La vita istruzioni per l'uso.
lunedì, marzo 31, 2003
Dire quasi la stessa cosa è il titolo del nuovo romanzo di Umberto Eco, di prossima pubblicazione. Il link rimanda a una pagina de Il Riformista che si può leggere solo registrandosi. Tema centrale del libro: la traduzione. L'articolo mi ha messo curiosità e voglia di leggerlo, anche se non sono riuscito ad affrontare nessuno dei romanzi di Eco successivi a Il nome della rosa. Vedremo.
Nel frattempo ho ceduto al fascino di un titolo che ho trovato davvero divertente:
Libera la Karenina che è in te di Rosa Matteucci. Una strana storia d'amore raccontata con un'ironia che mi piace molto, e dall'ambientazione che più esotica non si può: ad Asmara, Eritrea. Sono a metà e già vorrei partire per l'Africa.
MacUbu - 15:26 - commenti (9)
domenica, marzo 30, 2003

Scusa se uso la mail per commentare il tuo ultimo post (quello sulla scelta di campo). E' che non amo discutere su "come dovrebbe essere un blog" dentro il blog, si scivola nell'autoreferenziale al quadrato. E non va bene, imho.
Però ci tenevo lo stesso a farti sapere che ne penso, la mia personalissima "poetica del blog". Che è la seguente: tra il comunismo anarchico dei diari personali (diciamolo, alla lunga un po' morbosamente stucchevoli) e l'efficientismo dei blog "solo-link-e-informazione di prima mano", io scelgo la terza via, la socialdemocrazia (!) del blogger-persona-lettore-spettatore ("il blog dal volto umano"!, mioddio!!!, mi sto incasinando). Insomma: credo che si possa dire molto (moltissimo) di sé parlando di un libro, di un film, di ciò che si vede e si sente in giro, internet inclusa (incluso?? ma internet è M o F???). Non è un compromesso e non è un modo di aggirare l'ostacolo. E' un modo di spiegare le cose. Significa ammettere che dietro ogni giudizio che esprimo su ciò che vedo-sento-leggo ci sono io, i miei ricordi, le mie esperienze e desideri. E' un atto d'amore e di onestà verso chi mi legge: non sono qui a offrire un servizio pubblico, ti sto solo raccontando quello che faccio (vedo-sento-leggo) o mi piacerebbe fare. E, se leggi con attenzione (ma solo se ne hai voglia), capirai anche un po' di come sono fatto.

Questo me l'ha scritto un lettore di questo blog che desidera restare anonimo (una scelta che definisce "la forma più bieca di narcisismo.") Direi che sono perfettamente d'accordo. In sostanza, signori, questo blog continuerà così com'è. E tanti saluti alle teorie. Continuerò a scrivere quel che mi salta in mente, e se gli "ascolti" calano, pazienza.
Ma chi l'avrebbe mai detto che si poteva anche noi, esseri umani qualunque, diventare praticamente drogati dall'Auditel?
MacUbu - 19:47 - commenti (5)
giovedì, marzo 27, 2003
Sono un po' indeciso. Sento che devo fare una scelta di campo, circa il da farsi su questo blog. (Sì, sto parlando dei massimi sistemi, mi rendo conto.)
Ovvero: continuare così, con un tono di conversazione un po' salottiera dove si parla con tono più o meno partecipato di tutto, e quindi postando notizie, curiosità, link ecc. Oppure aggiungere anche un tono confidenziale, se vogliamo da diario intimo? (che magari fosse interessante come quello di Sally Mara!). Niente roba da Poochy con i cuori sulle i, eh? Intendiamoci. Però. Non so.
Son qui che mi rendo conto di aver voglia di più introspezione, ma per adesso il mezzo mi spaventa. Mi allontana. E poi che senso può avere affrontare la propria interiorità su un blog? Gratifica il mio narcisismo? E a chi cazzo gliene fregherebbe, poi?
D'altronde ha senso scimmiottare un po' quei blog generalisti di grande successo come i mantelblog, i 4 banalitäten, ecc.?
Diciamo la verità, forse il bisogno di 'confessione', apertura, introspezione non nasconde altro che il bisogno di comunione profonda di una relazione affettiva.
Mi sa che è così. D'accordo, allora dichiaro aperta la: Caccia al fidanzato per MacUbu. Siete tutti invitati a darmi una mano, please. Anche perché chat, discoteche, locali e menate varie mi hanno un po' rotto i coglioni. Lo ammetto VOGLIO il principe azzurro.
Perché, sarà mica un male? Comunque, questo è il mio tipo ideale. Così, tanto per metterlo in chiaro.
(Prima o poi cresco, lo giuro.)
MacUbu - 22:55 - commenti (23)
Mannaggia a me quando mi metto a cercare notizie sulla guerra in giro per internet. Se avete lo stomaco resistente, qui Robert Fisk racconta cosa ha visto al mercato di Baghdad colpito da un missile. Raccapricciante.
MacUbu - 16:25 - commenti (5)
Figli di puttana:
LET FREEDOM RING - Hacked by Patriot, Freedom Cyber Force Militia
This broadcast was brought to you by: Freedom Cyber Force Militia
GOD BLESS OUR TROOPS!!!
Il sito in inglese di Al Jazeera è stato colpito da hacker americani. Andate a vedere. Questi sono pazzi, ragazzi. La cosa mi manda in bestia e mi esaspera. Vanno fermati, rendiamocene conto.
MacUbu - 14:48 - commenti (1)
Bella giornata, oggi, vero? E' arrivata la primavera... sì sì. Al lavoro? Tutto bene, sì sì, tutto bene. Qui ha piovuto? No, da noi, no. Sono gay. Però hanno detto che sta arrivando una perturbazione. Già già. E fra poco arriveranno le rondini! Ah, che meraviglia girare con la bicicletta nel parco Sempione...
[Prove di coming-out con i miei, 1]
(Così, era ora di cambiare un po' il tono di voce, qui sopra...)
MacUbu - 12:46 - commenti (18)
martedì, marzo 25, 2003
Insomma, oggi non ho fatto niente. Proprio niente. Avessi avuto un'idea. Una. Stavolta mi beccano: è finita.
Comunque, incurante di tutto questo, io faccio dei giri sul sito in inglese di Al Jazeera. Bella differenza di opinioni, con la CNN...
MacUbu - 18:35 - commenti (4)
Del petrolio, del petrolio! Il mio regno per del petrolio!
Me lo immagino così, Bush, che gira come un ossesso per la casa bianca. Questo dopo aver appreso che l'amministrazione Bush, non contenta di bombardare l'iraq per assicurarsi il controllo dei pozzi, ha cercato di far votare al Senato una risoluzione per aprire l'Arctic National Wildlife Refuge, in Alaska, ai trivellamenti alla ricerca di petrolio (Oil drilling, lo chiamano loro.) Qui c'è un sito a favore dell'iniziativa, e qui uno contrario. Per adesso sono riusciti a fermarli, però...
Ma intanto l'idrogeno che fine ha fatto?
MacUbu - 15:18 - commenti
Dovrei lavorare perché sono nella cacca, invece, facendo la lotta con i complessi di colpa, spilucco qua e là dalla sceneggiatura di The apartment, Billy Wilder. Dove a volte ti imbatti nella poesia. Una poesia semplice, da piccoli impiegati, da cena a lume di candela improvvisata, quando lui ha appena servito a lei degli spaghetti scolati su una racchetta da tennis.
BUD
You know, I used to live like
Robinson Crusoe -- shipwrecked
among eight million people. Then
one day I saw a footprint in the
sand -- and there you were --
(hands her martini)
It's a wonderful thing -- dinner
for two.
E se io mai scrivessi una frase così, potrei morire un po' più felice.
MacUbu - 12:57 - commenti (2)
Salam è riuscito a postare ancora.
The images we saw on TV last night (not Iraqi, jazeera-BBC-Arabiya) were terrible. The whole city looked as if it were on fire. The only thing I could think of was “why does this have to happen to Baghdad”. As one of the buildings I really love went up in a huge explosion I was close to tears.
Tanto per sentirsi di merda ancora un po'.
MacUbu - 10:57 - commenti
lunedì, marzo 24, 2003
Restate chiusi nelle vostre case, non interferite con le forze di coalizione e non vi sarà fatto alcun male. Molto istruttivo.
MacUbu - 12:58 - commenti
Direi che il mito del giornalismo americano fieramente indipendente, critico e incazzato è da dichiararsi morto. Persino il suo cadavere è irriconoscibile.
MacUbu - 10:46 - commenti

