La vita istruzioni per l'uso.
venerdì, febbraio 28, 2003
Si è aperto uno spiraglio nella valanga di cose da fare? Via! Si schizza su internet.
Questo è un sito che tratta di stencil, la forma più alla moda di arte di strada. Se curiosate nella pagina, trovate anche un contributo del mio amico g.
E poi date un'occhiata allo strano sito di Marc: ama fotografare piedi. Ma solo i suoi.
MacUbu - 16:56 - commenti (2)
giovedì, febbraio 27, 2003

Elogio della conversazione

Se dicessi a chi mi conosce che sono un uomo d'azione penso riderebbe per una buona decina di minuti. E forse non a torto. Sono il risultato (come già dicevo tanti post fa) di un'educazione molto libresca, molto "di testa". Ho fatto anche i miei bravi sport, ma la pagina stampata, anzi la parola è ciò che mi ha segnato e che mi ha INsegnato a guardare, a vedere, a sentire la realtà intorno a me. In questi ultimi anni sto cercando di recuperare l'agire istintivo, fisico, immediato, ma ovviamente l'impronta ricevuta da bambini compare sempre in filigrana in tutto quello che facciamo.
Dico questo per mettere le mani avanti, per sgombrare il campo dalle affermazioni che si spacciano per oggettive. Perché quello che voglio dire è che secondo me poche cose nella vita possono reggere il confronto, in termini di piacere, con una buona conversazione.
E tutti lì a dire: "evidentemente non hai mai fatto del buon sesso". Boh, può anche darsi, quel che ho fatto però in genere mi è piaciuto. Ma se spostiamo l'attenzione dal lato meramente carnale a quello anche solo vagamente spirituale, non tarderemmo a riconoscere che la stessa attività erotica non è che la metafora (sudaticcia) di un'intima conversazione.
conversare [con-ver-sà-re] v. intran. [io convèrso ecc.; aus. avere] parlare con una o più persone in modo piacevole e in tono cordiale. sin. chiacchierare, dialogare, parlare.
Mi sembra una definizione dalle maglie troppo larghe (era il dizionario Moderno Italiano della Garzanti): afferra il senso generale, ma si lascia sfuggire tutti quei dettagli meno appariscenti ma tanto più preziosi.
Per me la conversazione rappresenta prima di tutto un incontro. Il linguaggio è ciò che separa il genere umano dalle altre forme di vita: al tempo stesso prodotto e attività della nostra specie, è la forma più sofisticata di cui disponiamo per entrare in contatto con i nostri simili. E' per questo che una conversazione dove entrambe le parti cercano il mutuo piacere ci lascia tanto appagati, tanto in pace con noi stessi: è come se confermassimo così il nostro essere cosa buona, una conferma della nostra umanità.
Benedetta Craveri ha scritto per Adelphi un saggio dal titolo: La civiltà della conversazione che ha per oggetto la storia dei salotti parigini del seicento (Les précieuses ridicules, ricordate?) e di cui esistono in rete molte recensioni. Voglio limitarmi a citarne un passaggio:
Questo ideale di conversazione, che sa coniugare la leggerezza con la profondità, l'eleganza con il piacere, la ricerca della verità con la tolleranza e con il rispetto dell'opinione altrui, non ha mai smesso di attrarci; e quanto più la realtà ce ne allontana tanto più ne sentiamo la mancanza. Esso ha cessato di essere l'ideale di tutta una società, è diventato un 'luogo di memoria', e non c'è rito propiziatorio che possa riportarlo fra noi a condizioni che non gli sono favorevoli; conduce ormai un'esistenza clandestina, ed è appannaggio di pochissimi - eppure niente ci dice che un giorno non possa tornare a renderci felici. (pag.17)
Questo invece è tratto dall'intervista che l'autrice ha concesso al Giornale di Sicilia:
Il suo libro ha avuto un formidabile successo. Si spiega perché?
Credo che il mio libro interessi perché racconta la storia di un’arte del vivere che, per quanto possa apparirci distante, è all’origine della società civile moderna e costituisce ancora il modello con cui, più o meno consapevolmente, continuiamo a confrontarci. È all’interno di questa “Civiltà della conversazione” che si è costituita un’élite sempre più ampia di uomini e donne che si volevano indipendenti dalla Corte, dalla Chiesa e dall’Università, e che si arrogavano il diritto di decidere da soli quello che dovevano pensare in materia di gusto, di arte, di letteratura, di filosofia, di politica, di religione. È lì che l’uomo moderno, munito di una solidissima scienza psicologica, faceva della socievolezza un’ideale e della comunicazione un’arte; è lì che prendeva forma, insomma, quella società civile in cui ancora oggi ci riconosciamo».
A cosa serve conversare?
A capire gli altri e noi stessi, a informarci, istruirci, svagarci, divertirci e, talvolta, a renderci felici.

