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La vita istruzioni per l'uso.
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Stasera alle otto lascerò questo mondo virtuale per visitarne un altro, lontano da ogni tipo di schermi. Appuntamento alle otto, viaggio fino a Savona, imbarco e viaggio notturno. Domani in mattinata arriveremo a destinazione. Se siete nei dintorni (ma speriamo di no) mi troverete qui.
![]() Vabbè non vi dico ancora ciao, tanto stasera un salto lo faccio, a dare un'occhiata. MacUbu - 15:51 - commenti (5)
William Shakespeare circa l'effetto dell'alcool sul sesso:
It provokes the desire, but it takes away the performance.Ci aveva sempre la frase pronta, quello lì. MacUbu - 15:27 - commenti (1)
La cosa bella dei giorni di vacanza è che finalmente posso leggere in pace. Ho finito Cosmopolis di Don De Lillo. Un romanzo stroncato dalla critica, che secondo me invece non è affatto male. (The body artist, tanto per dire, l'avevo trovato meno interessante.)
Non è all'altezza di Rumore bianco o di Underworld, certo, però è un romanzo che ha delle cose da dire, e sa metterle bene in scena. La prosa di quest'uomo ha una tale qualità, un tale mestiere per cui anche le minime banalità vengono rivestite di significati, di allusioni, di personalità. C'è un grande silenzio, nelle pagine di De Lillo, ma è un silenzio carico di messaggi, di tensione, di cose che stanno per succedere. Cosmopolis racconta la giornata di un ventottenne multimiliardario, in giro per New York sulla sua fantascientifica limousine bianca, con marmo di carrara per terra, affresco sul soffitto, toilette, visori al plasma ovunque, in viaggio verso un taglio di capelli dall'altra parte della città. Eric è un personaggio alla Soros, potente e senza scrupoli, capace di spostare con le sue decisioni gli assetti economici del mondo. Sulla sua limousine incontra i vari personaggi del suo entourage, si fa visitare dal medico (con tanto di tastata manuale alla prostata), segue l'economia mondiale, ecc. Non so perché ma ho l'impressione che De Lillo a tratti si sia identificato fantasticamente sul suo personaggio: lui come vorrebbe essere, lui com'è nelle sue fantasie erotiche: giovane, palestrato, bello, potente, ricchissimo, sessualmente iperattivo, invincibile. Ma in questa giornata che sarà piena di incontri e avvenimenti, Eric ha un guaio: lo yen, contro tutte le previsioni, e soprattutto le sue previsioni, continua a salire, trascinandolo nella rovina. Forse non è un caso che Cosmopolis sembri una sorta di fantasia autoerotica di De Lillo, perché l'avventura di Eric in un giorno di aprile dell'anno 2000 in fondo sembra assumere i toni di un'allegoria: è la storia del capitalismo, del mondo del capitalismo, dell'umanità insieme vittima e carnefice nel sistema capitalistico. Un senso di invincibilità, un erotismo predatorio, una disumana capacità di concentrarsi sul denaro e guardare tutto il resto da una distanza abissale, per poi alla fine sgretolarsi: anche il capitalismo sembra, visto così, nient'altro che una fantasia masturbatoria dell'essere umano, anzi del maschio capitalista (e non è una frase da femminista marxista, please!) E' la tentazione primigenia del sentirsi onnipotenti, invincibili, divini. Una tentazione che dal tempo delle mele (non quelle cinematografiche) in poi non ha mai portato a una buona fine. Beh, leggetelo e poi sappiatemi dire. MacUbu - 15:38 - commenti (2)
Non gliela fo. Ogni tanto mi viene un po' l'invidia di tutti quei blog così ben scritti che parlano e dissertano con grande sfoggio lessicale e concettuale circa il fenomeno dei blog. E che cosa sono, e cosa vuol dire scriverci, e cosa si dovrebbe scriverci o cosa NON si dovrebbe scriverci, oppure catalogano, selezionano, valutano (soprattutto valutano).
E io mi dico: cavolo, ma io non saprei mai scrivere cose così, mi ci vorrebbe un sacco di tempo, una sicurezza pazzesca nei miei giudizi, ma come fanno? Certi attacchi d'invidia, mi vengono... Poi però mi rimetto a leggerli per bene e mi rendo conto, che dopo tutto, non me ne frega niente di tutti 'sti discorsi sui blog. Ma proprio niente niente niente. Tipo che tutto sommato mi diverte più toporagno (e mi sembra più vero) quando mi racconta che facendo la cacca gli è scappato un peto (scusa ragno, ho preso te a esempio, so che non ti offenderai...) E tutto sommato credo di non essere l'ennesimo idiota medio che ride solo alle torte in faccia e che non apprezza i bei ragionamenti. Tutt'altro. Secondo me significa che come per molte cose nella vita, non è lo sfoggio intellettuale che affascina, ma lo zampillare della spontaneità. E me la tengo, questa, come la mia personale lezioncina del giorno. MacUbu - 02:09 - commenti (7)
Come il bookcrossing, ma con le macchine fotografiche. O quasi, insomma. E' il progetto phototag, trovato sul blog mappamondo. Sta a vedere che il cercablog funziona?
