tema risulta quanto mai attuale. Abbandonata la dimensione materiale, anche il lavoro, smentendo la sua etimologia che implica sofferenza e fatica, diventa sempre più consumo, ma anche contemplazione, spettacolo. Lo spettatore, senza rendersene conto, svolge una forma di lavoro non retribuito. La televisione ha formalizzato questo meccanismo, facendo degli spettatori merce da vendere alla pubblicità, misurabile con l'Auditel e gli indici Nielsen." E ho detto tutto. MacUbu - 11:55 - commenti (4)
Sto picchiandomi con la paginetta html. E pensare che non sono nemmeno all'inizio. Ma ho il tempo per riconoscere lo stile quando lo incontro. Tanto di cappello, che ci sa fare quello lì, vai.
E poi ho deciso che devo correre alla FNAC la quale mannaggia boia chiude sempre alle otto di sera e io ci arrivo sempre due minuti prima e la signorina mi spinge verso la scala mobile, a comprarmi l'ultimo disco di questi qui. MacUbu - 01:30 - commenti (8)
Sono ancora un po' sotto choc.
La mia prima, drammatica paginetta in html è online. E' il frutto di dieci minuti di smaneggio su Composer, l'editor per principianti di Netscape. Diciamo che me ne vergogno abbastanza, una cosa giusta. Adesso devo raccogliere le idee e studiare a tavolino una struttura decente. E poi decidere come e dove metterci un blog, naturalmente. L'indirizzo? No no, ve lo dò un'altra volta. Soprattutto ve lo darò dopo l'incontro anonimo... Sennò che gusto c'è: c'è il mio nome! MacUbu - 19:51 - commenti (4)
Visto che è sparito nell'archivio, è il momento di ripubblicare l'annuncio di servizio:
1° INCONTRO ANONIMO UFFICIALE DEI BLOGGER MILANESIPresso il locale Estas Chalao sul Naviglio Pavese (riva dx, dando le spalle alla darsena) quasi all'angolo con via Borsi. Il numero non c'è. Mercoledì 15 gennaio alle ore 22Oggetto di riconoscimento: qualunque cosa purché sia rosso!Un cappello, una sciarpa, uno zaino, una spilla di rubini, un brufolo particolarmente infiammato: va bene tutto. Siate numerosi, siate sfacciati.E potreste, volendo, pubblicare questo annuncio sul vostro blog. MacUbu - 12:55 - commenti (3)
E poi io non uso Windoze.
Ancora?!?! Non ci posso credere: mi è arrivata un'altra volta la solita mail:
Cari colleghi ed amici, ricevo e trasmetto: leggete questa lettera e agite velocemente. Io vi invio questa lettera in quanto mi è stata inviata da un professionista e caro amico. o meglio da un nostro Consigliere API, nel contempo Consigliere AICE."La Microsoft e AOL al giorno d'oggi le più grandi compagnie della rete, per assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno testato la versione beta di questo programma. Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà (sempre che essi usino Microsoft Windows) per due settimane. Microsoft vi pagherà $ 245 per ogni persona a cui manderete questa comunicazione. Microsoft pagherà $ 243 per ogni vostra lettera forwardata e per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft pagherà $ 241.Tra due settimane Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail e vi spedirà l'assegno. Io all'inizio ho dubitato, fino a quando, due settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l'assegno di $ 24800.00.Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il testdella versione beta di Internet Explorer. Colui che si può permettere tutto questo è il sig. Bill Gates. Tutte le spese di marketing sono sostenute da lui". Non ho parole, ma i babbaloni abbondano sul pianeta, eh? MacUbu - 12:50 - commenti (1)
Comincio ad avere la stanca?
Basta un giro su blog.it per rendersi conto di quanti altri blog interessanti ci sono in giro. Poi ci sono quelli che commentano i tuoi post, e quindi si va a fare un giro anche sui loro siti e così via. La potenzialità di internet di moltiplicarsi a macchia d'olio in progressione esponenziale non è una novità. Anche la mia mente però ha la sorprendente capacità di annoiarsi in progressione esponenziale e quindi dopo un po', nonostante mi piaccia da morire leggere i fatti e le idee altrui, il mio corpo mi richiama all'ordine: devo staccare gli occhi dal terminale. In fondo la vera vita è fuori, accidenti. C'è un lavoro da fare, ci sono persone con cui parlare: che ci fai ancora lì al terminale? Sarà anche che sto leggendo l'agghiacciante saggio La società dello spettacolo di Guy Debord. Fa venire i brividi. L'ho fatto. Ho comprato un dominio internet. E' assurdo, perché io assolutamente non so gestire un sito internet, ma sono sicuro che sbattendoci un po' la testa riuscirò almeno a metterlo in moto rudimentalmente, poi vedremo.