"Renderci felici", "ne sentiamo la mancanza"... Le parole di Benedetta Craveri mi hanno radicato ancora di più nella mia convinzione. Conversare con chi si sa aprire e ci fa il regalo di concederci la sua fiducia e il suo ascolto significa realizzare un ideale vecchio come il mondo: l'incontro con un nostro simile. Non importa il sesso, non importa l'età, è irrilevante l'argomento. Noi abbiamo bisogno dello scambio. E proprio l'esplosione del fenomeno blog mi sembra una conferma, per certi versi, della profezia della Craveri: chissà che i blog, pur così tecnologici e freddi, non aiutino la conversazione a tornare in mezzo a noi, per farci felici, per illuderci ancora di non essere soli sulla faccia del pianeta, per farci riconoscere come esseri umani capaci di dare un senso e uno scopo alla nostra vita. Per permetterci attraverso la comunicazione ("la messa in comune di un dono") di realizzare uno stile di vita anche solo un po' più appagante.
Forse sono il solito illuso. Ma ho incontrato spesso il piacere di conversare, e questo mi dà speranza.
MacUbu - 16:49 - commenti (8)
mercoledì, febbraio 26, 2003
Riuscissi almeno ad avere un po' più di cura per me stesso. E' tardi sono stanco e son qui che aspetto che la lavatrice abbia finito l'ultima, infernale centrifuga.
Mi rendo conto di aver perso molta della verve e dell'entusiasmo dei primi mesi di blog. Non che mi sia passata la voglia di giocare con questo strano modo di scrivere e di parlare di sé, no, è solo che mi sento stanco. Dev'essere il periodo: sarà stagionale? Quando arriva la primavera mi crolla addosso il mondo, cioè mi sento uno straccio la mattina e durante la giornata. Mah. Dovrò ricorrere al ginseng? O alla c o c a i n a? Averla! Qualcuno l'ha mai provata? Io no, giuro, ma quando sono stato in Colombia i musei erano pieni di strane borracce d'oro. Gli indios le usavano per schiacciarci le foglie di coca con un bastoncino che poi leccavano, e questo permetteva loro di resistere alle massacranti marce con gli asini su e giù per la sierra. Mi sono chiesto sinceramente che effetto facesse.
Ma... come mai ora improvvisamente sto parlando di droghe? Sarà mica una segreta voglia? Non è che adesso mi arrivano le mail di tutti gli spacciatori di Milano? Diciamolo chiaro e tondo: NON sono interessato a sostanze stupefacenti di nessun tipo. Ho già un lavoro assurdo, basta e avanza.
Ok, dopo aver fatto il post più incongruente della storia di questo blog, vado a svuotare la lavatrice. Questo sì che è eccitante. Notte, folks.
MacUbu - 23:52 - commenti (12)
martedì, febbraio 25, 2003
Questo mese ho di nuovo speso più di quello che ho guadagnato. E ho comprato solo dei libri, per due volte. Ho fatto la spesa quattro o cinque volte, punto. Non compro vestiti da non so quanto tempo: ho un guardaroba che sembra il cassonetto della Caritas. Anzi forse lo è. No, davvero, non so cosa fare. Boh. Forse dovrei rinunciare al cellulare.
Pensandoci su, mi rendo conto che forse (almeno per quel che riguarda me), la generazione di mio padre è l'ultima ad aver migliorato il livello di benessere della famiglia. A prescindere dall'aiuto che possono darmi in caso di bisogno i miei, io per profilo di guadagno credo di avvicinarmi al livello di sussistenza. Ribadisco: ho una famiglia benestante alle spalle e questo fa tutta la differenza. Però mi dà da pensare la cosa... la mia busta paga non mi dà affatto sicurezza per il futuro. Mah. Dice il mio amico p. che "quando ne hai bisogno i soldi arrivano". Sarà vero mica solo per lui?
MacUbu - 19:31 - commenti (18)
No, allora, adesso lo devo proprio dire. Ho finito per comprare il libro di Remo Bodei di cui parlavo qualche tempo fa: Destini personali. L'età della colonizzazione delle coscienze. E' un saggio piuttosto voluminoso, e dalla prefazione ho capito che in realtà non è che la terza parte di un trittico. Un volumone di 400 pagine che l'autore definisce appunto thick, un'opera ricca di riflessioni e spunti pesanti, contro il fast food intellettuale. Vabbè, prendiamolo per vero, vedremo. Ma la cosa che mi ha scatenato il nervosismo è che di queste 400 pagine, 100 sono di note al testo, messe in fondo al libro, in appendice.
Orbene, io non ho nulla contro le note al testo: penso che siano necessarie, almeno in molti casi, e che possano fornire spunti e precisazioni importanti. Ma perché dico io metterle in fondo, e non a pié di pagina? E' una cosa che mi fa impazzire! Mi tocca leggere il libro con due segnalibri: uno per il testo e uno per le note, saltando continuamente di qua e di là: la lettura aerobica!
E non mi vengano a dire che si tratta di un accorgimento per aiutare la scorrevolezza del testo e per non essere di intralcio alla lettura. Come si fa a sostenere una tesi simile quando ogni quattro o cinque righe c'è un numeretto, messo lì che sembra insinuare: Sai, in fondo al libro ci sono delle cose che potrei dirti, ma hai davvero voglia di andare a vedere? No? Preferisci continuare la lettura di questa pagina? Fa' come vuoi. Però peccato, perché vedi, così non saprai mai quel che c'era scritto e il dubbio continuerà ad assillarti per le prossime 5 righe, anzi, guarda: già non hai capito quello che stai leggendo e devi tornare indietro...
E' un modo per farti impazzire. Alla fine la curiosità ti costringe ad andare a vedere e magari scopri soltanto: 37 Op. cit. e ti viene voglia di bruciare il libro. Qualcuno glielo dica, alle edizioni Feltrinelli: BASTA CON LE NOTE IN APPENDICE!
E adesso cerco di digerire.
MacUbu - 14:51 - commenti (4)
lunedì, febbraio 24, 2003
(Questo post è una comunicazione di servizio.) Insomma Victoria si è palesata, e io ho scoperto di essere stato preso per il naso da marmaid per un sacco di tempo. Il che è francamente un po' troppo per il mio già traballante ego. Cara la mia piccola intrigante dai due vani pretenziosi: vedrai se non te la farò pagare. Ho già delle ideine...
Comunque, gentile Victoria, lei è ovviamente sempre la benvenuta in queste stanze.
MacUbu - 17:35 - commenti (10)
Appena arrivato al lavoro e già su internet? Massì. Via Kottke una famiglia argentina che si sottopone all'effetto del passare del tempo davanti a tutti. Per 27 anni. Potremmo essere noi.
MacUbu - 11:43 - commenti (4)
Appena arrivato al lavoro e già su internet? Massì. Via passare del tempo davanti a tutti. Potremmo essere noi.
MacUbu - 11:05 - commenti
domenica, febbraio 23, 2003
Oggi sciopero dei treni: alla stazione gruppi vaganti di passeggeri disorientati.
Scusi per Milano? Niente fino alle 21.30.
- Ma io devo essere a Brescia stasera...
L'addetto alle informazioni si stringe nelle spalle: - Bel problema!
Io mi rassegno a non partire. Domattina la sveglia mi violenterà alle 06.10 per catapultarmi in una giornata da incubo. Spero solo di trovare qualcuno di assonnato come me: ci barricheremo dietro le tendine e spegneremo la luce. Una pacchia che dura solo fino a Voghera...
MacUbu - 21:28 - commenti (4)
sabato, febbraio 22, 2003