Oh mamma e come faccio adesso a non partecipare anch'io? Questo l'ho scoperto solo ora grazie al blogorroico. Da domani, con la fida ixus in tasca, avrò finalmente uno scopo, una missione! E adesso vado a nanna.
MacUbu - 01:19 - commenti (5)
Ah, sono in ferie fino a martedì 6 maggio. Ci tengo a ricordarlo agli amici che lavorano.
MacUbu - 00:08 - commenti (1)
Finito di leggere Observatory Mansions: carino, con qualche pecca, però. Bella scrittura, una voce narrante davvero molto personale, particolare (segno più). Originale (ma con qualche déja vu) anche la storia, che però non convince fino in fondo. Non so, c'è qualcosa che manca a questo libro, ma non riesco a metterlo a fuoco. Forse il fatto che nonostante tutto io continuo a chiedermi perché mi stai raccontando questa storia? Perché dovrei lasciarmi trascinare dentro? I motivi che stanno dietro alla psicologia del protagonista si svelano lentamente e questo, che potrebbe essere un pregio, si rivela qui, per dei motivi che non so, un difetto (segno meno). Alla fine comunque il giudizio è positivo: è un libro assolutamente consigliabile.
[Credo che sarei disastroso come recensore, perché ho bisogno di tempo per mettere a fuoco quello che sento su libri, film e musica. Devo digerirli, farli miei e poi, forse, rivomitarli sulla pagina. E buon appetito.] Beh, già che ci sono, invadiamo il terreno di zitti al cinema: ho visto The 25th hour. Non mi è piaciuto granché: noiosetto, fintamente profondo e un po' retorico. La sola sequenza che mi ha preso è quella lunga dichiarazione d'odio/amore alla città. Quella vale il film, che peraltro, secondo me, non decolla mai davvero. Intendiamoci: grande realizzazione, grande fotografia, splendide musiche originali, insomma una produzione della madonna. Ma non si capisce mai bene qual è il punto, non si riesce a sentire né simpatia, né antipatia per il protagonista. Ti lascia in fondo indifferente. Manca di sincerità, ecco. Qua e là mi sono proprio annoiato e ho sperato che 'sta galera arrivasse e non se ne parlasse più. Tutti 'sti personaggi che si fanno un sacco di domande: le domande esistenziali me le faccio anche io, grazie. Al cinema o sono davvero profonde e raccontate stupendamente (e qui non era il caso), oppure voglio vedere delle cose che succedono (e qui succedeva poco e solo verso la fine). MacUbu - 00:06 - commenti (7)
Mah, io invece secondo il test del cercablog riportato già da auro, avrei affinità con questi blog:
quarky, mappamondo, mantellini, tao, 4 banalitäten, spiritum, clutcher, brodo primordiale, squonk.
Ne conosco solo alcuni. Curioserò. MacUbu - 23:33 - commenti (2)
Mia madre sostiene che non devo assolutamente andare a mangiare ai ristoranti cinesi. Secondo me è pura follia. Io non posso vivere senza i lavioli veldula al vapole o senza il fantastico pollo ai polli alla piastla. Come faccio a rinunciare alla salsa agrodolce? Non ci stiamo tutti facendo prendere da una follia collettiva? E poi un po' mi dispiace per i ristoranti cinesi che sono in crisi. I ristoranti cinesi sono uno dei pochi locali dove sai che troverai sempre posto e potrai farti i fatti tuoi molto più che nei normali ristoranti. Coi camerieri italiani finisci sempre per stabilire una specie di contatto, invece nell'atmosfera artefatta e sempre uguale dei ristoranti cinesi puoi sprofondare in una comoda impersonalità che finisce per essere rilassante. E poi adoro quelle musichette in sottofondo: voglio averne un CD! E magari anche una lanterna rossa con drago di plastica, si può?