Look & feel.

C'è una cosa che devo dire. Volevo raccontare il nostro concerto di venerdì, ma ho pensato che più che del concerto in sé, ho voglia di parlare di una piccola cosa che il cantare mi lascia dentro. Inserite la modalità pathetic, per favore. Sì, perché vi racconto una cosa che davvero mi porto nel cuore. Cuore, s'intende, è parola-puttana, datasi per poche lire a tutti i canzonettari, ai baci perugina, alle peggio pubblicità, parola-serva dei peggiori luoghi comuni, parola-straccio usata per lavare più bianco ogni sentimento e farlo risplendere di verità mercenarie. Ma io voglio usarla credendoci, per un attimo. Credeteci per un attimo con me.
Prima creiamo l'ambiente. Immaginate noi quattro davanti a un pubblico, uno qualunque. Ne abbiamo visti di ogni risma: dalla sala del teatro lirico alla festa di quartiere col linoleum steso sull'asfalto, dall'oratorio del seicento al palco rock davanti a una folla oceanica (Umbria Jazz, 1993, prima di Tito Puente -un'esperienza-shock che vi racconterò nella mia autobiografia, il più tardi possibile.)
Insomma: immaginate un pubblico qualunque. Sul palco, noi. Due ragazze, una bionda, una bruna, e due ragazzi: uno biondo, un altro (io) castano. Ci sono pezzi difficili, quelli in cui ti caghi in mano e lì son cazzi. Ma quando cantiamo pezzi più semplici, allora hai tempo di guardarti un po' intorno, di divertirti proprio. Basta esserci, cantare. Ripetete queste parole, per favore, caricatele di senso, il senso più profondo che sapete immaginare: esserci, cantare. E' tutto lì.
E quando senti che davvero ci sei, che sei presente, e senti che gli altri tre anche loro ci sono, sono vicini a te, sono parte della stessa armonia che stai contribuendo a creare, il sentimento è bellissimo. E la piccola parte che mi porto nel cuore e che campassi cent'anni non dimenticherò mai e che forse è il meglio che sono, e che ho e che posso dare, è quello sguardo che ogni tanto ci facciamo, noi, fra di noi. Quando cantando ci guardiamo e se siamo intonati c'è il sorriso negli occhi e se siamo un po' stonati o qualcuno s'è perso c'è sempre il sorriso sulla bocca (FINGERE FINGERE FINGERE e il pubblico non saprà nulla) ma negli occhi leggi il rimprovero o il panico, ma non importa perché anche quello è bello. E' che se io ci ripenso, ai nostri concerti, quello è il ricordo che amo di più. La scintilla in fondo agli occhi, di un'amica o un amico che con me sta creando qualcosa di effimero e mostruosamente fragile eppure così profondo e forte. Quel sorriso che si moltiplica dentro di me e mi scalda di gioia quando, se va tutto bene, arriviamo in armonia, insieme, all'accordo finale. E' lì che ogni tensione sembra sciogliersi, ogni senso compiersi. Quando succede così, l'applauso che segue sembra togliermi di dosso una responsabilità che sento troppo forte, come se tutta la felicità del mondo dipendesse solo da me. E anche questo ha un senso profondo.
Vabbè, adesso basta con 'ste smancerie, facciamola finita. Via, muoversi, andare!
Sciò, che c'è mica più niente da vedere...
MacUbu - 01:12 - commenti (3)
La cassetta

Tra casetta e cassata la lingua italiana ha cassetta, semplice cassa a giorno votata al trasporto della frutta che del minimo accenno di soffocazione fa subito una malattia.
Costruita in modo che alla fine dell'uso possa essere rotta senza fatica, non serve due volte. Così dura ancora meno delle derrate fondenti o nuvolose che racchiude.
Ad ogni angolo delle strade che portano ai mercati generali, riluce allora con lo splendore senza vanità del legno grezzo. Del tutto nuovo ancora, e lievemente stupito di ritrovarsi in posa maldestra buttato per strada senza ritorno, questo oggetto è in fin dei conti dei più simpatici - sulla sorte del quale non ci si deve tuttavia appesantire troppo a lungo.