Ma c'è una cosa che mi ha colpito, nella trasmissione di cui parlo al post precedente: di quando in quando la telecamera inquadrava uno dei ragazzi mentre ascoltavano quel che si diceva dall'altra parte, e immancabilmente sul suo volto si leggeva l'emozione di riconoscersi sullo schermo e il tentativo di non ridere e di mascherare i colpi di gomito dei vicini. Era la stessa identica espressione, fresca, divertita, spontanea, che fossero americani o irakeni. Forse era la cosa più bella da vedere.
MacUbu - 23:37 - commenti (4)
La tv della casa dei miei è allacciata al satellitare, ma non c'è molto da vedere: non abbiamo l'abbonamento alle pay-tv. Così stasera sono finito su Al Jazira.
Al Jazira è una tv davvero ben fatta. Con i miei sei mesi di studio dell'arabo riesco a decifrare qualche titolo, quando resta sullo schermo per mezz'ora, e capisco i grazie e i buongiorno che gli speaker pronunciano all'inizio o alla fine dei servizi. Tutto il resto sono frammenti sparsi, parole colte a caso, o facilmente intelligibili: amerikya, arabya, israeel, eccetera. Quindi non so granché di quel che si dice ma mi rendo conto che è una tv altamente professionale, e penso anche interessante, se si può dare un giudizio a prescindere dai contenuti.
Stasera c'era in onda qualcosa che mi ha incuriosito, e mi sono fermato a guardare: lo schermo era diviso in due parti, due inquadrature che mostravano due diverse platee di ragazzi giovani. Le didascalie dicevano rispettivamente: Washington e Baghdad. Era insomma un collegamento in diretta fra due scuole dei diversi paesi. Un presentatore arabo conduceva il discorso e i ragazzi si facevano delle domande oppure facevano al microfono delle brevi considerazioni. I ragazzi americani venivano tradotti simultaneamente in arabo, e mi è stato impossibile capire una sola parola. Però mi è sembrata una buona idea. Mi chiedo se un'iniziativa simile l'abbiano fatta anche sulla CNN o su Fox News. Dubito. Però mi chiedo anche quanto siano stati liberi e spontanei gli interventi dei ragazzi irakeni.
MacUbu - 23:34 - commenti (1)
Una volta si parlava, sul treno. Oggi ho avuto a fianco una ragazza che ha tenuto per tutto il viaggio la sciarpa tirata su, quasi fin sotto il naso. Quando sono uscito dallo scompartimento ho rotto un silenzio che durava da un'ora e mezzo: "arrivederci". Mi hanno fissato un po' sbigottiti.
Una solitudine catodica e virtuale ci sta separando dai nostri simili? E perché sono qui di sabato sera davanti al blog, invece che fuori a ubriacarmi in un locale?
O tempora...
MacUbu - 22:18 - commenti (2)
Sarà un po' così per tutti, ma il lavoro da noi procede a ondate. Ci sono i giorni o le settimane in cui non hai nulla da fare, ma proprio nulla, tanto che ti viene da dire: ma perché diavolo mi tocca star qui, quando potrei restarmene a casa a farmi i fatti miei.
Almeno si tornerebbe al lavoro più produttivi, per quegli altri momenti quando invece il lavoro ti cade addosso come uno scaffale di biblioteca, sommergendoti di menate assurde da sbrigare in fretta, di riunioni e di gigantesche quantità di stress.
Comunque ne sono uscito (fino alla prossima puntata: lo sapete no, che gli uomini di marketing resuscitano...)
Così poco fa ero a casa di marmaid. Sono stato il primo a farle gli auguri di compleanno. Già: oggi compie un numero di anni che sarebbe inelegante dire, e che comunque lei negherebbe anche di fronte alla più palese delle evidenze. Fatele gli auguri. Ad ogni modo avreste dovuto vedere la sua faccia: fra mezzanotte e mezzanotte e due minuti è invecchiata di dieci anni. Dev'essere la consapevolezza. (Delego volentieri il penoso compito di svolgere poetiche considerazioni sul tempo-che-sta-passando-veloce a Hoffmanstahl, specializzato in quest'argomento così frequentato.)
Con marmaid abbiamo anche fatto un giretto al Libraccio del Naviglio grande. Sono uscito in compagnia di Jean Baudrillard (e di marmaid, naturalmente). Taccuini 1990-95, edizioni Theoria, Milano 1999. L'ho comprato perché ha a che fare con Guy Debord, e perché la quarta di copertina comincia con questa citazione:
La scrittura frammentaria è in fondo la scrittura democratica. Ogni frammento gode d'una eguale distinzione. Il più banale trova il proprio lettore eccezionale. Sicuramente, ogni frammento potrebbe diventare un libro.
Mi ricordava qualcosa...
MacUbu - 01:29 - commenti (2)
venerdì, febbraio 21, 2003
Forse sono riuscito a salvare parte del mio weekend. Exsultate, jubilate
MacUbu - 14:04 - commenti (2)
Read my lips. Vale la pena.
MacUbu - 10:38 - commenti
giovedì, febbraio 20, 2003
Apatia. (Si prevedono miglioramenti, nonostante sporadiche precipitazioni.)
MacUbu - 13:17 - commenti (7)
mercoledì, febbraio 19, 2003
Sono le due meno venti della notte e sono ancora qui davanti al computer. Nonostante oggi in pratica sia stato su internet tutto il giorno, o quasi. Ah, sì, beh, ogni tanto ho anche lavorato.
Insomma, a volte mi rendo proprio conto che spreco me stesso e il mio tempo in mille occupazioni dispersive, che non solo non portano da nessuna parte, ma alla fine mi lasciano spossato, disorientato, con tutto il senso di colpa per aver perso del tempo e con in testa una cortina fumogena che annebbia e nasconde ciò che davvero voglio fare, ciò di cui davvero ho bisogno. Ogni tanto mi guardo nello specchio e mi dico: sei un coglione.
Ogni tanto lo specchio mi risponde: - No, non sei un coglione. Sei uno in gamba. Ma è come se avessi paura di dimostrarlo.
...
...poi ci credo che lo evito, io, lo specchio! A volte c'ha 'ste frasette...
MacUbu - 01:36 - commenti (12)
martedì, febbraio 18, 2003
Ecco, lo sapevo. Non reggo per niente l'alcool e in pausa pranzo ho bevuto solo del vino rosso, e per di più scadente. Adesso mi aggirerò per i corridoi dell'agenzia reggendomi alle pareti chiedendo a tutti quelli che incontro, uomini e donne: ehi, ma quand'è l'ultima volta che abbiamo fatto sesso insieme? Che imbarazzo.
MacUbu - 14:24 - commenti (11)
Americani. Ecco l'ultima idea geniale della ABC. Non ho parole:
Are you hot?
From coast to coast, thousands of hopefuls gathered in recent weeks to get the chance to compete for the crown of the sexiest man or woman in America. Talent, personality and strategy were not required, just physical beauty and innate sexiness. Now TV viewers get their chance to vote on the Hot Zone/Round One Participants from each region.as they face a celebrity panel of experts, including Rachel Hunter, Randolph Duke and Lorenzo Lamas.
MacUbu - 01:45 - commenti (4)
Uomonero ci lascia e la cosa mi intristisce.
MacUbu - 01:43 - commenti
Chissà se prima o poi qualcuno di voi diventerà una blog-star. Già vi vedo, chiamati alle tavole rotonde, nelle Università, al MCsciò, a raccontare di quando avete cominciato, e del successo così inaspettato, ma che non vi ha cambiato (e lo direte sorridendo sapendo che col cachet delle trasmissioni vi siete appena comprati l'Audi TT)...
No, purtroppo non viviamo a Cartoonia, e nessuno di noi diventerà famoso come uno di questi qui. Non fosse altro perché non scriviamo in inglese.
Uno di queste celebrità è tra l'altro il protagonista dell'acquisizione di Blogger da parte di Google. Leggete la storia raccontata da lui.
Ah, e anche Polly Esther (vedi post qui sotto) fa parte del gruppo. Finalmente l'ho vista in foto.
MacUbu - 01:22 - commenti (1)
lunedì, febbraio 17, 2003