Che sito è? A cosa mi serve? Ve lo dico quando avrò qualcosa da farvi vedere... MacUbu - 23:41 - commenti (10)
Devo disabituarmi alle faccine sorridenti o tristi: ne faccio un uso spropositato. Lo so, è terribile, ma credetemi è più forte, di me, è una tentazione irresistibile. In quei momenti non so cosa mi prenda, non sono più in me: le dita vanno da sole sui tasti e prima che me ne renda conto: ;)
Ho anche fatto una settimana in un centro di recupero apposta, ma non è servito. Prima o poi lo rifaccio, lo so. MacUbu - 16:20 - commenti (6)
Il post originale circa l'incontro anonimo ufficiale dei blogger milanesi è finito in archivio. Clicca qui se ti stai chiedendo - ma perché anonimo?
MacUbu - 02:00 - commenti (1)
Vado sempre a dormire troppo tardi ed è da un mese che devo portare la bici ad aggiustare. Poi finisce che il mattino sono a pezzi e così ogni volta rinuncio all'idea per rassegnarmi a scendere nella metro, come le pecore una dietro l'altra. Uff. Se fossi uno che usa il cervello per pensare e non come contrappeso per uno stomaco troppo sviluppato, andrei a dormire prima. Mi consolo, pensando che in fondo se tutti fossero ragionevoli ed equilibrati, allora non esisterebbero neanche le fontanelle cinesi da tavolo o i quadretti di padre Pio con le lucine rossi intermittenti.
Ho passato la giornata a spaccare pietre con la mazza e a trasportarle con una carriola a motore. La quale ha anche pensato bene di ribaltarmisi addosso una volta. Chi mi conosce bene non ci crederà, ma l'ho fatto davvero. Cioè, dico, wow: ho i calli sulle mani! Incredibile, eh? Fichissimo. Ora mi serve solo qualcuno che sappia rimettermi a posto la schiena, però... Annuncio di servizio:
1° INCONTRO ANONIMO UFFICIALE DEI BLOGGER MILANESI Presso il locale Estas Chalao sul Naviglio Pavese (riva dx, dando le spalle alla darsena) quasi all'angolo con via Borsi. Il numero non c'è. Mercoledì 15 gennaio alle ore 22 Oggetto di riconoscimento: qualunque cosa purché sia rosso! Un cappello, una sciarpa, uno zaino, una spilla di rubini, un brufolo particolarmente infiammato: va bene tutto. Siate numerosi, siate sfacciati. E potreste, volendo, pubblicare questo annuncio sul vostro blog. MacUbu - 18:14 - commenti (12)
Vabbè, dai, vado a nanna, che è meglio. Però ultima riflessione, dovuta alla famosa intervista sull'espresso di cui tutti stanno parlando in questi giorni: se il 60% dei blog è fatto principalmente da diari personali, cosa succederà se e quando dovremo pagare, per questo servizio? Saremo disposti a sborsare degli euro per scrivere le nostre due cazzate leggibili da chiunque sul globo, o rinunceremo a questa droga?
Prevedo un futuro in cui anche i blog perderanno quell'aria di divertente, scanzonata, e forse inutile anarchia che anche internet aveva un tempo. Spero tanto che non sia così, ma non vedo molte soluzioni: la bandwidth è una risorsa limitata, quindi è un bene economico, quindi ha un prezzo. Buona notte. MacUbu - 01:40 - commenti (5)
Quando non si ha molto da fare, come per miracolo succede oggi, si trovano anche meravigliosi siti pieni di cose interessanti. Tutto molto giapponese, tutto molto manga, senonché, hmm... senonché sono tutti francesi? Di Lione?!? E se me trovate uno di almeno trent'anni vi regalo del Roquefort.
MacUbu - 17:01 - commenti (2)
Ho ricevuto una mail da ezechiele circa il suo blog. Chi fuma non ha voglia di sentirsi raccontare certe cose. Io per fortuna non sono fumatore. Comunque andate a dare un'occhiata e dite una parola gentile a ezechiele.