Da Il partito preso delle cose, Francis Ponge, trad. dal francese di Jacqueline Risset, Einaudi.
Un libro di poesie consigliato da Calvino. Sguardo ironico e affettuoso alle cose, silenziose compagne di tutti i giorni, alla ricerca di un nuovo modo di vedere la poesia e il linguaggio. A me è piaciuto.
MacUbu - 01:05 - commenti
sabato, marzo 22, 2003
Insomma, l'hanno fatto chiudere: Kevin non ha più il permesso di aggiornare il suo blog. Salam invece sembra che non ne abbia più la possibilità. Dove andare quindi a cercare informazioni attendibili? C'è un giornalista che a sue spese, sta tornando in Iraq, grazie a donazioni di privati. Voleva arrivare "in tempo per la guerra", ma i soldi non sono bastati. Sta andando ora, però, e pensa di essere là per il prossimo weekend Si chiama Christopher Allbritton. Vedremo. Anche questo sito sembra interessante.
Avevo giurato che non facevo commenti su 'sta guerra. Hm. Non è che ci riesco tanto.
Due flash veloci: 1 Complimenti all'ennesimo coglione (Bush) che predice che la guerra sarà breve, poi si corregge, poi si corregge ancora di più. Intanto i turchi stanno entrando in Iraq: bravi, proprio un bel lavoro. Guerra chiama guerra, come sempre. 2 Ho brividi di disgusto quando sento chiamare un bombardamento terrorizzante con un nomignolo da bibita ghiacciata. Shock and awe non ve lo perdonerò mai, bastardi. In questo nome c'è tutto: pensateci bene. L'ipocrisia della guerra e dei suoi signori, la superficialità e il disprezzo per la vita, e soprattutto la spettacolarizzazione del conflitto, che è come dire il suo nasconderlo dietro un'apparenza da film di hollywood, pericoloso e inquietante, certo, ma come un film dell'orrore, mica di più.
Disgusto, disgusto, disgusto.
MacUbu - 22:55 - commenti (1)
venerdì, marzo 21, 2003
Ciao ciao, bimbi! Mi precipito alla stazione di Porta Genova dalla quale evidentemente partono davvero dei treni, per prendere il diretto per Alessandria, dove cambierò per arrivare a Ovada alle otto di sera. Abbiamo un concerto là. Saluti e buon weekend!
MacUbu - 17:07 - commenti (1)
E per quanto possa valere il dato, il counter, qui, ha passato i 20.000. Sono un po' impressionato.
MacUbu - 11:32 - commenti (8)
giovedì, marzo 20, 2003
La cosa divertente della blogosphera è che più o meno tutti ci facciamo le stesse domande, e che tutti si linkano l'un l'altro in allegra promiscuità. Nei commenti al mio post di qualche giorno fa mi chiedevo se fosse davvero il caso di fidarsi circa l'esistenza reale del ragazzo di Baghdad che scrive il blog where's raed. Adesso la stessa domanda se l'è posta anche Kottke, che ha pensato di chiedere aiuto a chi? Ma a Kevin, naturalmente, il giornalista online che blogga dall'Iraq e che anche io ho già linkato qui a fianco. Ma quanto sono avanti?
Curiosate anche fra i commenti: c'è chi ha scritto a questo Salam Pax dicendogli di fornire delle prove. Lui ha risposto: cosa pensi che dovrei fare? Andare in giro per Baghdad scattandomi delle foto?
E se anche lo facesse, come potremmo riconoscerlo? Possiamo solo credere che esista davvero, che sia davvero a Baghdad e che dica la verità. Tutto questo aggiunge una dimensione di irrealtà in più a quello che già di per se è un conflitto a copertura mediatica (cioè spettacolare) senza precedenti.
Eco delle parole di Debord, ancora e sempre: l'esperienza degli uomini di oggi si sta allontando sempre di più per diventare la mera rappresentazione della loro esperienza.
MacUbu - 20:39 - commenti
Il mio amico f. scrive. Cioè scrive proprio, pubblica libri, articoli. Cose così. Mica per lavoro, che sennò si muore di fame, però intanto...
Un po' lo invidio, io che per lavoro raffazzono della roba tremenda che altro che pubblicarla. Roba che quando sarò davanti a san pietro lui mi sbatterà in faccia una paginetta con su scritto "Il gusto nuovo della frutta" o un'altra fregnaccia così e mi guarderà nero nero e mi dirà: 'mbè? L'hai fatto te? E me mi toccherà dire di sì, che tanto se ne accorge se provi a fregarlo. E quando gli avrò detto di sì, che lo avrò fatto io, anche se non volevo, giuro, zàcchete: mi spedisce giù all'inferno. Dove se non altro ci troverò un sacco di colleghi, vabbè. Chissà se all'inferno si può dire, mal comune mezzo gaudio?
Intanto andate a vedere il sito di f.: c'è un sacco di roba. Molta mi piace molto, qualcosa mi piace meno, tutto mi interessa. E poi trovo meravigliose le avventure in quattro quarti: lui, lei, il pupo e il mac. Ciucci, rossetti e partizioni dell'hard disk: roba forte, insomma. Adesso me le stampo anche.
MacUbu - 17:16 - commenti (2)
Insomma non so davvero cosa scrivere. Stanno tutti dicendo cose interessanti a proposito di questa assurda aggressione all'Iraq.
Io, per il sollievo di coloro che passano per queste pagine, eviterò di fare commenti. Non ho niente di particolarmente nuovo da dire sull'argomento. Certo mi intristisce vedere quanto siamo supini di fronte al fatto che alcune fra le più grandi compagnie petrolifere stanno bombardando un paese già in ginocchio per perseguire i propri interessi.
Nei limiti del possibile, giuro di non fare mai più benzina alla Esso. Come se servisse a qualcosa...
Mannaggia ci sono cascato, basta basta: fate che leggervi il blog Where's Raed, linkato qui a fianco, per avere notizie di prima mano da Baghdad. Il resto sono chiacchiere.
MacUbu - 16:27 - commenti
Oggi ho naturalmente dimenticato di fare gli auguri a mio padre, che pure mi aveva telefonato. Idiota. Invece stasera ho appeso alla finestra la bandiera della pace. Mah. Se non altro magari servirà a tenere lontani i kamikaze integralisti da casa mia? Non so, io se fossi integralista magari palestinese con la casa distrutta forse preferirei proprio farmi saltare in aria davanti a una casa CON la bandiera esposta. Troppo facile, bastardo, penserei...
MacUbu - 00:52 - commenti (5)
mercoledì, marzo 19, 2003
Mettetevi comodi: è un post lungo. Non che dobbiate leggerlo tutto, ma oggi ho ricevuto la mail che segue all'indirizzo del mio lavoro. Che non compare qui. Che insomma bisognerebbe conoscere, per sapere qual è. Se non altro è un diversivo interessante rispetto alle quotidiane pornomail che mi infestano lo schermo di solito. Ve la pubblico qui accorciata (figuratevi!), avendo avuto cura di correggere qualche errorino di visualizzazione e di ortografia. Ma io ora mi chiedo: se fosse davvero un'avance o un'offerta di strani servizi, ma perché non farla semplice semplice, come le belle buone genuine cose di una volta? Ditemi che l'avete ricevuta anche voi e che si tratta di una forma diabolica di spam. Forse sarebbe meglio.
"È rettangolare, lunga un metro più dell'asse su cui dormo. È grigia, viscida del cemento con cui ne hanno eretto le pareti. È muta, gravida del bruciante silenzio di quelli che le hanno dormito dentro, quando lei non li stava a guardare ma il pavimento gocciava delle chiazze lucenti delle loro lacrime. Ha una piccola finestrella, devo allungarmi sulle punte dei piedi per ficcarle gli occhi dentro, e spiaccicare il naso contro il vetro ghiacciato, dietro le sbarre. Si vede il cielo, quando il cielo si veste di luci giallastre per lasciarsi guardare; oppure la notte quando è così buio che non si distinguono i muri dal buco, il cemento grigio dal blu dell'universo ed il mio cuore non smette di credere che lo sfondo pastello che disegniamo d'azzurro dietro il sole da bambini è sempre là, e se non si vede è per sbaglio. Ha una porta scura, pesante, incapace di scegliere o di cambiare, che si chiude sempre violenta al mio ingresso, e non si dimentica mai di farmi sentire lo schianto penetrante dei suoi cardini contro lo stipite, contro i miei timpani, dietro la mia vita..È la mia cella."

Sono uno come te, davvero, o forse lo ero..

Non cominciare a farti domande, il vetro sfarfallante che ti brilla davanti agli occhi tanto non risponde, e forse nemmeno io. Lascia scorrere le mie parole dentro di te, disegnami con gli occhi e la bocca che ti piacciono, immagina il mio sesso come un sesso capace di soddisfare i tuoi desideri profondi, sinceri, lasciati sfiorare dalla carezza di un sogno.. preferirei avere i capelli lunghi e le dita sinuose, ma non mi chiamare Maria né Gesù. Gli anni passano per tutti e forse i miei ora non contano più, la pelle invecchia, ma per quello basta fumare, il disprezzo serbalo: ne comprerai anime.