Gasp, she's back!

E io che ho vissuto per tutto questo tempo con l'angoscia di saperla scomparsa nel nulla digitale. Grazie a Google ho scoperto solo oggi che la columnist che ho seguito per tanto tempo, Polly Esther, non solo è ancora in vita ma scrive ancora per il web. Polly Esther si occupava di Filler, una rubrica settimanale di Suck, e insieme all'illustratore Terry Colon ha regalato ai suoi lettori intelligenza e divertimento a piene mani, raccontando le idiosincrasie dell'americano medio, le incongruenze delle storie d'amore e del lavoro di oggi e dipingendo meravigliosi ritratti di uomini e donne da evitare. Sarcastica, sprezzante, incazzata nera, Heather Havrilesky (il vero nome di Polly Esther) era una vera campionessa del cinismo gratuito e della buona sana cattiveria corroborante. Quando Suck è morta, nel giugno del 2001 praticamente ho pianto. Questo è stato il suo ultimo Filler.
Ebbene, a quanto pare il seguito di pubblico che era riuscita a crearsi l'ha convinta a tornare online, oppure scrivere per la rete le piaceva troppo, o forse non sapeva che altro fare, insomma ecco Fillerama: il sito dei nostalgici di Polly Esther come me. E ovviamente non poteva mancare il blog. "The rabbit blog: 100% pure whims and digressions, guaranteed!"
Adesso corro a leggermelo per bene, ma già so che mi mancheranno i fantastici personaggini di Terry Colon. Ma insomma, non si può avere tutto.
E se anche il blog di Polly Esther morirà? Riuscirò a superare il senso di perdita e il trauma emozionale? Oh beh, mi consolerò con questo sapendo che prima o poi, ci tocca. Smile!
MacUbu - 18:21 - commenti (2)
Prima o poi l'avrebbero inventato, e naturalmente sono stati quelli della BBC a farlo per primi. Via 4 Banalitäten, ecco l'esempio di come trasformare i piuttosto inutili MMS in fonte di interesse, traffico sul sito e quindi pubblicità. Però mi piace l'idea. Possiamo solo immaginare cosa potremo vedere in tutti quei casi in cui le telecamere non arrivano in tempo.
Basta pensare all'effetto mediatico che avrebbero avuto i telefonini multimediali in occasione di un attentato come quello delle torri gemelle. E' un pensiero che mi spaventa, perché questo fenomeno va nella direzione di rendere sempre più ogni cosa immagine. A scapito delle parole, dei concetti, del pensiero. Fra un po' ci venderanno una scatola nei negozi con scritto:
REALITY, As seen on tv.
Libro choc consigliato: Giovanni Sartori, Homo videns, Laterza.
MacUbu - 02:19 - commenti (3)
Weekend fra gli ulivi e le note. Vicino alla terra e alla musica, lontano dalla gente, dalle marce e da tutto il resto. Non credo sia menefreghismo, questo mio non partecipare, o comunque mi piace pensarlo.
Leggo, mi informo, credo di avere un'opinione libera, ma poi alla fine preferisco stare un po' di lato, scegliere le cose che mi fanno felice nel profondo. Restare fedeli a se stessi può essere un modo per dire no alla violenza. Ho passato ore a cantare e ore a potare rami d'ulivo, e sulla pelle delle mani mi è rimasto a lungo il profumo dell'olio e della resina.
MacUbu - 01:09 - commenti (2)
venerdì, febbraio 14, 2003
Qui a Genova, sul computer dei miei il mouse si è rotto. Proprio andato. Preso dal panico, ho frugato da tutte le parti, ma il vecchio mouse da due lire che credevo di avere qui non salta fuori.
Così adesso arranco fra le pagine a forza di TAB e altre astruse combinazioni di tasti, ma la mano corre sempre verso il cadaverino che si muove sì, qua e là, ma senza effetto sul puntatore, maledetto: se ne resta sempre fermo lì, all'angolo dello schermo, come un insetto in attesa. Il senso di mutilazione è incredibile (e anche l'incazzatura non scherza.) Davvero mi rendo conto che qui, davanti allo schermo, io penso, anzi quasi sono il puntatore del mouse. La mutazione del genere umano è già cominciata.
MacUbu - 22:15 - commenti (4)
Cari tutti, vi auguro un sanvalentino in perfetta sintonia con il mio umore di oggi.
MacUbu - 10:04 - commenti (2)
giovedì, febbraio 13, 2003
Comunque è mezzanotte meno venti e sono ancora al lavoro. Straporco qui e straporca là.
Stasera per di più abbiamo toccato il fondo di tristezza/depressione/squallidume andando a prendere al cinese qualcosa da mangiare (pollo ai porri - "ma riusciranno a pronunciarlo?") e portandolo in ufficio.
Immaginate la scena: Neon, scrivania, vaschetta riso cantonese, bacchette, tovagliolino di carta. Mi sono guardato per un momento da fuori e mi sono fatto pena.
MacUbu - 23:29 - commenti (4)
Il mio amico p. mi ha stupito un'altra volta.
Dovete sapere che p. è una di quelle persone che hanno sempre qualcosa di strano e divertente da raccontare. Divertente solo per chi sta a sentire, però, perché di solito si tratta di vere e proprie disavventure per lui che le vive. Ma riesce sempre a essere una fonte di divertimento impagabile.
Ieri stava giusto raccontandomi le ultime esilaranti e tristi vicende capitategli in questi ultimi mesi, quando la discussione è caduta sul tai-chi e lo yoga, e lui mi dice: - ecco sì, lo yoga devo provarlo, perché mi han detto che devo far qualcosa per la mia energia. -In che senso? chiedo io.
E lui: - eh, no, sai quando sono molto nervoso o molto incazzato mi succedono strane cose. Tipo volano oggetti...
Ho pensato, è impazzito? Sappiate che p. è una persona tranquilla, positiva, simpatica, che non legge La profezia di Celestino credendoci davvero, non colleziona i cristalli dell'energia (credo) e non fa meditazione sotto una piramide. Insomma, è uno ok.- Volano oggetti?!? Spiegami meglio...
- Beh, per esempio, proprio qualche giorno fa quando la mia ex mi ha telefonato per dirmi delle cose cattivissime, ero fuori a casa di un'amica. Mi sono incazzato da morire e le porte hanno cominciato a sbattere, la mia amica si è avvicinata a me, mi ha sfiorato e si è ustionata. Ha la cicatrice ancora adesso...
Sono uno che non crede assolutamente a niente, non agli oroscopi, non ai libri di Personology e a volte nemmeno al mio estratto conto quindi ovviamente non credevo alle mie orecchie. Ho costretto p. a scucire qualche particolare in più e sono rimasto allibito. Questi argomenti già fanno un certo effetto visti al cinema, ma quando te li racconta una persona che conosci e di cui ti fidi, ti rendi conto che i cosiddetti fenomeni paranormali sono davvero più normali di quanto si pensi. Forse viviamo in un mondo dal realismo magico alla Isabel Allende? Dove madri e figli sono "in contatto" alla Shining? Forse sì. E infatti p. ha uno di questi strani contatti con sua zia:
"Non potevo mai fare cazzate da ragazzo che lei mi beccava sempre: mia zia se tocca un oggetto appartenuto a una persona, sa dirti cosa successe nella vita di quella persona. A me non riesce: io a volte 'vedo' quello che succederà nel futuro a qualcuno, ma non lo so fare a comando e vedo cose molto confuse che lasciano spazio all'interpretazione. Mia zia è molto più precisa. Una volta mi ha fatto uscire da una stanza dicendo: quella donna ha avuto un aborto, andiamo via, andiamo via, c'è troppa sofferenza."