MacUbu - 11:59 - commenti (2)
Allora, ragazzi, il primo INCONTRO ANONIMO UFFICIALE DEI BLOGGER MILANESI sta prendendo forma. L'appuntamento è per mercoledì 15 gennaio alle ore 22 in zona navigli, presso un locale che ho in mente ma di cui non ricordo il nome: ve lo dirò lunedì.
Perché anonimo? Perché sennò non c'è divertimento. Funziona così: ognuno arriva, cerca il gruppo di persone più eterogeneo che c'è nel locale e poi trova il coraggio di chiedere con aria circospetta: - blogger? Se quelli non chiamano la security, vuol dire che li ha trovati. A questo punto ci si presenterà con il nome di battesimo (anche inventato) ma NON diremo il nick. Così avremo la possibilità di divertirci a fare ipotesi strane su chi è chi, e soprattutto potremo dire male di tutti gli altri il giorno dopo sul blog. Ah, e poi magari ci ubriachiamo moltissimo e sfasciamo il locale e ci facciamo portare tutti dentro. Così, per il gusto della gag. MacUbu - 11:12 - commenti (24)
Improvvisamente non c'è più molto da fare. Il pomeriggio vola via fra furiose navigate in internet del tutto prive di scopo, qualche giro per i corridoi a chiacchierare con i colleghi, e una diffusa sensazione di vuoto, inutilità e incipiente mal di testa. Nausea da terminale, forse? Credo sia il momento di andare via.
MacUbu - 17:59 - commenti (4)
L'Italia è una repubblica democratica fondata sull'uso monocratico dei mezzi di comunicazione.
Questo dopo aver scoperto chi decide il palinsesto della tv La Sette. Curiosate in prima persona. MacUbu - 12:51 - commenti (7)
Abbiamo avuto gli anni settanta, gli ottanta, i novanta... E se chiamassimo questi gli anni zero?
Anche proprio come contenuti, specialmente in Italia. MacUbu - 12:39 - commenti (2)
Riflessioni serali. La capacità che ha il nostro cervello di aiutarci a sabotare la nostra vita senza che noi nemmeno ce ne accorgiamo ha dell'incredibile. Ma stasera riflettevo soprattutto sulla difficoltà che molti incontrano nel darsi la libertà e il coraggio di avere grande rispetto per se stessi. Sembra una banalità, ma oggi ho riflettuto su questa cosa in termini profondi (almeno a me pare, poi se ho l'intelletto di una cozza marinata, questo lo giudicherà il mondo). Ogni volta che non si pretende il meglio per sé, che non si pretende il meglio da sé, ogni volta che ci accontentiamo di qualcosa che ci piace ma che sotto sotto non è proprio quello che volevamo, ogni volta che non ascoltiamo la voce profonda che tutti portiamo dentro, non solo facciamo torto a noi stessi, ma davvero mostriamo quanto sia scarsa la nostra autostima, quanta poca consapevolezza abbiamo di ciò che siamo. E non c'è bisogno di essere la Regina Elisabetta: chiunque si merita il meglio. Un meglio ragionevole, s'intende, un meglio razionalmente coerente con la situazione oggettiva della nostra vita. A volte ho scambiato le persone fortemente esigenti per degli esaltati. Ci sono anche quelli, ma la voglia di vivere al meglio, quando non è una forte nevrosi, significa davvero profondo amore e rispetto per se stessi, cioè serenità, equilibrio, consapevolezza. Tutte cose che sento di dover imparare: imparare dentro e fare mie. In due parole: let's go for the best. Perché, lasciatemelo dire, perché io valgo. E anche voi. MacUbu - 00:29 - commenti (11)
Ho mandato di nuovo due post via mail oggi pomeriggio ma non sono comparsi. Chissà quando lo faranno? Beh, se non altro sarà una sorpresa.
Beh, non ci crederete, ma sotto quest'aria da Ancien Régime, come ha detto v. in un commento, sono anche uno smanettone di computer. Adoro tutto ciò che è tecnologico e adesso ho un problema: Apple ha lanciato un suo browser proprietario, basato su Unix e l'ambiente grafico KDE: non posso non averlo. Solo che dovrei installare Jaguar, la nuova versione di Mac OS X, sul mio vecchio iBook bianco e la cosa mi spaventa un po': non ha mica abbastanza memoria video! C'è qualcuno là fuori che se ne intende e che abbia un consiglio da darmi?