MacUbu - 23:09 - commenti (1)
Col quartetto stiamo facendo un po' di prove. Ieri abbiamo dato un'occhiata a vecchie videocassette di anni e anni fa, qualcosa come sette o otto anni fa. Rivedermi allora e poi nella registrazione dell'ultimo concerto è stato uno shock. Mi son sembrato invecchiato. E in generale tutti noi avevamo un'aria più rassegnata, più stanca, lo sguardo meno brillante e vivo. Epppure vocalmente siamo migliorati, le voci sono molto più mature e sicure. Forse è solo che nei due anni di pausa che abbiamo fatto abbiamo perso un po' di confidenza con il palco e con il pubblico. Si tratta di ricominciare e darci dentro, finché torneremo a sentirci a nostro agio là davanti. E' amaro constatare che il tempo che passa lascia sì dei segni buoni, ma anche quelli cattivi.
Come guardare il mondo da un'astronave e vedere i fumetti con quello che gli abitanti pensano nel momento in cui lo pensano. O se preferite, sentirsi per un attimo come gli angeli del Cielo sopra Berlino. The world as a Blog: mappa interattiva in flash per vedere (quasi) in real-time l'aggiornamento dei blog, in ogni parte del mondo.
MacUbu - 00:53 - commenti (2)
Uff. Tanto per cambiare son rimasto a casa, per una volta che stavo quasi per uscire. Mannaggia a me che mi lascio prendere dalla pigrizia, dall'indolenza, dal solito vabbè, lasciatemi qui. Che noia. No, dico: noia di me, mica in generale. Anche adesso per esempio potrei uscire e fare un salto in quella bolgia infernale che è il G Lounge. Invece no, sto qui, lamentandomi.
Tra l'altro un motivo vero e valido per lamentarmi ce l'avrei pure. Sapete cos'ha fatto questa grandissima TdC che avete di fronte? Ha usato internet a casa per le sue interminabili navigazioni fra blog e chat e altre menate dimenticandosi di impostare il numero di telefono del provider per milano... ho surfato per ORE in interurbana, perché il computer chiamava genova. Non voglio pensarci. Quando arriva la prossima bolletta del telefono, la brucio. Poi brucio anche l'estratto conto e poi sparo agli esattori quando verranno a pignorarmi il portatile e tutto il resto. Vedi poi i drammi, come si fa presto? MacUbu - 00:00 - commenti (6)
Little Computer People Lasciatemi essere un po' nostalgico, oggi, via. Dovete sapere che i trentenni di oggi si dividono in due grandi classi: quelli che alle medie avevano il computer e quelli che non l'avevano. Quelli che non l'avevano possono andare a farsi un giro: non capiranno nulla di questo post. Gli altri si dividono a loro volta in due: quelli che avevano il Sinclair ZX Spectrum e quelli che avevano il Commodore 64.Io avevo il Commodore 64. ![]() Ho sempre avuto un tratto della personalità particolarmente prono a perdersi in mondi virtuali e di fantasia. Sarà che da piccolo, essendo figlio unico, immaginavo lunghe discussioni con i classici amici o fratelli maggiori inesistenti, o inventavo mondi pieni di strane popolazioni ormai scomparse. Con questo potenziale di fuga dalla realtà, trovarsi di fronte i primissimi personal computer fu un vero colpo di fulmine. Il che, se non altro, deve avermi salvato da altre, più nocive forme di obnubilamento. Da piccolo guardavo le storie di Richard Scarry o di Topolino ancora prima di saper leggere e immaginavo tutto quello che stava oltre e dietro le cornici bianche del fumetto. Entravo davvero nei disegni, ci vivevo dentro. Quindi immagino che sia stato per empatia che rimasi così colpito da Little Computer People, la prima forma di Virtual Pet mai pensata, da Activision. In LCP, un piccolo omino viveva sullo schermo del computer e si doveva dargli da mangiare e da bere, fargli compagnia, giocare a carte insieme a lui, fargli delle carezze. Ma la cosa divertente era semplicemente stare lì a guardarlo mentre viveva la sua vita: suonava, leggeva, ascoltava musica, mangiava, dormiva, ballava, e faceva pure il bagno con la porta aperta cantando. Era voyerismo o solitudine? Non so, ma mi divertiva un sacco. E poi dovrei parlare delle decine di Joystick distrutti giocando con gli amici alla corsa a ostacoli delle olimpiadi, delle ore passate a cercare di approdare alla stazione galattica in Elite, dei livelli di Bruce Lee, del cecchino in Raid over Moscow, delle nuotate fra i coccodrilli di Pitfall e di chissà quanti altri. Ogni volta che finisco su questo sito è una festa di ricordi. Non so se fossero davvero bei tempi. Credo di essere una persona molto più stabile e tutto sommato felice adesso. Però un po' di nostalgia mi viene. Ogni tanto in ufficio faccio partire l'emulatore e mi assicuro che il mio little computer man ci sia ancora e stia sempre bene. In genere gli chiedo di suonarmi il piano.