Una famiglia da telefilm, no? Gli ho detto scherzando che mi ricorda i precog di Minority Report.
Alla fine però devo dire che un po' mi hanno entusiasmato queste strane capacità di p. (Tra l'altro su esplicita domanda ha ammesso che questa energia aiuta nel sesso: "le donne vanno pazze per le mani calde") Ma mi è parso che nel complesso lui invece le trovi un po' una seccatura, strani fenomeni che gli tocca subire di malavoglia.
Comunque lunedì verrà a tai-chi con me, e voglio dirgli subito che mi manterrò a una ragionevole distanza di sicurezza. Non si sa mai.
MacUbu - 23:20 - commenti (2)
Nato a Arlington, Virginia, il Newseum, ovvero The Interactive Museum of News, aprirà una nuova sede a Washington D.C. nel 2006. Sembra anche che sarà un museo imponente. Fra le varie iniziative che potete vedere sul sito una delle più interessanti è Today's Frontpages, una galleria che ogni giorno raccoglie 191 prime pagine di quotidiani da 25 paesi del mondo, con tanto di titoli perfettamente leggibili. Balza però all'occhio il fatto che la stragrande maggioranza dei giornali sono quotidiani locali degli USA. E poi dall'Italia c'è solo il Gazzettino di Venezia, sottotitolo: Il quotidiano del Nord-est. Niente di male, intendiamoci, ma non mi sembra molto rappresentativo di tutto il paese. Ma le selezioni, questo Newseum, non le farà in base all'idiologia, vero? (Che poi chi lo sa che orientamento ha il Gazzettino?)
MacUbu - 01:21 - commenti (4)
Nato a Arlington, Virginia, il Today's Frontpages, una galleria fotografica che ogni giorno raccoglie 191 prime pagine di quotidiani da 25 paesi del mondo. Se andate a curiosare sul sito vedrete che ci sono molte cose interessanti. Balza però all'occhio il fatto che la stragrande maggioranza dei giornali sono quotidiani locali degli USA. E poi dall'Italia c'è solo il Gazzettino di Venezia, sottotitolo: Il quotidiano del Nord-est. Niente di male, intendiamoci, ma non mi sembra molto rappresentativo di tutto il paese. Ma le selezioni, questo Newseum, non le farà in base all'idiologia, vero?
MacUbu - 01:12 - commenti
Nato a Arlington, Virginia, il Today's Frontpages, una galleria fotografica che ogni giorno raccoglie 191 prime pagine di quotidiani da 25 paesi del mondo. Se andate a curiosare sul sito vedrete che ci sono molte cose interessanti. Balza però all'occhio il fatto che la stragrande maggioranza dei giornali sono quotidiani locali degli USA. E poi dall'Italia c'è solo il Gazzettino di Venezia, sottotitolo: Il quotidiano del Nord-est. Niente di male, intendiamoci, ma non mi sembra molto rappresentativo di tutto il paese. Ma le selezioni, questo Newseum, non le farà in base all'idiologia, vero?
MacUbu - 01:12 - commenti
mercoledì, febbraio 12, 2003
E' stato indetto il concorso Indovina chi è Victoria, e il bando, scritto di suo proprio pugno, lo potete trovare fra i commenti di questo post.
Lo riporto qui per comodità:
Poiché in questo periodo sono molto di moda quiz e concorsi sul blog, potresti indire qualcosa tipo "Indovina chi è Victoria". Mi impegno a rivelarmi al vincitore e come premio metto in palio una foto autografata di sua altezza Tina I Imperatrice del Ticinese con l'aggiunta di un soufflé au formage et trouffes (o altra pietanza a scelta nel caso di intolleranze alimentari) da me appositamente preparato e accompagnato da amabili conversari.
Se vi state chiedendo di cosa diavolo stiamo parlando, voglio ricordarvi che Victoria è comparsa solo nei commenti a diversi post di questo blog e di altri blog amici, esibendo uno stile meraviglioso, una conversazione dal tono lieve ma profondo, con un certo sfoggio di cultura e di un francese impeccabile. Chapeau, è proprio il caso di dire.
Conversazioni telefoniche si sono svolte fra me e altri blogger di Splinder, in cui sull'identità di Victoria si sono fatte le più assurde illazioni: è passata dall'essere un uomo di 28 anni a un'anziana signora con cappellino che si vede spesso passeggiare sul Naviglio Grande con un cagnolino al guinzaglio. Abbiamo pensato fosse una collega che sa tutto di qualcuno di noi, ma anche che sia qualcuno di assolutamente ignoto. Alla fine, abbiamo dovuto dichiararci battuti. Non sappiamo chi sia. Però, forse, un po' del suo fascino sta proprio in questo.
La prego, gentile Victoria, non sia troppo precipitosa nello svelarsi. A lei noi piace così: elegante, vaporosa, precisa e profondamente francofila. Quasi quasi ci ripenso. Non parteciperò a questo concorso.
Au revoir, e venga spesso a trovarci, cara amica.
MacUbu - 13:15 - commenti (11)
martedì, febbraio 11, 2003
Sono le 23 e sono ancora al lavoro. Meno male che non potete sentirmi, perché sto dicendo delle cose poco carine. Un po' su tutti.
Se non altro, ogni tanto mi faccio un giretto in rete, e ho scoperto un blog che mi ha catturato. Soprattutto mi ha colpito questo post, in cui si parla di scrittura e in cui ci si interroga sul perché scriviamo come scriviamo. Falso idillio è proprio un blog che mi piace.
Inoltre da questo momento ho deciso di abbandonare il progetto di far aprire i link contenuti nei post dentro nuove finestre. Forse è meglio così. (E non venitemi a raccontare per l'ennesima volta quello che Jakob Nielsen pensa al proposito. Io quello non lo posso più sentir nominare.)
MacUbu - 22:56 - commenti (4)
Sono le nove e dieci e sono ancora qui che lavoro. Però bestemmio.
MacUbu - 20:54 - commenti (2)

Oggi va così, si vede che sono nostalgico. 'Sta storia dei cartoni animati mi ha fatto venire in mente il mio vecchio mangiadischi. Ce l'avevamo in tanti, il mangiadischi, vi ricordate?
Ah, che bei tempi. Era ancora prima che arrivassero i cartoni giapponesi, e facessero sembrare tutto il resto antichissimo. Io nel mangiadischi ci ascoltavo una filastrocca, forse la prima mai imparata: il merlo ha perso il becco, come farà a beccar? il merlo ha perso il becco... ecc...
Sarà stato traumatico?
Poi sono arrivati i Barbapapà e una serie infinita di altri cartoni. Dei Barbapapà, tra l'altro una versione era cantata da Roberto Vecchioni, l'altra da Orietta Berti e Claudio Lippi. Fantastico. O terribile, ancora non so bene...
Comunque guardatevi le copertine, sono splendide:
MacUbu - 01:18 - commenti (7)

Oggi va così, si vede che sono nostalgico. 'Sta storia dei cartoni animati mi ha fatto venire in mente il mio vecchio mangiadischi. Ce l'avevamo in tanti, il mangiadischi, vi ricordate?

Ah, che bei tempi. Era ancora prima che arrivassero i cartoni giapponesi, e facessero sembrare tutto il resto antichissimo. Io nel mangiadischi ci ascoltavo una filastrocca, forse la prima mai imparata: il merlo ha perso il becco, come farà a beccar? il merlo ha perso il becco... ecc...
Sarà stato traumatico?
Poi sono arrivati i Barbapapà e una serie infinita di altri cartoni. Dei Barbapapà, tra l'altro una versione era cantata da Roberto Vecchioni, l'altra da Orietta Berti e Claudio Lippi. Fantastico. O terribile, ancora non so bene...
Comunque guardatevi le copertine, sono splendide:
MacUbu - 01:14 - commenti
Ci ho provato, ma non è servito, evidentemente. Ho appena riattaccato l'antenna alla tv. Si vede che il cervello (quello che ne rimane) era troppo dipendente dai suoi dieci-venti minuti di zapping-svuotamento al giorno. Così ho fatto, (dopo quanto? due settimane?) un giro fra i vari canali, azzittendo il volume, però, che almeno ti fa vedere le cose con un minimo di distacco... C'erano sempre gli stessi: Fede, Costanzo, Gene Gnocchi e la Ventura. Mah.
Quasi quasi vado a rivedermi Io e Annie, che è meglio.
MacUbu - 00:20 - commenti (5)
lunedì, febbraio 10, 2003
Mamma, che momento di nostalgia! Sono finito per caso sul sito dei Looney Tunes e mi sono venuti in mente quei sabato pomeriggio quando andavo al cinema parrocchiale con gli amici a vedere i cartoni. Ok, è un'immagine abbastanza deprimente, mi rendo conto. Però era divertente. E poi i cartoni sul grande schermo sono fantastici.
Mi sono consolato andando a curiosare qui, dove si possono ascoltare i suoni e le voci originali. Gatto Silvestro, Bugs Bunny, Duffy Duck: ci sono tutti.
I tawt I taw a putty tat!
MacUbu - 18:24 - commenti (1)
Eppure, voglio dire, ci sono quelli che fanno davvero quello che hanno sempre sognato. Oggi sono un po' giù anche perché ho scoperto che al teatro dell'opera della mia città hanno indetto il bando per assumere in pianta stabile nuovi membri del coro.
Ora, non so se avete presente, ma il coro di un teatro dell'opera lavora sì piuttosto spesso, ma il tempo effettivo che viene richiesto non è nemmeno paragonabile a quello che si porta via uno di questi bei lavori del terziario avanzato di cui tutti sembriamo essere tanto fieri...
E pare che lo stipendio medio si aggiri intorno ai 1200, 1300 euro. Perché sono depresso? Perché ho smesso di studiare canto (che pure è da sempre una mia passione) e teoria, e non potrei mai presentarmi a un concorso dove saranno in tantissimi, agguerritissimi e preparatissimi. Se ne trae una semplicissima morale vecchia come il mondo: Stay true to your dreams.
Altrimenti i tuoi sogni non solo non diventeranno realtà, ma torneranno pure indietro a prenderti per il culo.
MacUbu - 16:36 - commenti (5)
Gnueconomy ci ricorda che 25 anni fa il nostro attuale presidente del consiglio si iscriveva alla loggia P2. Per non dimenticare ha messo online anche l'elenco degli iscritti fra cui troneggia, ovviamente, il simpatico Silvio.
Approfittando di questa ricorrenza, col pensiero ai processi così difficili che sta affrontando in questo periodo, ci sentiamo proprio di augurargli tante cose. Non precisamente quelle che vuole lui, però.
MacUbu - 01:12 - commenti (4)
domenica, febbraio 09, 2003
Sabato ho imparato un paio di cose che possono sempre venir bene nella vita. Per esempio ho imparato che le patate vanno seminate con tutta una serie di regolette tutte loro. Innanzitutto possono essere tagliate in due se prima di piantarle hanno già sviluppato due diversi "nasci", che in genovese significa germogli. Ma se le dividete dovete però lasciarle asciugare una giornata all'aria aperta, sennò nella terra marciscono.
Prima di metterle nella terra è bene comunque cospargere il solco di erba appena tagliata: serve come concime. Poi, una volta piantato il tubero, non va ricoperto con la terra smossa lasciata ai lati del solco, ma bisogna usare la terra del solco successivo. Questo permette al contadino di rincalzare ("atterenare") la piantina con la terra a bordo del solco quando sarà alta già un paio di centimetri. Capito?
A spiegarmi tutte queste cose era un signore ligure, che sembrava non trovare le parole giuste, in italiano. A lui non sarebbe mai venuto in mente che "atterenare" si può rendere anche con "rincalzare". E forse è giusto così: le cose della terra, i segreti e i consigli passati di generazione in generazione sono più antichi dell'italiano, lingua bastarda e nuova, che ha conquistato l'Italia solo con l'avvento della tv.
E poi atterenare, detto con l'accento ligure, rende molto meglio l'idea.
MacUbu - 23:09 - commenti (1)
venerdì, febbraio 07, 2003
Beh, ma comincio tutti i miei post con beh? Sarà il caso di starci un po' più attenti, neh.
MacUbu - 18:01 - commenti (4)
Beh questa va vista: una galleria di foto Vintage con oggetti testati Da ConsumerReport, unbiased product ratings. Questo per esempio è un giocattolo Mattel: the Sonic Blaster. Un oggettino mica male, per farci giocare i piccini:
The Mattel Agent Zero M Sonic Blaster 5530 fires compressed air with a deafening blast. Our measurements top out at 157 dB-above a level that can do permanent damage to the hearing of an adult. We rate the toy Not Acceptable.