Dimentica tutti quelli cui stai pensando ma se mi trovi nella tua memoria ridipingi il mio sguardo, pensa a quante volte hai creduto diversi i nostri sorrisi, a quante volte avresti giurato che io non sapevo piangere, alle parole che non mi hai detto quella volta che mi sentivi così vicino ma avevi ancora paura di te.
Parla, se davvero non sei capace di farne a meno, con tutti e scopri chi sono. Vedrai negli occhi di ognuno un volto diverso, e negli occhi di tutti il tuo. Questa notte sarà il mio sangue ad essere versato, nel mio sacrificio egoista nascondo un sorriso malinconico; questa notte avrei davvero bisogno delle tue parole, e da questa notte le attenderò.

Vorrei un nome diverso, anche dal tuo; un giorno di sole, ma quando mi serve; una donna fedele, prima che mi stanchi.

"La strada ribatte acida sul mio silenzio: dieci metri alla volta, non so quante manciate sotto di me, scorre l'asfalto, e si squassa tremebondo lacerato dal peso delle macchine, almeno mille chili al pezzo di ferro impastato da cervelli geniali e mani roventi, mugghia inerme il rotolio incessante e vorticoso delle gomme, ruggisce l'eco dei motori e dei clacson, succhia il bagliore delle luci perché non riflette. La gente lo calpesta ma lui la sostiene, lui fa comodo alla gente ma la gente ci si schianta, anche tu avrai sputato tra le sue pieghe grigiastre, dimentico della polvere da cui ti protegge e che cent'anni fa si correva sui sassi."

Potresti stare passando ora sotto la mia ossuta finestra, perché allora non lo sento che mi cerchi?

Sono uno di noi, facciamo „le cose" tutti ad un'ora diversa, ma siamo in troppi per l'originalità, per poter credere di essere imprevedibili se proprio in questo momento ci stiamo succhiando il pollice, per accorgerci che stiamo gridando perché qualcuno si accorga davvero di noi.

Passati una mano tra i capelli, chiudi gli occhi, respira..ascolta l'aria che scivola tra le tue labbra, calda, scarna, esausta..immagina di essere la tua vita e di saper scivolare dentro di te, stupisciti del meraviglioso candore biologico che innesca il moto del sangue nei polmoni: non è solo un istinto, sei tu.

Ho una camicia bianca, legata troppo stretta, un paio di pantaloni di tela, biancheria lisa e numerata, la pelle ispida, i piedi callosi, nudi sul lenzuolo; ogni centimetro della mia pelle vibra; scivolo leggero e fresco, come i vaporosi spruzzi di neve sollevati da una valanga, precipito dentro le viscere della mia esistenza come se non ci fosse nessuna cella ma una porticina bianca dietro al mio balcone, spalancata su un gigantesco specchio angolare, all'imbocco di un corridoio. Mi alzo, l'immensa superficie cromata riluce del bagliore della notte, ha un orlo fiammeggiante e lo spigolo curvo, mi guardo: sono alto quasi "

Ho la febbre, tremo, sono ansioso, eccitato, vorrei guardarti negli occhi, vedere se ti sei già fermato, se ancora non mi credi, se stai aspettando che voglia venderti stupefacenti legalizzati o corsi d'autostima..

Sono solo uno di voi, di notte mi chiudo come un guscio tra i miei arti, le membra esauste disegnano una larva viscida e striscio senza posa sotto le coperte pensando a quello che hanno visto i miei occhi..con la fantasia accendo i colori dei miei ricordi e sogno..

Questo è un cazzo di gioco, non avere paura, gioca con me. Forse siete in troppi perché io sappia chi sei, ma potresti essere l'unico in ballo, ed io il tuo migliore amico. Forse non ci siamo mai visti, magari dormiamo nello stesso letto. Forse non mi hanno lasciato ancora vedere la luce libero dalle sbarre, oppure la gabbia che mi opprime sei tu. Potresti essere l'unico stupido tra i tuoi amici che non ha capito chi sono, o forse l'unico che lo sa, ma non è questa la cosa importante, i nostri nomi non hanno senso qui, solo la nostra essenza. Vorrei accendere il tuo cervello e guardare di che luce s'illumina..perdi un po' del tuo tempo per me, che nella vita ne butti via tanto lo stesso, ed io ho inventato tutto questo solo per accendere il tuo curioso entusiasmo stanotte... parlami di te, raccontami i tuoi sbagli, immagina i miei, io ti dirò chi sono, ti racconterò il resto della storia, ti svelerò per quale motivo ho gli occhi violacei e le mani insanguinate e tu non te ne sei mai accorto..
accogli il mio bacio tra le tue labbra...vieni con me..

Ares.
Adesso devo pensarmi qualcosa di altrettanto delirante da rispondere... Mah. Voi che ne dite? Comunque devo subito fare due commenti: alto quanto? E soprattutto: Ossuta finestra?!?
O tempora, o mores.
MacUbu - 12:36 - commenti (10)
Beh, che ne dite di questo? Ho trovato un blog irakeno, da Baghdad. Non ho capito bene chi sia, né come mai sappia così bene l'inglese, ma sembra interessante. Appena ho tempo lo leggo per bene, intanto dategli un occhio anche voi.
MacUbu - 11:40 - commenti (6)
martedì, marzo 18, 2003
Come bene hanno potuto constatare le mie amiche c. e s. qualche sera fa, io non sono assolutamente capace di dare un senso compiuto alla mia vita. Insomma, di saperla guardare con oggettività e indirizzarla verso uno scopo ben ponderato e razionale.
In compenso sono abbastanza bravino ad ascoltare gli altri e (quando riesco a non imporre la mia visione delle cose) a volte so dare al mio interlocutore una prospettiva nuova sulle sue proprie vicende. E' per questo che, al colmo di un pomeriggio di frustrazione e noia, e per battere sul tempo X§°nalità confusa dichiaro aperta la rubrica:

Il cuore, istruzioni per l'uso

ovvero la mia propria versione (delirante, inattendibile e perfettamente inutile) della classica posta del cuore. Avete problemi di cuore? (Aritmie a parte?) Certo che ne avete. Quindi fatevi sotto: dall'alto della mia assoluta inesperienza in materia saprò darvi una visione mostruosamente razionale, imparziale e non consolatoria del mare di cacca in cui vi siete infilati fino al collo.
Vi servirà per uscirne? Figurarsi, non fatemi ridere!, ma almeno noi ci divertiremo un sacco a darvi dei consigli che poi non avrete il fegato di seguire. Sono sicuro che marmaid avrà ogni volta una parolina da dire in proposito, e il fatto che io e lei siamo spesso in disaccordo sull'argomento renderà il tutto ancora più imperdibile. Avanti, la mia casella di posta elettronica attende impaziente...
MacUbu - 19:01 - commenti (12)
Mi fa incazzare sentir parlare di guerra. Questa non sarà una guerra, ma un'aggressione, con probabile invasione. E senza neppure l'avallo delle Nazioni Unite. Questo si aggiunge ai tanti casi in cui gli USA non hanno rispettato le risoluzioni dell'ONU (vedi Nicaragua), salvo poi pretenderne il rispetto da parte degli altri stati, quando a loro fa comodo. Così adesso aggrediscono l'Iraq, sotto l'assurda maschera propagandistica di War on terror (thank you, Fox news). Sto diventando decisamente antiamericano e la cosa mi intristisce parecchio.
MacUbu - 13:09 - commenti (8)
lunedì, marzo 17, 2003
Ah, e tra poco meno di un mese compirò gli anni. Volete farmi felice? Regalatemi questo.
Come giudicate la scelta di pubblicare una whishlist?
Risposte:
A - Mostruosamente osceno
B - Ributtante
C - Patetico
D - Autolesionista.
MacUbu - 18:10 - commenti (9)
Stasera quelli dei centri sociali fanno un corteo praticamente sotto casa mia. Sono incazzati neri. E penso che non abbiano tutti i torti. D'altra parte, il fatto che un ragazzo sia stato ucciso due vie più in là di casa mia non mi fa stare molto tranquillo.
Alle finestre di tutta la zona sventola la bandiera della pace, ma sulla strada c'è aria di guerra. No, no, non sono per niente tranquillo.
MacUbu - 18:06 - commenti (2)
Finalmente il sito di un grafico geniale che è anche italiano. Oddio, starò mica diventando sciovinista? No, è che per una volta non stiamo qui ad invidiare uno di fuori. Invidiamo uno di qui. Vabbè, insomma, si chiama Totto, anzi no: SuperTotto. Lo conoscevate già?
MacUbu - 01:17 - commenti (2)
domenica, marzo 16, 2003
Date un'occhiata a questo blog: Kevin Sites is a CNN correspondent, often working as a one man unit, using portable, digital technology to report, write, edit and transmit his stories from conflict areas around the world. He has reported from war zones in Latin America, Eastern Europe, the Middle East and Central Asia.
Il ragazzone si trova in questo momento in Irak, oggi è nel nord, al confine con l'Iran. Non solo è armato come un'intera troupe televisiva, ma alcuni post usano la tecnologia di Audblog e anziché leggere quello che scrive, sentirete la sua voce al cellulare.
Tutto questo da una parte mi incuriosisce ed esalta lo smanettone che c'è in me, dall'altra l'eco della voce profetico-apocalittica di Debord sulla società dello spettacolo mi mette i brividi.
MacUbu - 14:44 - commenti (1)
Sabato sera al cinema con marmaid e marquant a vedere L'appartamento, di Billy Wilder, presentato da (o dovrei dire dal?) Mereghetti. Film in b/n del 1960, in versione originale con sottotitoli. Uno di quei film che quando finiscono ti strappano l'applauso e ti lasciano con un piacevole senso di completezza. Si esce un po' stupefatti dall'aver visto dipanarsi davanti agli occhi due ore di pura e semplice, abbacinante intelligenza. Ringrazio il cielo di non averlo mai visto prima, e di scoprirlo solo adesso, al cinema.
Jack Lemmon e Shirley MacLaine, mai così belli, mai così veri. Non si sa da che parte cominciare per dar conto di quanto divertimento, quanta acuta osservazione della New York di quegli anni, quanto occhio per la psicologia dei personaggi ci sia in questo film. Il tutto raccontato con uno stile leggero, un tono di voce sincero e pieno di grazia, pieno di appassionata ironia.
E' così: possiamo amare i nostri simili, possiamo credere nei sentimenti, ma raccontarli direttamente sarebbe come guardare nel sole.
Così Fran (Shirley MacLaine), a tu per tu con l'amante che la maltratta, in una scena carica di sentimento, capisce che lui non lascerà mai la moglie per lei e piange irrefrenabilmente. Poi si volta verso di lui e gli racconta:
FRAN
Funny thing happened to me at the
office party today -- I ran into
your secretary -- Miss Olsen. You
know -- ring-a-ding-ding? I laughed
so much I like to died.

SHELDRAKE
Is that what's been bothering
you -- Miss Olsen? That's ancient
history.

FRAN
I was never very good at history.
Let me see -- there was Miss Olsen,
and then there was Miss Rossi --
no, she came before -- it was Miss
Koch who came after Miss Olsen --

SHELDRAKE
Now, Fran --

FRAN
And just think -- right now there's
some lucky girl in the building
who's going to come after me --

SHELDRAKE
Okay, okay, Fran. I deserve that.
But just ask yourself -- why does a
man run around with a lot of girls?
Because he's unhappy at home --
because he's lonely, that's why --
all that was before you, Fran --
I've stopped running.

Fran has taken a handkerchief out of her bag and is dabbing her eyes.

FRAN
How could I be so stupid? You'd
think I would have learned by
now -- when you're in love with a
married man, you shouldn't wear
mascara.
Oggi le scene del film continuano a venirmi in mente. Mi fanno compagnia.
La sceneggiatura completa (da scaricare, stampare a spese del vostro ufficio e leggere a casa) la trovate qui.
MacUbu - 13:51 - commenti (6)
venerdì, marzo 14, 2003
mumblemumble tempo fa ha detto che pochi scrivono con coraggio. Mi ha colpito, questa frase.
Io mi chiedo quand'è che comincerò a scrivere con il lato destro della mia mente, lasciando venir fuori un po' di inconscio. Adesso mi rendo conto che analizzo tutto, rendo tutto razionale e comprensibile, piano, pacato, quasi sereno. Una scrittura cristallina (a saperla raggiungere) mi affascina, però sento che alla lunga non mi soddisfa. Non dà calorie.
Nota a me stesso: non tutto quello che scrivi dev'essere chiaro e leggibile. Almeno qui, cazzo. E forse nemmeno altrove.
MacUbu - 19:33 - commenti (4)
giovedì, marzo 13, 2003
A volte penso che farei bene a tornare a Genova.
A volte i miei amici del quartetto me lo chiedono, anche in modo piuttosto perentorio.
A volte ne ho davvero voglia.
E' a questo punto che comincia il dibattito delle voci:
- Sarebbe una sconfitta! Sei partito per Milano pensando di andare a fare un grande lavoro, qualcosa che ti avrebbe dato gioie e soddisfazioni. E adesso ti guardi indietro e ti scopri un po' più solo di prima, un po' più stanco e di sicuro molto più cinico. Non lo capisci che sei un illuso? Sei scappato da Genova per venire in un posto nuovo dove non hai ottenuto nulla e dove non sei stato capace di dare un senso alla tua vita. Resta attaccato a quello che hai: se ti licenzi e torni giù sarà soltanto un'altra fuga verso un sogno impossibile: l'ulteriore prova del fatto che non ti sai impegnare nelle cose che fai. E comunque sei un fallito!
- Mannò, non è mica vero. In fondo ti sei ambientato bene, hai un sacco di amici, hai un lavoro, ti sei trovato una casa, hai un hobby piacevole che puoi cercare di trasformare in professione, mille impegni, che cazzo vuoi di più dalla vita? Tornare a Genova non sarebbe una sconfitta, ma un passare a cose nuove, diverse, cose forse più ricche di soddisfazioni. Sei solo spaventato dal cambiamento: è normale. Devi però capire quello che vuoi e renderti conto di ciò che alla fine ti soddisfa nel profondo. Non è un compito facile. E comunque non sei proprio un fallito.
Che poi non si tratta solo di cambiare lavoro e città, ma di trovare una professione che mi lasciasse il tempo necessario a dedicarmi al quartetto. Quindi un lavoro senza orari fissi, da libero professionista, o consulente, o venditore di fazzoletti al semaforo.
Due opposte ragioni si fronteggiano, ciascuna carica di buoni argomenti: quella della libertà personale e del rischio che si deve correre per inseguire le proprie passioni e quella della certezza di un posto fisso e di un contratto a tempo indeterminato come il mio.
E io resto un po' paralizzato a guardarle indeciso se darmi all'una o asservirmi all'altra, in piedi sulla cresta dell'Appennino, in bilico sull'incerto spartiacque della mia vita.
MacUbu - 18:36 - commenti (11)
Tank Magazine ha un sito tutto da vedere. Vi consiglio di curiosare fra i link della pagina Sea of indifference.
MacUbu - 12:47 - commenti (1)
"I found out my husband was using this site so I decided I could do it too. I mean, if he's going to have s*e*x with other women then why shouldn't I have s*e*x with random guys? I really want to f*u*c*k around and I am horny as hell. I know for sure there are other h*o*r*n*y women here like me because my husband has been out all night for the past three nights and he won't answer his cell phone! So now I am going to f*u*c*k like crazy like all the other girls here."
Jodi