MacUbu - 15:51 - commenti (3)
Oh, beh, non è cambiato niente. Ma proprio niente niente. Nella macchinetta ci sono le stesse identiche merendine (nel senso che sono proprio loro, non lo stesso tipo), la gente è sempre uguale. Stesse battute, stesso posto in pausa pranzo, stessi sbattimenti, stesse prospettive. Le irragionevoli aspettative nate in una settimana di montagna hanno ovviamemnte preso la solita facciata sulla dura realtà.
Per di più è finito ER. Odio tutti. MacUbu - 18:45 - commenti (14)
Domani alle nove si ricomincia. Ne ho voglia come di morire. Mah.
Comunque, giusto il tempo per segnalare l'Hilliard Ensemble, il miglior gruppo vocale di musica antica e contemporanea che esista. Prima o poi saremo come loro. Magari prima, possibilmente. Abbiamo deciso di fondare un'associazione culturale: qualcuno se ne intende? Cosa devo sapere? MacUbu - 01:30 - commenti (2)
Ecco, chiedo scusa a Toporagno che aveva fatto dei commenti, ma ho cancellato i vecchi post riapparsi improvvisamente.
Adesso che sono diventato blog-dipendente, guai a incasinarmelo, il mio giochino! MacUbu - 18:33 - commenti (31)
Si sono incasinati tutti i post del mio blog, ma credo di aver capito perché: la settimana prima di natale ho cercato di postare dei messaggi lunghi, dal mio computer di casa. Non ci sono riuscito e li ho spezzettati. Ma nel provare, uno dei modi è stato anche quello di mandare i post via mail. Beh, pare che siano arrivati. Adesso.
Mah! Mi sta piacendo sempre di più Ali il magnifico, speriamo non sbrocchi nel finale. Sul tavolo mi occhieggiano ansiosi anche: HOMES: La sicurezza degli oggetti, SPRAWSON: L'ombra del massaggiatore nero, GADDA: Accoppiamenti giudiziosi, PINKETTS: Il dente del pregiudizio, WALLACE: Brevi interviste con uomini schifosi, CELINE: Viaggio al termine della notte, CAMILLERI: Il re di Girgenti. Roba del tutto eterogenea. Ce la farò mai? Improbabile.
MacUbu - 18:19 - commenti (2)
Sono i momenti della Grande Digestione. Le serate silenziose in casa davanti alla tv (i miei) o a un buon libro (io), lasciando all'apparato digerente il non facile compito di metabolizzare quattro portate di antipasti con champagne, involtini di cavolo e carne con tartufo spruzzati di vino rosso frizzantino, cappone ripieno con mostarda di frutta o salsa verde, salumi e formaggi di varie regioni, bagna cauda a piacere e poi cioccolata, panettone e altri dolciumi a scelta con vinello dolce, infine caffè, ammazzacaffè e grappino durante la tombolata. Se avete visto Parenti Serpenti (e non è ammissibile non averlo visto) sapete come è stato il mio Natale in famiglia. Mi faccio schifo, ma solo un po'.
MacUbu - 18:19 - commenti (1)
Esistono probabilmente molti tipi di anziana signora cotonata, ma sono sicuro che venerdì sera, a Villa Spinola, Genova, la buona maggioranza di essi contasse almeno una degna rappresentante.
Le cene dei Lyon's Club sono, o dovrebbero essere, qualcosa di molto esclusivo. Sono anzi qualcosa di così esclusivo, da rendere impensabile che un gruppo di cantanti possa partecipare all'intera cena.