Blam! Si parla del 1966.
MacUbu - 17:59 - commenti
Beh, il momento saliente della giornata è stato l'arrosto di vitello con patate al forno della pausa pranzo e una partita a Age of Empires con il mio collega g. che mi ha battuto come al solito. Lo odio.
Poi ora, a forza di curiosare sui blog e su mille altri siti internet, mi è venuta nausea. Cercherò di rifarmi dormicchiando sull'intercity delle 19.10 che mi scodellerà a Genova assonnato, disorientato e disfatto, come sempre.
MacUbu - 17:43 - commenti
Consigliatissimo a tutti, ma specialmente a la gatina e a chi in genere ama i gatti e la regia. Date un'occhiata.
MacUbu - 12:23 - commenti (1)
Curioso: stavo giusto scrivendo di una conversazione avuta con la cassiera del supermercato, quando ho letto il post di personalità_confusa. Si vede che sono davvero le interlocutrici predilette del genere umano, oggi: custodi e dispensatrici dei beni di consumo più elementari, le cassiere dei supermercati quando riescono a non farsi ridurre ad automa - e non dev'essere facile - vuol dire che hanno davvero carattere.
Mercoledì sera come al solito mi sono intrufolato nel supermercato di viale Papiniano proprio prima che chiudesse e [ahia! fitta momentanea ma dolorosissima di malditesta... ecco, passata, scusate!], dicevo ero alla cassa del super di viale Papiniano e la cassiera, non giovanissima, si tocca la fronte con la mano e mi fa: -Uh, ma che ore sono? Guardi, oggi abbiamo avuto una giornata che ho pensato, ma che è successo? è scoppiata la guerra?
Io pensavo fosse un modo di dire, invece lei ha continuato: -Sa dieci anni fa, quando è scoppiata la guerra del Golfo io già ero qui: lei non ha idea di quel che è successo... e fa un gesto largo col braccio a indicare le fila di scaffali. E io immagino la ressa, la gente in fila, gli scaffali vuoti. Mi stupisce che sia stato così, ma forse è vero. E se fosse un'altra buona ragione per far dichiarare la guerra? Rifletto fra me e me sulle connessioni strane di macro e micro, sulle grandi multinazionali del petrolio che dichiareranno la guerra a un paese del terzo mondo e su tutta la gente che per pulsioni istintive del tutto inconscie correranno a svuotare gli scaffali dalle merci di quelle stesse multinazionali.
Fortuna che le cassiere son gente concreta sennò stavo ancora lì a ponzare: -Quanti sacchetti le do? Ma la carta Fidaty ce l'ha?
MacUbu - 11:41 - commenti (1)
giovedì, febbraio 06, 2003
C'è un limite alla quantità di cazzate che la mia testa può immagazzinare? Gli scienziati lo dicono per rassicurarci: i computer raggiungeranno solo fra molto tempo le capacità del cervello umano. Beh, a me il pensiero di questa quasi illimitata capacità di memoria terrorizza: in questo momento vorrei avere al posto del cervello un semplice interruttore on-off. RAM complessiva: 1 bit.
MacUbu - 18:38 - commenti
Beh, alla GRSC in un modo o nell'altro siamo sopravvissuti. Ma chi lo dice che viviamo una vita senza emozioni, eh? Sciocchezze, ci abbiamo una vita, noi, che ER ci fa una sega. Con rispetto parlando.

Quando entriamo nella Stanza del Capo l'aria è di quelle serie, il cliente è lì lì per lasciarci, siamo con le pezze al culo. Qui il conto va rianimato come si deve, ci vuole una roba forte, di quelle che spaccano, cose memorabili! Fichissime! Insomma qualcosa! Aiuto! Perché gli account ci tengono a questo cliente e il Capo segue di persona la vicenda, anzi sta per arrivare proprio lui, proprio qui! L'aria freme di tensione.

Stacco: interno del Pronto Soccorso, le porte si spalancano, entrano come forsennati quelli della Pronto Intervento con una barella: Carter, la Weaver, e i paramedici gli corrono incontro
-Donna! Bianca! Sedici anni, trauma cranico multiplo, possibili lesioni interne, mancanza di polso... -Cos'è successo? - chiede Carter mentre corrono verso la sala 2... -Investita sulla strisce, sulla 47esima!
-Al mio tre...uno due tre! -dice la Weaver, mentre sistemano la ragazza sul lettino. Si accende la lampada, Carter e la Weaver hanno già il camice... -Dov'è Green? -Fuori, Carter. Te la senti?
Carter nemmeno risponde: non c'è polso, e sta già intubando la paziente...


Seduti tutti intorno al tavolo del Capo guardiamo le varie proposte e dopo un po' di tira e molla sui volti si disegna un'espressione serena. Ce l'abbiamo! Una campagna quadrata, magari non proprio creativa, anzi è un cagata ma chissenefrega: funziona! Ci sono in ballo miliardi, mica sottilette. E poi è anche l'unica proposta rimasta dopo che il Capo aveva detto: "Basta coll'ironia, è un'azienda seria, non c'è un cazzo da ridere! Voglio roba becera!"
Beh, ce l'abbiamo. Per la tensione abbiamo perso ognuno due chili e mezzo, ma siamo felici. Ora si tratta solo di uscire indenni da qui. Presto.