MacUbu - 17:42 - commenti (8)
La cosa bella di lavorare qui è che di fronte ho il parco Sempione.
Il parco è stato completamente rimesso a posto ed è uno spettacolo. Finalmente hanno capito che l'asfalto, orrido cancro delle nostre città, doveva sparire e hanno piantato tantissime piante nuove, migliorando il sistema di irrigazione. Insomma, è bello davvero. In pausa pranzo cerchiamo di approfittarne, ma oggi con g. siamo finiti al Bar Bianco. Anche il Bar Bianco è un posto meraviglioso, solo che pranzarci è un'esperienza allucinante. Quest'anno hanno dimezzato le porzioni e raddoppiato i prezzi, conservando però la stessa disperante lentezza e la stessa disastrosa organizzazione. Addio per sempre: meglio un panino sull'erba, altro che l'insalata mista scarsuccia a dieci euro. MacUbu - 14:39 - commenti (4)
Per i corridoi si respira già aria di vacanza. Alla macchinetta le conversazioni si fanno più leggere e rarefatte e le merendine sempre meno invitanti, se possibile. Sono i segni dell'estate che si avvicina.
Già fioccano le domande: ma dove andiamo in vacanza? Non è più possibile viaggiare, fra guerre di religione, guerre di petrolio, malattie, terrorismo. Che noia che barba, e se ce ne stessimo in Italia? Le account più preparate però, hanno già tutto prenotato. Assisto a queste discussioni con un misto di invidia e scoramento. Non so cosa farò domani, figurati a luglio. E poi non ho una lira. Domani tornerò a casa, non so se mi va: mi sa che mi annoierò alla grande. Però poi la settimana prossima sarò in ferie e mi rifugerò a casa di un'amica in Corsica. Voglio leggere, prendere il sole, camminare, provare a fare il primo bagno se il tempo lo concede e nient'altro. Strano umore, che mi si incolla addosso come una giornata troppo umida. MacUbu - 12:28 - commenti (6)
Un salto in chat, via... Scaccia la malinconia, o la peggiora, a seconda.
Da anni uso lo stesso nick. Sarà un bene o un male? E poi, avete mai conosciuto gente in chat? Bella o brutta? Si accetta dibattito, per chi ne ha voglia. Io ho conosciuto di tutto, e almeno tre buone amicizie ne sono nate. Il che, alla fine, è meglio di quel po' di sesso fatto lì per lì. Il poco che c'è stato (quando non fuggivo a gambe levate) alla fine non era mai un granché. Sarà colpa mia? (Non assentite tutti insieme, stronzi!) MacUbu - 01:46 - commenti (3)
Sono andato a tagliarmi i capelli e tutti ridono moltissimo quando mi vedono. In più è arrivata una mail con la seguente frase:
MacUbu, sei troppo intelligente per far finta di non cogliere quale delle due strade si debba prendere: restiamo amici per ora, è meglio...Mi sembra di aver appena ricevuto un RASHID TAAN KAZIM. Qualcosa mi dice che questa sera starò a casa insieme a mezzo chilo di cioccolata fondente e un film qualunque purché con finale dolceamaro. MacUbu - 16:28 - commenti (7)
MacUbu - 12:11 - commenti (1)
(Mani che si stringono - immenso dossier romanzesco - gesto tenuto all'interno della palma, ginocchio che non si scosta, braccio allungato, come niente fosse, sullo schienale d'un divano sul quale, piano piano, la testa dell'altro viene a posarsi: è la regione paradisiaca dei segni sottili e clandestini: è come una festa, non dei sensi, ma del senso).Stasera avrei voluto andasse così. Non è stato, non so bene perché, del resto ho troppo vermentino in corpo. E' stato un facciamo con calma o un meglio amici? Non capisco mai niente. MacUbu - 01:01 - commenti (7)
Ho scoperto che con la fedele macchinina fotografica digitale si possono fare quei filmati di Virtual reality di Quicktime! Quelli dove puoi curiosare qua e là girando su te stesso dentro a un mondo fatto di tante foto messe insieme. Ho già composto la visione a quasi 360° della mia vecchia cameretta a genova. Prima o poi posterò quella di casa mia a Milano, per i più curiosi. (Per la serie Do-it-Yourself-Architectural-Digest.)