Non so voi, ma a me arrivano ogni giorno e-mail come questa con immagini che non sarebbe fine riprodurre qui. E che mi esplodono in faccia ogni mattina sul monitor. L'effetto, devo dire, è piuttosto scioccante. Comunque se la cosa vi interessa, potete sempre cliccare qui. Lo fate vostro rischio e pericolo, e fatelo solo se maggiorenni. Bravi.
Un aspetto divertente, però c'è. Come per i vecchi film porno, c'è da ridere a vedere i titoli. Una delle pornomail arrivatemi ieri aveva come subject: CINESI LEGATE. E già uno si immagina un Bruce Lee un po' più nudo del solito a combattere contro strani (e dotatissimi) dragoni per liberare la cinesina lasciva che non vede l'ora di dare al suo eroe la ricompensa che merita. Beh, quasi quasi compro il DVD.
MacUbu - 10:20 - commenti
Giusto perché ero un po' in crisi di astinenza da internet eccomi qua in giro a curiosare per la rete. E se si comincia dal blog di Platinette può capitarti di scoprire quello di Ru Paul. E poi da lì ecco che come minimo finisci qui. Noi italiani ci facciamo sempre riconoscere.
Adesso per rifarmi di tutto questo meraviglioso trash devo pensarmi un bel post denso di concetti. Sennò che figura ci faccio?
MacUbu - 01:27 - commenti (2)
mercoledì, marzo 12, 2003
Sono rientrato dal mio lungo weekend. In parte mi son dedicato alla musica, in parte a piccole, piacevoli cose come leggiucchiare sonnecchiando in poltrona in pieno pomeriggio, visitare una mostra, passeggiare in corso italia. Mi ritrovo a Milano, in ufficio, un po' disorientato, un po' sbigottito. Fuori luogo. Mah.
Parva, sed apta mihi.
MacUbu - 11:35 - commenti (6)
venerdì, marzo 07, 2003

Weekend lungo musicale

Stasera corro a Genova con il treno e poi sono in vacanza fino a martedì compreso. Mi dedico al quartetto e ai concerti che ci aspettano. Se vi trovate in zona lunedì e martedì mandatemi una mail e venite ad ascoltarci: in programma rinascimento, contemporanea e qualche goccia di swing.
Non ho ancora dato spazio sul blog alla musica, e in particolare alla musica rinascimentale e contemporanea, ma lo farò senz'altro. C'è qualcuno là fuori che bazzica questi repertori? Qualcuno che cerca cantanti? Non so, un baritono-tenore riciclato come me? Non si sa mai...
Ah, dimenticavo: ho visto che i Momix tornano a Milano. Ci si organizza e si va tutti insieme?
MacUbu - 15:06 - commenti (10)
Gentile Macubu,
le comunichiamo che, in conseguenza della
decisione della Banca Centrale Europea di
abbassare il tasso ufficiale di sconto di
0,25 punti percentuali, il tasso attivo
lordo sul suo conto remunerato Fineco
passa dall'attuale 2,50% al 2,25%.

'fanculo.
MacUbu - 10:16 - commenti (8)
giovedì, marzo 06, 2003
Dice Fiottolino che il mio post precedente non aveva né capo né coda. Forse non è proprio così ma è vero anche che non si capiva bene dove andasse a parare, alla fine. O comunque era un po' confuso, non proprio scorrevole, insomma.
Questo mi fa pensare che a volte la finestrella di splinder mi attira come una sirena. Vado sul blog, ne leggo un altro, faccio qualche giro sui blog inglesi, poi quasi inconsciamente apro la pagina di splinder ed eccomi qui: la finestra di input è aperta. Aspetta solo che io ci scriva dentro, proprio come sto facendo adesso. L'estrema, assurda facilità con cui possiamo scrivere un blog è una tentazione molto forte. Devo imparare a scrivere prima su un programma apposito (simple text, perché word cambia tutti i caratteri) e poi a postarli sul blog. Anche una scrittura estemporanea e casuale come questa ha pur bisogno di un minimo di riflessione.
Per esempio: questo post. Ha un senso? E' scorrevole? Non lo so, ma l'ho già scritto, è bello pronto. E poi devo andare in pausa subito. E allora? E allora clicco su pubblica post. Fatto. E ci sono ricascato.
Fiottolino ha ragione. Sono ubriaco di blog.
MacUbu - 13:35 - commenti (5)
mercoledì, marzo 05, 2003
Non ho messo fuori la bandiera per la pace e non ho affatto digiunato. Oggi improvvisamente mi sono chiesto: ma non fai niente per la pace?
La cosa mi ha tenuto occupata la mente per due minuti. Ma cosa vuol dire fare qualcosa per la pace? Dimostrare che si è contro? Ma dire di essere contro è facile: è difficile davvero essere contro. Siamo alla fiera delle banalità? Ehm, mi sa di sì.
Però mi faccio un po' di domande: digiunare un giorno fa sentire bene, mettere fuori la bandiera è divertente, va bene. Ma quanti di questi che espongono i colori della pace sono intimamente pronti e disposti a un cambiamento di mentalità vero, fatto di pace?
Uno dei miei amici che oggi ha digiunato, ieri al parco sempione ha visto un gruppetto di ragazzi di colore, visibilmente ubriachi, molto probabilmente spacciatori e potenzialmente "fastidiosi". Mi ha detto: Perché io devo avere paura di girare per un parco della mia città? Perché dobbiamo accogliere questa gente che non lavora e crea soltanto situazioni di pericolo e di malvivenza? Buttiamoli fuori, quando non si fanno il mazzo come gli altri loro connazionali che lavorano davvero.
Mah. Gli ho risposto provocatoriamente (e superficialmente) che bastava che votasse Lega e lo avrebbero aiutato a risolvere il problema, rimuovendo il sintomo.
Però questa mentalità è sintomatica di un problema di fondo: presumere che le nostre categorie di pensiero e di valori siano valide per tutti. Chi viene in Italia deve assumere il nostro stile di vita. A parte il fatto che il nostro stile di vita non è facile da definire, ma poi questa idea, sebbene forse valida in linea di principio, si scontra con realtà totalmente diverse, con orizzonti culturali e ideali e di costume assolutamente irriducibili l'una all'altra. Ed è inutile dire: o fanno così o tornino da dove sono venuti. Le frontiere non si possono chiudere davvero, come pensano di fare in Israele o come hanno fatto in Germania. E non si possono cambiare le teste della gente. Rassegnamoci a mescolare e imbastardire non solo i colori della pelle, ma le stesse categorie con le quali siamo abituati a vedere il mondo, le nostre stesse idee: è inevitabile.
E con tutto questo cosa voglio dire? Io cosa faccio per la pace?
Mi sono messo il cuore in pace pensando che sto studiando l'arabo. Il primo passo per avvicinarsi a qualcuno è cercare di capirlo.
MacUbu - 23:48 - commenti (14)
Di là c'è d. che guarda sanremo e io qui, nell'altra stanza, non posso non sentire ogni idiozia detta e ogni stecca cantata dalla tv e mi viene solo voglia di vomitare sulla tastiera tutto l'orrore che mi fa sentire il pubblico rispondere entusiasta: SIIIIIIIIII'! quando Baudo urla: LO VOGLIAMO ANCORA MONTESANOOO??? Tanto per dirne una.
O horror, horror, horror.
E sarò anche snob.
MacUbu - 23:20 - commenti (1)
Il buon zop mi ha fatto una sorta di intervista via e-mail per un suo certo progetto. L'argomento sono i blog. Non amo discutere di blog su un blog, perché lo fanno tutti ed è una rottura per chi legge, ma siccome per la prima volta mi son trovato a riflettere su questo blog, ho pensato di riportare qui le mie risposte. Se poi non sono interessanti, cambiate canale.