Stacco: sala operatoria. L'infermiera nera grassa guarda Carter con malcelata approvazione: -90 su 120, dottore. La Weaver si sfila gli occhialoni e zampetta intorno al lettino -Ottimo lavoro, Carter, direi che è stabile, parla tu con la famiglia, per favore. E vai a vedere quel paziente alla 5.
Il dottorino Carter è stanco, si appoggia per un attimo al lettino, guarda in volto la paziente. E' conciata maluccio, anzi è proprio mal presa, ma se non altro se la caverà... Esce fiducioso a cercare i genitori.


Stiamo per cambiare argomento, anzi stiamo quasi per uscire quando qualche Sales Director o Senior Manager o stronzo simile entra nella stanza, dà un'occhiata e butta lì: "Ma non l'avevamo presentata l'anno scorso un'idea con dei ragazzi che fanno aquagym?" Bum.
-E chi cazzo lo sapeva?! grido io: -Nessuno che dica mai niente, ma chi comanda qui, Paperino?? - Niente da fare: lo sguardo di tutti zumma contemporaneamente sui nostri layout, le facce si fanno scure e mille campanelli d'allarme scattano all'improvviso nella mia testa...

Stacco: la sala d'aspetto del Pronto Soccorso. I genitori sembrano un po' rassicurati, Carter ha in mano una lattina di aranciata e ascolta il padre: -Lo sa dio cosa non faremmo per quella ragazza... i sacrifici, i problemi. Non è facile la vita per un insulino-dipendente, ma per i genitori è ancora peggio. Carter sbianca. Si alza in piedi. -Che cos'ha detto? - I genitori si allarmano: -E' diabetica! Ma, ma... non gliel'hanno comunicato? Carter incredulo scatta correndo verso la sala 2 -O mio dio, mio dio...
Stacco: zoom drammatico sulla porta verde della sala operatoria: proprio mentre Carter sta arrivando, si spalanca. Primo piano dell'infermiera nera, spaventata: -Dottore!
Dietro di lei, il monitor grida un BEEEP! terrorizzante...


-Ma non è affatto la stessa cosa! - sto dicendo io - ok, fanno aquagym, ma sono in una piscina al mare, non in campagna! E' diversissimo! - ...osservano le campagne una vicina all'altra, e cerco di resistere in tutti i modi, ma quelli non mollano: -L'anno scorso dicevamo "Il gusto nuovo della frutta", quest'anno hai scritto "Il nuovo gusto alla frutta"... -Appunto è una cruciale inversione di senso! Così stressiamo la nuova varietà al pisello! Non ha niente a che vedere con quella campagna lì!
Ma sento che sto perdendo terreno, i colleghi seduti al mio fianco cominciano ad allontanare la seggiola. Le forze ormai mi mancano, la disperazione mi ingoia: non voglio lavorare nel weekend, non voglio, non voglio, non voglio... alla fine delle mani pietose mi strappano i fogli dalle mani, mi consolano. - Dai, potreste recuperare la storia con la sfilata di moda nella fattoria, no?... a pensarci bene mi sembra un'idea coraggiosa! -Ma se due minuti fa l'hai chiamata una merda grottesca! -Sì, ma non mentalizzarti sulle parole, magari cambiando qualche dettaglio... ...ma tutte le voci si allontanano. Riesco a pensare solo al fatto che ci tocca ricominciare da capo: non ce la farò mai, lo so. Voglio morire.

Stacco: -Ma dottore... -Ho detto carica a 150! urla Carter con le piastre del defibrillatore in mano... -Libera! Il corpo della paziente si contrae sul lettino, sotto la scarica. Ma la linea sul monitor resta piatta... L'infermiera continua a comprimere il sacco respiratorio a intervalli regolari, Carter ora prova col massaggio cardiaco. Entra la Weaver, vede quello che sta succedendo e ha uno dei suoi rari momenti di umanità, si avvicina a Carter, gli mette la mano sul braccio, gli dice dolcemente: -John... John. Ci hai provato.
Carter si ferma, si rende conto, abbassa la testa. Mentre le infermiere staccano i monitor, spengono la luce e la Weaver si allontana, Carter si toglie i guanti con un gesto di stizza e di tristezza.
-Ora del decesso...


Notte. I corridoi dell'agenzia sono deserti, non si sente un rumore in tutto il piano, restono solo quelli delle pulizie e due creativi sfigati. Chi guardasse il tetro palazzo da fuori, adesso, magari passando davanti in bicicletta, vedrebbe solo quella lucetta lassù da sola nel buio e d'istinto proverebbe un brivido di freddo, si stringerebbe il cappotto e la sciarpa, e pedalerebbe più veloce.
Per tornare a casa, lui.
MacUbu - 02:34 - commenti (8)
Splendido! Paolo Beneforti, scultore e pittore ha creato una pagina internet che racconta per filo e per segno la struttura de La vita istruzioni per l'uso, con tanto di fotografie degli appunti originali di Perec. Cose che io non sapevo assolutamente. Da vedere adesso. (Grassie Laura!)
MacUbu - 01:14 - commenti (1)
mercoledì, febbraio 05, 2003
Tutto il mondo è paese, a quanto pare. Scene di vita da un'azienda qualunque, raccontate a quattro mani. Vivamente consigliato.
MacUbu - 11:58 - commenti (1)
Cielo blu, poco traffico, un bel vento caldo. Non è il paradiso, ma Milano oggi. Che meraviglia. Venire al lavoro in bicicletta per la prima volta non è stato una gimkana per sfuggire alla morte, ma una passeggiata piacevole. Appare quella che per me è una verità evidente: il numero di automobili che questa città può tollerare è esattamente la metà di quello attuale.
Io voto per le targhe alterne perpetue.
MacUbu - 10:15 - commenti (8)
martedì, febbraio 04, 2003
La psicologia delle persone, quella vera, quella profonda, non ti si rivela che in alcuni momenti: quei rari attimi in cui la maschera si scolla per un istante e mostra quel che nasconde. Non succede di frequente.
Chissà, forse nei tempi antichi (almeno per gli uomini) i caratteri si rivelavano durante lo scontro fisico, la guerra, quando le fila dei lancieri si scontravano con gli scudi e le spade delle file avverse, in quei momenti frenetici fra la vita e la morte quando tutto si decide fra un battito di cuore e il successivo, che potrebbe essere l'ultimo.
Oggi che noi gente civilizzata viviamo nell'angoscia di emergenze come meglio il panino Apollo 13 (rucola, bresaola, salsa rosa) o la focaccetta Boscaiola (insalata, funghetti, prosciutto affumicato, salsina non indentificata)? tutto questo non avviene più e il vero volto di chi ci sta a fianco è diventato più difficile da intravvedere. Ci mascheriamo di cortesia.
Ma un momento di verità c'è, eccome. E' la Grande Riunione nella Stanza del Capo.
La GRSC ha luogo per le grandi presentazioni e, in un'agenzia di pubblicità, coinvolge schieramenti ben definiti e riconoscibili: ci sono i creativi (sono quelli spettinati con tanti foglietti colorati in mano), ci sono gli account (sono quelli con la cravatta e l'aria colpevole), ci sono i planner (sono quelli che sembra siano altrove, virtuali fin nel DNA) e poi c'è il Capo (è quello che fa finta di essere il più rilassato).
Comincia tutto in modo indolore, sembra davvero una riunione in cui si abbia qualcosa da discutere, sembriamo tutte persone mature, consapevoli. Ma dentro almeno uno dei presenti si annida senz'altro il Cagatore di Dubbi Assurdi ed Implausibili ma Proprio Per Questo Inconfutabili.
Il CDAIPPQI non è una tipologia di persona: è un virus. E' virtualmente presente in ciascuno di noi, e si manifesta in modo del tutto imprevedibile e incoercibile soltanto nei Momenti Davvero Cruciali quando tutto dev'essere discusso in fretta e di solito il giorno prima dell'incontro col cliente. Mettiamo che sia tu, lettore, a impersonare per una volta il CDAIPPQI. Tu sei lì che guardi la presentazione e improvvisamente ti salta in testa una vocina: - Dài, giustifica il tuo stipendio, coglione! Fatti largo, fai vedere quanto sei intelligente! Non hai qualcosa di interessante, utile e qualificante da dire? Sei forse il più stronzo di tutta questa gente? No! Per cui dài, prendi la parola, adesso! Guarda qua: c'è proprio bisogno di un tuo commento!
E così, nonostante tu senta che forse potresti anche farne a meno, nonostante tu abbia voglia di reprimere quella vocetta, cominci ad agitarti sulla sedia, prendi in mano le slide o gli storyboard, osservi questo e quello e così facendo stai già comunicando ai presenti che Qualcosa dentro di te sta davvero pensando. E in un momento di silenzio di quelli classici da riunione, ecco che prendi la parola. O meglio, non prendi nemmeno la parola, semplicemente fai un commento fra te e te, quasi inconsapevole, a mezza voce. "Ma questo non mi sembra davvero in linea con il posizionamento di marca per questo target."
E il disastro si compie.
In un attimo, gli schieramenti si rovesciano, le alleanze si ribaltano e lo scenario fintamente rilassato si rivela per quello che è: un'accozzaglia di frustrati depressi che cercano di star fuori dalla merda e disposti a bieche bassezze pur di pararsi il culo e buttarci te, nella merda. Cominciano le frasi del tipo:
- beh, certo, se tu la pensi così, forse faremmo meglio a rivedere il posizionamento...
- mah, però guarda che io non ne sapevo niente, mi sembra che non se ne fosse parlato...
- io? Figurati: questo l'aveva detto il cliente!
- mi son fidato di quello che mi hai scritto tu in quella mail di tre giorni fa...
- beh, forse voi avete informazioni che io non ho...
- eppure la mia slide parla chiaro!
- insomma i creativi siete voi, però ecco forse cambiando titolo e visual...
- il cliente lo ha chiesto espressamente!
- ma il prodotto è nuovo?
- non importa quello che ho detto, importa quello che ho scritto!
- hai interpretato le mie parole troppo liberamente
- ma questo non era mica detto nel brief!
- comunque non è così che si lavora.
- scusa, ma il cliente è tuo!