Niente come un cosa assolutamente inutile e tecnologica per metterti di buonumore! MacUbu - 17:42 - commenti (2)
Ah, oggi ho tolto la bandiera della pace. Mi andava sui geranei e patiscono. MacUbu - 01:42 - commenti (6)
My baby don't care for shows
My baby don't care for clothes My baby just cares for me My baby don't care for cars and races My baby don't care for high-tone places Liz Taylor is not his style And even Lana Turner's smile Is somethin' he can't see My baby don't care who knows My baby just cares for me I wonder what's wrong with baby My baby just cares for My baby just cares for My baby just cares for me My Baby Just Cares for Me (1928) Gus Kahn, Walter Donaldson A me Nina Simone mancherà. MacUbu - 00:36 - commenti (2)
Trovata pagina di Wikipedia su Genova. Adesso cerco di capire un po' meglio questa strana enciclopedia a partecipazione volontaria. Date un'occhio alla home page di Wikipedia in italiano.
Piove.
Sono in casa con i miei e lavoricchio sul fedele iBook, portato giù con me. Per il mio compleanno mio padre ha avuto un'idea davvero inaspettata. Indovina cosa mi ha regalato? Una fotocamera digitale. Praticamente l'ha comprata lo stesso giorno che l'ho presa anch'io. Geniale, no? Tra l'altro ha scelto un modello potente e molto caro: una sciccheria. Ma io la mia l'ho già usata, e per di più pagandola a rate non posso restituirla. Ieri ho portato indietro quella nuova. Ma cosa scegliere al suo posto? Il negozio vende solo foto e video. Esclusa una videocamera perché non la userei mai, non restava molto. Avessero avuto l'iPod, era perfetto, ma purtroppo così non è stato. Alla fine ho preso una custodia per la mia macchina, una batteria di ricambio, due DVD (Nodo alla gola e West Side Story) e ho ordinato una stampantina portatile della Canon che stampa a sublimazione su carta fotografica direttamente dalla fotocamera. Chic e forse non precisamente essenziale, ma tant'è. Per di più una volta presa quella resteranno dei begli eurini ancora da spendere. Mi spiace, perché lui c'è rimasto male, si era pure procurato delle riviste del settore per scegliere con cognizione di causa. "Vedi che la comunicazione è la cosa più importante?" mi ha detto. Strana pasqua. Tutto il giorno in casa e stasera perfino cenetta al ristorante. Al ritorno in macchina i miei hanno litigato. E io, che pure sono un 33enne maturo, consapevole, stabile e risolto [risate registrate], mi sono sentito per un attimo ancora lo stesso bambino solo, con lo stomaco serrato, chiuso in camera con le cuffie per non sentire che di là il mondo va in pezzi. Domani gitone e pranzone con gli amici e poi (immagino) otto ore di coda tornando a Milano. Tanti auguri. Tocco di chicness, il quadratino GeoURL. Così à la page: trovo simpaticissimo.
MacUbu - 20:35 - commenti (2)
Azz, son già in ritardo di qualche giorno, ma finalmente mi sono accorto che Blogorroico è tornato a vivere. Un po' mi mancava.
Bloggatina veloce da casa prima di fare un paio di commissioni e correre poi a Genova: ma l'avete letto l'articolo di Andrea Bonanni sulla Repubblica di oggi? No, vi prego: fatelo adesso. Il Cavaliere e il suo scudiero al vertice di Atene: sembra una fantasia di Benni e invece è una cronaca. Esilarante. Viene da usare il sottotitolo del libro della Valeri: Tragedie da ridere. Bah!
MacUbu - 11:23 - commenti (3)
Tornato da un giro con d.