- Devono cantare solo alla fine? Che vengano per il dolce! Il triste esempio di Mozart è lì a ricordarcelo: i musicisti e i cantanti sono sempre stati, e restano, qualcosa di appena più su dei camerieri. Sono camerieri che fanno musica. Nella nostra carriera abbiamo pranzato nelle cucine, aspettato nei sottoscala, cantato davanti a gente incravattata che litigava al buffet e faceva finta di ascoltarci, e così via. Ma in fondo è bello che sia così: l'arte dovrebbe sempre essere un po' affamata e in disparte. Si raffina, diventa più pura. Ci siamo accomodati al nostro tavolo appena fuori dal salone ("Proprio non ci stavate, scusate, abbiate pazienza! Ma così poi siete subito pronti per cantare, no?") osservando gli altri tavoli, preoccupati per la pessima acustica. Conosco questo mondo genovese: i vecchi riti, le vecchie conoscenze, i piccoli ruoli a cui si tiene da morire, la cortesia dai modi spicci delle signore perbene, le buone famiglie che sono rispettabili da secoli e quelle nuove che cercano di diventarlo adesso. Non è il mio ambiente, ma l'ho frequentato spesso. Al momento convenuto siamo entrati e abbiamo cominciato il nostro programmino: musica rinascimentale, un po' di spirituals e una spruzzata di immancabili canti di Natale. Le signore cotonate e i signori rispettabili erano molto impressionati. Subito dopo il primo pezzo siamo stati costretti a smettere per un momento: le apposite incaricate avevano cominciato a distribuire i regalini di Natale. Consiglio: non cantate mai davanti a cento persone che devono scartare dei regali di Natale: niente può battere il confronto. Però poi ci hanno ascoltato in silenzio e gratificati con molti applausi. Alla fine del programma siamo stati costretti ad aggiungere un atout di sicuro successo: White Christmas in italiano, con foglio dei testi distribuito su ogni tavolo per karaoke collettivo e generale commozione natalizia. Devo dire che aspettavo questo momento di sublime kitsch con una certa ansia. La prima strofa l'abbiamo fatta in inglese, come si deve, solo noi a quattro voci. Poi g. ha dato l'attacco a tutta la sala e le signore cotonate e i signori rispettabili hanno attaccato con noi la seconda strofa in italiano: Col bianco tuo candor, neve... Chiunque può immaginare l'effetto di questa canzone cantata in italiano, non ho bisogno di spiegarvelo. Eppure, quando il canto si è levato da tutti gli angoli della sala, fra gli stucchi, le candele, i vessilli del club, le cotonature, le dentiere evidenti, le posate d'argento e i bicchieri in cristallo, quando ci siamo sentiti avvolti da questo canto di cui noi, al centro, eravamo il motore e l'anima, mi sono guardato intorno e in quei vecchi signori coi capelli bianchi chini sul foglio ho visto improvvisamente i ragazzi che hanno vissuto e lottato e corso sulla spiaggia, e le vecchie cotonate dallo sguardo stanco le ho viste volubili ragazzine viziate, che hanno fatto cose terribili e fantastiche sotto le lenzuola e non lo racconterebbero mai, e tutti mi sembravano trasformati per il fatto stesso di cantare, che è dare se stessi, in fondo, e così io lì, in mezzo a tutta questa gente, mentre cercavo di guardarmi intorno senza perdere il segno sullo spartito, io lì, per un attimo, mi sono emozionato. Sabato son stato in giro per compere natalizie. Ci sono stati due o tre momenti in cui in mezzo alla marea di gente impazzita per lo shopping, sbattuto qua e là per i vicoli o per via Venti, in mezzo alla calca di persone e di corpi, mi sono sentito terribilmente solo. Per i miei ho preso un lettore dvd. Così, giusto per non spezzare il circolo vizioso del consumis sto nostro caro governo contro la caduta della domanda interna. Perché? Voi non ragionate così?... A proposito di governi e attualità. Ci sono un paio di notizie, oggi, che mi fanno girare i coglioni: il no degli USA in sede WTC alla distribuzione a prezzo ridotto dei farmaci anti-AIDS nei paesi in via di sviluppo, e le notizie sempre più preoccupanti su quella che ormai sembra davvero essere l'imminente guerra del Golfo. Oggi anche Scalfari sulla Repubblica faceva previsioni per la fine di gennaio. Aderirò, compatibilmente con la mia vicinanza a un computer, all'appello di f. per un'azione sui nostri blog. Andate a vedere. E poi ieri sera un amico che lavora per la Ericsson mi ha detto una cosa che non sapevo: il decreto Gasparri ha reso le cose più facili per le grandi compagnie telefoniche (strano, eh?): non c'è più il limite di 20 metri dalle abitazioni come distanza minima per installare un'antenna di rete GSM o UMTS. Oggi chiunque può mettervele sotto la finestra. E non c'è più l'obbligo di non raggiungere il massimo di potenza di emissione: addio antenne ovattate. Oggi chiunque può mettervele sotto la finestra, alla massima potenza. O alla potenza di 3. E' un altro regalo del simpatico Berluska. Moriremo tutti di tumore, ma potremo farlo sapere agli amici, ovunque siano, con un bel videomessaggio. E' o non è chic? Uno di quei soliti maledetti francesi che hanno capito tutto (l'elenco è lungo, da Montaigne in poi) ha dato una definizione di stile che amo molto: l'impronta che lo spirito lascia sulle cose.