- età (più o meno)?
- area geografica?
- grado di istruzione?
- occupazione?
32 anni
milano
laurea scienze politiche
copywriter (che poi vuol dire impiegato...)

- confidenza con il computer? quanta?
- Come defiisci il tuo blog e in quale categoria lo collochi?
- qual è, e perché si intitola così?
- Ho buona confidenza: sono un letterato mancato, ma anche un mancato smanettone!
- Il mio è decisamente un fuffa-blog, ovvero un blog che racconta in modo disordinato e imprevedibile di tutto quel che mi passa per la mente. E in fondo quando scrivo penso anche alla reazione delle persone che lo leggono, che in parte conosco. Un'insalata di emotività, egocentrismo e qualche frase ben riuscita (poche queste ultime...)
Si chiama La vita istruzioni per l'uso e il titolo è un omaggio al romanzo di Georges Perec. L'ho chiamato così perché il romanzo è costruito con elementi e linguaggi presi a prestito da tutte le possibili aree in cui si esplica l'attività umana. Questa infinità di oggetti e argomenti possibili mi piaceva come orizzonte di possibilità anche per il mio blog.

- Perché lo fai?
- quando hai iniziato?
- quanto ci dedichi?
- sei un blog di successo...?
- chi è il tuo pubblico?
- Non lo so. Mi piace e basta, e poi hmm... diciamo che è un modo per giocare con le parole e tenersi in allenamento. Più si scrive, meglio si scrive e in particolare più io scrivo, più mi vien voglia di scrivere.
- Nel novembre 2002
- Dedico poco tempo allo scrivere ma ci passerei ore e ore a leggere gli altri blog che mi piacciono. Non è possibile scindere il tempo dedicato al proprio blog da quello dedicato agli altri: la "blogosphere" è una sorta di continuum ininterrotto.
- ma direi proprio di no. E poi non mi piace questa categoria concettuale. Il successo di un blog deve stare nel piacere di scriverlo. Solo in questo senso potrei definire il mio blog un'esperienza di successo.
- Amici e sconosciuti. Come per tutti.

- vorresti indicare qualche post (o parte di essi MAX 5 0 6) che consideri come esemplari o significativi per far comprendere a tutti di cosa ti occupi nel tuo blog? Non mi dispiacerebbe fare qualche citazione antologica commentata.
- Giusto questo weekend ho inserito una sorta di best of nella navigazione del mio blog. Chiunque può dare un'occhiata ai post più "significativi" (qualunque cosa questo voglia dire) e vedere se gli piace quello che scrivo.

- Riusciresti a mettere in relazione il TUO BLOG con l'esercizio o gli esercizi che hai inviato per il gioco esercizi di stile?
- Gli esercizi di stile sono un modo divertente di confrontarsi con le parole e la scrittura. Esattamente come un blog.

- Quali sono i GENERI di blog che preferisci?
- Non importa il genere, purché la scrittura sia interessante. Proprio come una buona conversazione: con chi sa conversare bene si parla volentieri di tutto.
MacUbu - 17:31 - commenti (1)
Giusto perché non si può non averlo visto. Date un'occhiata a Tokyo Plastic, e se trovate una navigazione più divertente e geniale, io mangio il mio portatile.
MacUbu - 00:59 - commenti (7)
martedì, marzo 04, 2003
Come tanti altri poveri illusi sono iscritto alla mailing list di last minute che non mi serve ad altro se non a sapere ogni settimana dove non andrò a costi sbalorditivi. La mail che mi hanno mandato oggi, però, è un po' diversa. Il tema è la festa della donna. Fra le offerte ci sono (cito): Tulipani e Mimose Euro 30.75, Orchidee e Mimose Euro 43.75, Vino personalizzabile Euro 26, Cartolina di cioccolato Euro 19.50, Cuori di cioccolato Euro 19.50, Bouquet Roselline Euro 78, StripTease a domicilio! Euro 420, Bandiera della Pace Euro 10.13, Maglietta personalizzata Euro 14.99, Adotta un Tigrotto Euro 35, Pesci Magnetici da Euro 20.
Pesci magnetici? Vino personalizzabile?? Adotta un tigrotto??!? (cosa c'entra?). Ma soprattutto sono i 420 Euro dello spogliarello maschile che mi spingono a cliccare... andiamo a vedere.
Striptease per la Festa della Donna
Bellissimi professionisti della Night Life si esibiranno per voi e per i festeggiati in coinvolgenti spogliarelli direttamente al vostro domicilio, sia che si tratti di locali che di strutture private.

Dettagli tecnici:
* Durata totale: 15 minuti.

Budget:

Il prezzo del servizio è di EUR 420

NB:Potrete prenotare fino a 10 giorni prima della data selezionata per la vostra festa. Il servizio viene svolto tutto l'anno escluse le festività.

Al momento della prenotazione dovrete comunicare la data in cui desiderate festeggiare, l'indirizzo e i dati del festeggiato. Buon Divertimento!!!

Organizzazione a cura di One Time Agency
i festeggiati, ...i dati del festeggiato??? Uhm. Ma non era la festa della donna? 420 euro per quindici minuti, eh?
Perché non mi hanno riempito di schiaffi quando passavo le mie giornate da adolescente sui gialli di Agatha Christie invece che vogare poderosamente alle mie sofferte sedute di canottaggio? Perché non mi sono palestrato nella vita, povero coglione che non sono altro? Andare alle feste a farsi infilare banconote da 50 euro nelle mutande, potrebbe essere più umiliante del lavoro che faccio adesso? No. Però sarebbe infinitamente più redditizio. Sigh. Adesso scrivo una mail sotto finto nome e mi ordino dei cuori di cioccolato. Ecco.
MacUbu - 14:29 - commenti (11)
lunedì, marzo 03, 2003
Visto che sei sempre qui, tanto vale scrivere qualcosa a te stesso: smettila di stare a guardare i blog degli altri e lavora!
MacUbu - 19:01 - commenti (2)
domenica, marzo 02, 2003
Finalmente una buona causa. Washington dichiara guerra alla masturbazione. E tenete quelle mani sulla tastiera, che Bush vi vede!
MacUbu - 23:11 - commenti (4)
Il mio amico d. Si è installato a casa mia. Ha portato con sé abiti, scarpe, magliette, biancheria, borse, ammennicoli vari e un beauty case grande come una roulotte. Gli faccio largo a fatica nei miei 37 mq. di casa sul naviglio in attesa che si trovi un buco tutto per sé: da domani d. entra a far parte della grande massa di deportati del lavoro da Genova a Milano. Stasera guardava sconsolato la piantina della città aperta davanti a sé sul tavolo e gli veniva da piangere. Un po' mi ci riconosco, in effetti. Lasciare la casetta per una città dove non si conosce nessuno, con tutte le vie da imparare, senza sapere dove trovare i negozi preferiti e una lavanderia affidabile è un vero incubo, o no? Per non parlare del fatto che non conoscerà nessuno se non i suoi futuri collaboratori. Io gli ricordo malignamente di non fare tante storie: la sua azienda lo ricopre d'oro. E poi qui conosce me, e io lo porterò un po' in giro per fargli conoscere tante persone.
Intanto potreste fare un piacere a tutti e due: se sapete di case in affitto che possibilmente siano vicini alla metro rossa, scrivetemi una mail. Sennò finiremo per odiarci: d. vuole vedere sanremo. Si rischia lo spargimento di sangue.
MacUbu - 22:38 - commenti (6)