Siamo finiti al G Lounge, dove masse di corpi palestrati e trendy (ma aiutami a dire trendy) si ammassavano sul parterre. C'era un po' di tutto: il gay che lo è ma meglio se non si vede; l'etero che appunto non lo è ed è meglio se si vede, la checca persa e ammazza se non si vede; la ragazza carina integrata, sociale, stronza sul lavoro; la ragazza bevuta, disintegrata, asociale, con uno stronzo che se la lavora; il gruppetto di gay post adolescenti che se stanno tutti insieme hanno meno paura; il palestrato che poi si muove come Whitney Houston (e forse canta anche meglio); il cameriere carino che tanto non ci starà mai e poi mai "e smamma stronzo che c'ho otto Daiquiri da portare"; e quelli sempre e solo super-fashion che anche il ciuffo glielo fa lo stylist di Madonna (con consigli al telefono); e il gruppo di etero che andiamo a vedere i froci, oh, che poi se c'è una figa e ti prende per frocio ci sta, e lì in mezzo, insomma, ancora con la giacca in mano, c'ero pure io. E quanto spingono, 'ste fashion victim! Non sono bravo a farmi largo in posti simili: mi sento molto ma molto fuori luogo. Certo, quando un pettorale di marmo mi ha sfiorato la schiena, mi son detto: beh, però, 'sta gioventù: parliamone. Il titolare del pettorale in questione, tra l'altro, ha lumato tutto il tempo d. Il quale mica s'è concesso. Ah! Chi ha il pane non ha i denti... Io invece porto via il ricordo di una camicia bianca addosso a un ragazzo troppo giovane, troppo biondo e dallo sguardo troppo dolce per essere vero, e per essere lì. MacUbu - 02:44 - commenti (3)
Mi dice l'amico a.:
"Ero lì per la strada che aspettavo un'amica vicino alla mia macchina. Improvvisamente si avvicina un camioncino che porta della frutta, e 'sto ragazzo che guida mi fa tutto contento - ciaaaaooo! come staaai!?? - e cose simili e io faccio finta di riconoscerlo, ma non mi ricordo per niente e non volevo fare figuracce. Insomma che mi dice -sono il figlio del portinaio! - e in effetti poteva essere vero, non so mica bene, non mi ricordavo. Beh, questo parlando tanto mi fa su che mi apre la portiera dietro, e mi mette in macchina due cassette di frutta. Io lascio fare, non so bene come reagire, non smette mai un attimo di parlare. E alla fine prima di andare via mi dice - o senti, non è che mi dai due lire per andare a puttane? - e intanto mi strizza l'occhio e mi dà di gomito. E io gliele ho pure date due lire, pensa te..." Questo me lo raccontava a. domenica. Ieri sono a Cadorna che aspetto d. per andare a pranzo con lui: è in ritardo. Vedo passare un camioncino della frutta, alla guida c'è un ragazzotto dalle spalle muscolose e piuttosto ben messo. Confesso: mi avvicino alla strada per vederlo meglio. E passandomi davanti, lui si ferma e dal finestrino mi urla: "Ciaaaooo!! Come staii??" Devo dirlo: è un gran bel ragazzo dalla faccia divertente, e dalla carica inesauribile, si direbbe. Capello nero, occhio nero scuro, belle sopracciglia decise, gran belle braccia... Esuberante è dir poco, e un sorriso che illumina una stanza. Io però resto un attimo interdetto, mica mi ricordo del racconto di a. Gli dico: "Ehm... ciao, bene..." restando sul vago. Lui: "Non mi hai riconosciuto, eh?" Poi, in tono di chi ti confessa sottovoce un segreto: "Il figlio del parrucchiere!" Al che io realizzo: ora sì che mi ricordo! Lui capisce che io non conosco nessun parrucchiere e tantomeno alcun figlio di parrucchiere e purtroppo riparte subito... Però ride contento lo stesso e mi dice andando via: "Passa che ti faccio la barba..." Mannaggia a me che non sono mai pronto di spirito quando serve! Manco sono riuscito a rispondere: "Caro, da uno carino come te mi farei fare di tutto..." Chissà cosa avrebbe risposto. MacUbu - 15:53 - commenti (9)
MacUbu - 10:47 - commenti (2)
Che poi io l'ho pure sfogliato, il diario di una blogger di FM e in effetti parla anche di me, con tanto di indirizzo e di buone parole. Sì però dice anche che le piace molto il mio template, con un bel treno che passa. MacUbu - 17:07 - commenti (6)
Ma quanto è sempre stata avanti, questa donna? Non si può non restare affascinati dall'irresistibile ironia, dall'occhio attentissimo, dall'orecchio infallibile per l'uso della lingua. Che meraviglia. Devo ringraziare creatura per il consiglio: thanks, darling. Ora corro a leggermelo e impararlo a memoria per essere sempre più signorina snob anch'io. Ci si vede stasera al party? Guai a voi se non ci siete: è pieno di gente suissimo! Ciao ciao, a very soon. Intanto beccatevi la quarta di copertina: Stasera no, stellin, ho la Scala e neanche alle cinque perché ho il cocktail... ma come non lo sai, è tornato il Ciprianino dal Brasile! Cos'è quel ragazzo di inverecondo, ha lasciato giù la genitrice madre, ha portato su un serpente, no non scherzo, il serpentone Anselmo. E' un cobra, di mezz'età, devo dire una bestia divina, intelligente... guarda la televisione, vede e come, non sente per sua fortuna... Il mio amico m. mi invia questa mail:
In effetti mi sembra preoccupante. Mi diceva giusto domenica un'amica che in Lombardia tutti quegli insegnanti e formatori che lavoravano per i progetti di inserimento e studio degli immigrati ora (dopo madame Moratti) sono tutti senza lavoro. La scuola dovrà impiegarli in progetti completamente diversi, buttando via competenze e programmi preziosi. Un altro bel regalo. Comunque io non sapevo niente di questo referendum. Ma come si vota, e dove? My insulting name is Cuntbucket ! MacUbu - 11:01 - commenti (11)
Dopo marquant e auro, ora tocca a me.