Solo che adesso non ricordo più il nome del francioso in questione, né ricordo dove ho trovato la citazione. La cosa è seccante: qualcuno sa aiutarmi a rintracciare il nome dell'autore? La questione dello stile mi viene in mente perché volevo giusto parlare un po' di Céline e del suo Viaggio al termine della notte. Me l'avevano pur detto tutti che si trattava di un capolavoro, ma non pensavo che fosse un romanzo così omnicomprensivo, che ci fosse davvero tutto dentro. Devo ancora finire le ultime cento pagine, ma sono sbalordito. Sbalordito dall'ampiezza dei temi trattati, dalla profondità dell'osservazione, dalla semplicità del tono di voce, dallo stile, appunto, personalissimo e geniale della scrittura. Un libro così ti fa sentire tutta la potenza che può avere lo scrivere. Si percepisce il potenziale smisurato del romanzo. Mi stupisce poi la sicurezza dei giudizi, delle affermazioni. Questo medico di provincia dal pessimismo abissale sembra capace di chiamare a raccolta davanti a sé l'umanità intera, il mondo, la Vita. E giudica senza pietà, senza compiacimenti, senza artifici se non quello di una lingua che sembra terra-terra, e che invece appartiene a uno sguardo di vertiginosa altezza. Chapeau, Céline: a 90 anni di distanza, stai ancora smascherando per noi l'epoca in cui viviamo. Notevole anche la traduzione di Ernesto Ferrero, di cui tra l'altro consiglio vivamente N, pubblicato da Einaudi. E per chiudere un po' più giù (paulo minora...) sono appena tornato dal supermercato, e per dirla con W. Allen: non solo Dio non esiste, ma provate un po' a trovare del latte fresco la domenica prima della befana a Milano! UHT, ti odio. MacUbu - 13:00 - commenti (9)
Cartoline dalle vacanze:
- gli sci ai miei piedi, finalmente, visti mentre sorvolano le piste, seduto in seggiovia. Saluti e baci dalle Alpi, è bello non averti qui. ;) - i miei amici di vecchia data tutti insieme, sdraiati su cuscini a bere e dire cazzate, come se il tempo non fosse passato. Come un radar: so che ci siete, anche senza vedervi. - Scene da Briançon: les remparts, le viuzze, le crêpes, il bancone con i mille formaggi dove ho speso un sacco di eurò in tome, tomini e Pur Chèvre. Toglietemi tutto, ma non il mio brie - la piscina termale en plein air, con l'acqua che fuma e i fiocchi di neve che scendono, mille minuscoli brividi a fior di pelle. Fidati, rilassati, lasciati andare - i giochi da idioti alla sera, compreso il tubetto di dentifricio strizzato e finito sui vestiti di tutti, come a 13 anni. Le risate a voce spianata, a pieni polmoni, a perdifiato. Surprise! It's me again! - Il turbinio della neve che cade sulla strada, contro il parabrezza, nella luce esplosa degli abbaglianti. La tempesta perfetta E poi ancora: il sole che si riflette sulla neve; il Colletto Verde e la Valle dei mandarini; i giochi di carte davanti al caminetto; le palle di neve a mezzanotte; le mangiate sempre in ritardo; i panini nel mio zaino; l'atroce e sospetto caso del cappellino perduto; i tetti di pietra imbiancati. Sono stati giorni davvero rilassanti. La montagna mi fa bene, mi rimette in forze, mi dà appetito, voglia di fare e di muovermi. Torno a Milano come inebetito, sbigottito davanti al mio naviglio. E non mi ritrovo più. MacUbu - 02:13 - commenti (2)
Me voilà. Son tornato, ahimè, mannaggia boia. Accolto da Milano con un bel nebbione. Adesso mi sistemo e riordino le idee. Poi magari metto anche giù un post decente. Come vi è andata? Sopravvissuti? Io ho esagerato un po'. Burp.
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Questo blog si è trasferito qui. Aggiornare il link è una rottura di scatole, lo so. Ma fai uno sforzo. Thanks. |
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