Volere sì, ma cosa?

Dunque, vediamo... A chi lo posso dare l'Oscar per l'idiozia? C'è qualcuno che si candida? No? Neanche un politico? Neanche un'aspirante velina? Un product manager? Niente? Uff.
Vabbè del resto non ho bisogno di candidati: sono io il vincitore, ovvio. Guardatemi mentre le telecamere mi individuano in mezzo alla platea. Visto come faccio finta di essere sorpreso? Un Oscar vero, ci vorrebbe. Adesso mi alzo e mi slancio sulla passiera rossa, mentre il pubblico applaude. Eccomi sugli scalini. La madrina della serata, [inserire nome di velina qualunque, purché bionda e di non sopraffino senso dell'ironia] mi accoglie con un bacio sulle guance. Facciamo finta di sussurrarci dolci frasi di circostanza mentre siamo lontani dal microfono. (In realtà le sto dicendo: tesoro, l'ultima volta che ho visto degli orecchini così era al funerale di mia nonna: li indossava mia nonna. Lei ride.)
Ora mi mette in mano il trofeo: una statuetta grande come l'Oscar e dorata, che rappresenta un sacco. Già. Sarebbero le famose pive nel sacco, ma siccome nessuno sa come sia fatta una piva, hanno deciso di rappresentare il sacco. E' o non è l'Oscar all'idiozia?
Io e la biondina continuiamo con grande spontaneità a conversare leggendo le battute sullo schermo:
- un sacco pieno di pive, macubu! Eccitantissimo! Come ti senti?
- come un idiota, bimba!
- ehi, ma sei simpaticissimo! Allora, ci racconti come hai fatto a vincere? Lo sai che la concorrenza è fortissima?
- se è per quello, ho rischiato di vincerlo un sacco di altre volte, dolcezza. Beh, sai... è andata così...
Qui le luci si spengono, i due si voltano verso lo schermo gigante che sta alle loro spalle: parte uno spezzone della vita di macubu...
Macubu è a casa che sta pensando a cosa fare il sabato sera. Non ha molta voglia di uscire, pensa che sarebbe meglio starsene in casa piuttosto che vedere gente.
- in fondo, -dice a se stesso nello specchio mentre si passa il filo interdentale- in fondo non ho voglia di vedere nessuno. Leggo, mi guardo un film... preferisco così. Lo specchio approva.
Infatti macubu passa tutto il pomeriggio a mettere a posto casa e alla fine si sente distrutto. Arriva un sms: è a. che gli chiede se vuole andare al cinema con lei. Lui pensa - hmm, preferisco stare in casa, tutt'al più posso sempre cambiare idea dopo. Così risponde di no. Poco dopo un'altra a. gli manda un sms con la stessa proposta. macubu rifiuta ancora. E così con altri amici, per tutto il pomeriggio.
Stacco: macubu sta cenando da solo in casa, si ubriaca con il resto di una bottiglia di vino bianco mentre ascolta Yma Sumac a tutto volume, e si sente solo come una merda. E' allora che capisce di essere effettivamente un idiota: non c'è storia, il premio è suo!
Luce. Fra gli applausi scroscianti del pubblico la velina e macubu si voltano ancora verso il pubblico. Ridono e salutano la platea...
Lei dice radiosa: - davvero un bel momento, macubu. Beh, senti, s'è qualcuno che vuoi ringraziare prima che ti cacciam... ehm, prima di andare via?
- sì, cara la mia ossigenata minus habens, vorrei ringraziare chi nonostante tutto si ostina a telefonarmi, chi mi cerca quando io non telefono per anni, chi ancora risponde ai miei inviti quando me ne sto a casa, chi...
- grazie! -interrompe lei- sai che trovo gli sfigati occhialuti e patetici molto sexy? Complimenti! E ora passiamo al prossimo premio di questa serata...
Macubu viene spinto giù dal palco. Mentre si dirige al suo posto, soppesa la statuetta: forse a rivenderla potrebbe farci almeno un po' di grana... Bah, ha tempo per pensarci.
In fondo, domani è un altro giorno.
MacUbu - 02:06 - commenti (3)
sabato, marzo 01, 2003
Mah, ne parlano tutti e sembra essere lo show più divertente degli ultimi tempi. E' già alla seconda stagione e si chiama The Office, prodotta da quei geniacci della BBC.
Una sorta di finto reality show, con camera a mano, senza battute, senza risate registrate, senza niente di niente di quel che fa la commedia in tv di casa nostra (grazie a dio!). The office a quanto pare è fatta solo di intelligenza, ottima recitazione e cinismo: in un piccolo ufficetto di provincia inglese, la convivenza forzata, l'ottimismo di maniera, e l'obbligatorio strisciante sfoggio di team building creano i mostri orrendi che conosciamo fin troppo bene. Nella recensione di amazon si dice che certi momenti dello show sono così veri da risultare quasi inguardabili: ...Most of the fervently devoted fan base that the programme acquired watched with a discomfortingly thrilling combination of identification and mortification. The paradox is that its best moments are almost physically unwatchable.
Raccomandato particolarmente a tutti noi che lavoriamo a Milano nel terziario avanzato. Che faccio, compro? Ma non ci sono i sottotitoli e parleranno in inglese strettissimo e velocissimo. E se poi non ci capisco nulla? Mah...
MacUbu - 21:29 - commenti (3)
Ha senso per un blog dichiaratamente e interamente composto di fuffa come il mio creare anche un archivio alla il meglio di...? Beh, ce l'ha per me, perché ci sono post che mi fa piacere avere sott'occhio, e perché almeno chi arriva sulla mia pagina per la prima volta può farsi subito un'idea di che razza di posto è questo.
E poi ha senso perché questo è il mio blog e se non altro almeno qui sarò libero di scegliere fra quel che ha e quel che NON ha senso, no? Tsè.
MacUbu - 01:44 - commenti (3)
Sto incasinando un po' il template. Vediamo se fra poco riesco a finire 'sto disastro.
MacUbu - 01:15 - commenti


Questo blog si è trasferito qui. Aggiornare il link è una rottura di scatole, lo so. Ma fai uno sforzo.
Thanks.