la gita istruzioni per l'uso dieci facili regole per un picnic perfetto la rita istruzioni per l'uso una di quelle ad alto mantenimento la cita istruzioni per l'uso anche una scimmietta ha le sue regole la pita istruzioni per l'uso apri un gyros anche tu! l'aita istruzioni per l'uso il pronto soccorso di fine '800 le dita istruzioni per l'uso soprattutto non nel naso! la zita istruzioni per l'uso "ladro, laaaadro!" (e chi mi coglie questa, lo sposo!) la f*c* istruzioni per l'uso il blog di Rocco Siffredi (no, ok, scusate, la smetto) MacUbu - 18:01 - commenti (7)
Nah, non hanno bombardato, 'ste mezzeseghe.
MacUbu - 12:55 - commenti (2)
Ma è meravigliosa, sta storia della Siria! Proviamo anche noi?
Presidente Buuuush? Scusi? No, ecco, io volevo solo dirle che sono in possesso di armi chimiche di distruzione di massa. Giuro! Le teniamo proprio qui dove lavoro, nel parcheggio. Davvero! Siamo un'agenzia del terrore, affiliati ad Al Qaeda! La prego, presidente Bush, ci liberi lei! Quello che ci vuole è una di quelle bombe da due tonnellate. Di quelle che fanno proprio piazza pulita e non resta niente. Su che domani ho una presentazione e c'ho mica voglia, io. Mi liberi lei. Non lo diceva anche la Santa Inquisizione, quando bruciava gli eretici sul rogo? Li "purificava" dal demonio, per restituire l'anima immacolata al cielo, no? Ecco, faccia così anche lei. Che venga l'angelo sterminatore qui a Cadorna e faccia tabula rasa. Ci sentiremo molto meglio dopo. O comunque mi sentirò molto meglio io, che almeno non mi devo prendere un giorno di malattia. Presidente, se mi manda una mail le do l'indirizzo giusto e magari anche la foto satellitare con la frecciona rossa: non si può sbagliare, vedrà. Sarà un lavoretto pulito. MacUbu - 19:43 - commenti (6)
Ah, e ho dimenticato di dirlo:
lei è mia. Quanto l'ho pagata? Non so. La pago a partire da settembre in comode rate mensili. Per favore qualcuno mi guarisca. MacUbu - 12:34 - commenti (8)
Beh, un po' diverso questo lunedì lo è stato: sono arrivate le rondini.
E' un evento che mi mette sempre di buonumore e che noto immediatamente. Compatisco chi non ci fa neppure caso. MacUbu - 10:44 - commenti (2)
Tre giorni via da tutto, fra persone care, in mezzo alla natura. Mangiando bene, con un sacco di coccole e piccole attenzioni, sentendosi veramente a casa. Mi faccio quasi invidia da solo.
Resta la paura che il lunedì mattina possa andare tutto perduto. Anche se spero in un lunedì mattina diverso, se non altro nella percezione. Mi sento bene, rilassato, in pace, con una disposizione d'animo serena e disposta all'ascolto. Soprattutto all'ascolto di me stesso. A sigillo di questi tre giorni c'è stata un'osservazione: che belle, queste persone, quando escono fuori davvero, quando abbandonano le difese. E' un'osservazione esatta, che si può persino allargare al senso generale: tutte le persone, quando si scoprono, quando abbandonano le difese, le corazze che (nella loro testa) le difendono dal mondo circostante, sono splendide persone. E questo sembra confermare quello che si dice nella bibbia (non ricordo bene, forse è proprio Gesù a dirlo): il male non viene da dio: è nel cuore degli uomini. Il che significa, per come la vedo io che con la chiesa non ho più molto a che fare: dio (la natura, la mamma, dite come vi va) ci mette al mondo già dotati del bagaglio necessario alla sopravvivenza, come un albero, che chiede solo di crescere, che è cosa buona; poi però da bravi esseri umani cominciamo a complicare le cose con le paure, le aspettative, le storture ed ecco che il tronco si piega, abbrutisce, si ammala, si incasina l'esistenza. Ma di per sé siamo come pioppi, che vengono su diritti, non hanno bisogno di niente e sembrano contenti quando il vento gli corre fra le foglie. (Stasera va così, ci ho la poesia da salottino.) MacUbu - 23:06 - commenti (2)
Ciao ciao, adesso stacco e per tre giorni sto lontano da blog, mail, internet, cellulari e qualunque altra cosa che abbia uno schermo.