Ecco fatto. Quelli che credevi fossero i tuoi amici ora ti voltano le spalle, quelli che giudicavi in gamba e con le palle adesso balbettano imbambolati scuse implausibili. Questi sono i momenti rivelatori del nostro tempo.
Il genere umano è senz'altro destinato a estinguersi, ma non sarà la bomba H a spazzarci via. Sarà una presentazione in Power Point.
MacUbu - 20:38 - commenti (3)
Mi s'accusa di trascurare questo piccolo fuffa-blog. Niente di più falso, si tratta solo di una pausa necessaria ad assicurare il corretto funzionamento dei miei neuroni residui in quell'altra attività che porto avanti quotidianamente: il lavoro.
Adesso, per esempio, mi si chiede di mettere alla prova tutta la mia expertise nel cercare l'ennesima variazione (possibilmente inedita) della combinazione delle seguenti parole: gusto, nuovo, energia.
Non è che ci siano poi molte possibilità, ma vaglielo a spiegare. Si accettano suggerimenti. Sono anche disposto a pagare.
Aiuto.
MacUbu - 12:13 - commenti (7)
lunedì, febbraio 03, 2003
Mi son sempre dimenticato di dirlo. Io li ascolto tutti i giorni, da qualcosa come sei o sette anni. C'è chi li odia, c'è chi li adora, ma comunque sia sono un esempio di come la radio possa creare un pubblico e un seguito molto, molto diversi da quelli della televisione. Viva la radio parlata, e magari parlata con intelligenza.
Sono Fabio e Fiamma, naturalmente. Adesso li aggiungo anche fra i link.
MacUbu - 19:42 - commenti (4)
domenica, febbraio 02, 2003
Weekend al lago di Mergozzo, cari miei. E dov'è? Si chiederanno tutti. Non importa: lontano abbastanza da Milano per aver di che gioire: aria pulita e fredda, cielo limpido, monti con la neve in cima come zucchero a velo, verde e marrone intorno, ottimo cibo, tanti buoni amici, buone parole, momenti caldi. Dio come sono stato bene.
Domattina ancora sulla bici a schivare portiere e signorine con evidenti alterazioni delle capacità percettive (esterocettive, direbbe qualcuno).
Signorine con ottime coiffures incapaci di distinguere la figura dallo sfondo e che insomma vedono la realtà come vogliono loro, o meglio vedono solo la loro realtà dato che quando ormai ti avranno bloccato con la giugulare sotto la ruota anteriore della loro utilitaria potranno esclamare in perfetta buonafede: "Oh! Non ti avevo visto!"
Ma perdonerò. Anche a loro.
MacUbu - 23:14 - commenti (6)
Come potete vedere dal link qui a fianco, una delle mie caselle di posta elettronica contiene la parola Bart. Poco fa mi è arrivata questa e-mail:

Dear Bart,

I am Mr Godwin Grant, the personal accounting
officer to Mr Johnson Bart, a national of your
country, who used to work with shell development
company in Nigeria. Here in after shall be referred to
as my client.

On the 21st of April 1999, my client, his wife And
their three children were involved in a car accident
along sagbama express road. All occupants of the
vehicle unfortunately lost there lives. Since then
I have made several enquiries to your embassy to
locate any of my clients extended relatives this has
also proved unsuccessful.

After these several unsuccessful attempts, I decided
to trace his surname over the Internet, to locate
any member of his family hence I contacted you. I
have contacted you to assist in repartrating the
money and property left behind by my client before
they get confisicated or declared unserviceable by the
bank where this huge deposits were lodged.

Particularly, the Union bank plc where the deceased had
an account valued at about 10 million dollars has issued me
a notice as his accounting officer to provide the next
of kin or have the account confisicated within the next
ten official working days.

since i have been unsuccesfull in locating the
relatives for over 2 years now i seek your consent to
present you as the next of kin of the deceased since
you have the same surname so that the proceeds of
this account valued at 10million dollars can be paid
to you and then you and me can share the money. I have
all necessary legal documents that can be used to
back up any claim we may make. All I require is your
honest cooperation to enable us see this dealt through.
I guarantee that this will be executed under
a legitimate arrangement that will protect you
from any breach of the law.

Please get in touch with me by my email address to enable us discuss further.

Best regards,
Godwin Grant

Che volete che vi dica, va bene che la madre dei babbaloni è sempre incinta, però... comunque lo confesso, per un milionesimo di secondo ci ho pensato su: son sempre 10 milioni di dollari. Alla fine la mia risposta è stata comunque diplomatica: non si sa mai?

"This must be obviously some intelligent kind of spam. Nice idea, tough...
ciao
u."

Secondo voi ho fatto male a rispondere, comunque?
MacUbu - 23:02 - commenti


Questo blog si è trasferito qui. Aggiornare il link è una rottura di scatole, lo so. Ma fai uno sforzo.
Thanks.