Insh'allah. Cioè se dio vuole. MacUbu - 18:14 - commenti (2)
Son tornato al lavoro. Ma domani sono in ferie.
Oggi mi tormenta la voglia di prenotare una vacanza-studio di arabo a Beirut. Davvero mi piacerebbe molto. L'unica cosa che mi trattiene è che negli ultimi giorni hanno fatto saltare in aria una macchina davanti all'ambasciata inglese e c'è stato un attentato al Mc Donald's. Io non vado QUASI mai al Mc Donald's. Ma metti che ci passo davanti proprio mentre un kamikaze decide di farsi saltare in aria... Non so. La mamma non sarebbe tranquilla, ecco. Intanto mi informo. MacUbu - 15:23 - commenti (3)
Un tocco di camp in più al blog. Ho aggiunto il link al diario di Ru Paul. Qualche giorno fa raccontava di come ha incontrato Whitney Houston al cesso. Imperdibile, o no?
Ma quando si sta a casa solo per un giorno ci vuole il certificato medico? Cosa dice la legge?
MacUbu - 20:37 - commenti (5)
Paranoia.trascendente [tra-scen-dèn-te] Dal lat. transcende°nte(m), part. pres. di transcende°re; cfr. trascenderePensieri che si accavallano l'uno sull'altro mentre cerco di dormire, oggi pomeriggio. Pensieri, strani, su ciò che consideriamo trascendente oggi. Suggestioni dalla lettura di Guy Debord e curiose connessioni sinaptiche, mentre mi lavo i denti: meno penso attivamente e più il cervello lavora davvero, in sottofondo: crea collegamenti, inventa... Ho letto La società dello spettacolo bevendone ogni parola come oro colato, e accettando le idee che il libro contiene senza troppo senso critico. Non si può negare che sia un libro importante, a cui la storia del nostro mondo occidentale ha dato ragione quasi a ogni pagina. Però ora lo guardo con un po' più di distanza e direi che dalla visione del mondo di Debord emerge con evidenza una paranoia latente. Ma Debord non è mica l'unico ad avere una visione paranoica del mondo. Altri nomi si affacciano alla mente, del tutto a caso e alla rinfusa: Pynchon, un certo De Lillo, certe cose di David Lynch... Autori considerati i più rappresentativi dei nostri tempi. Che a volte mettono in scena l'esistenza presunta di un'entità in grado di dare direttive al mondo, in modo totalmente occulto, dissimulato. Un'intelligenza, non si sa bene se impersonata da un'élite, da una classe di interesse economico, o da una sola persona, sempre attiva e tanto più potente quanto più nascosta, in grado di dirigere il corso degli eventi, di stabilire delle priorità, di orientare i media a senso unico. Capace di disinformare, depistare, occultare le tracce che possono condurre al suo plateale smascheramento. Vengono in mente gli strani affari italiani che tutti conosciamo: la P2, Sindona, il banchiere Calvi che penzola dal ponte sul Tamigi. (E quanti altri?) Mentre in tv imperversano gli show e le varietà con tette e culi al vento: a rassicurarci che va tutto bene. E allora mi chiedo: non sarà che immaginare paranoicamente l'esistenza di questa élite o intelligenza occulta e potente, ("qualcuno che sa") rappresenti il perenne impulso metafisico, trascendente, dell'essere umano, nella versione aggiornata all'epoca digitale e multimediale? Dopo l'animismo e l'Olimpo, dopo l'alchimia e la cabala, dopo il dio degli eserciti, il dio dei palinsesti? Non sarà che in uno stile di vita disumano, dove l'esperienza si allontana, come dice Debord, nella rappresentazione dell'esperienza, noi guardiamo allo schermo televisivo come all'estremo limite del nostro agire e del nostro sapere, quasi fosse l'ultimo cerchio celeste, quello al di fuori del quale esiste solo l'eterno motore immobile? Quello dal quale, non per niente, ci aspettiamo la verità. Non ho né il tempo né gli strumenti adatti per esprimermi in modo più compiuto. Mi sarò spiegato? Dev'essermi salita la febbre. Chi ha fatto la cover di cosa? Un sito divertente e dal bel design per scoprire quante versioni esistono della vostra canzone preferita.
MacUbu - 12:32 - commenti (2)
A casa, malato con la laringite e un accenno di febbre. Se non altro mi riposo un po'. E poi non c'è come guardare la tv durante la tarda mattinata o il pomeriggio presto di un giorno feriale per rendersi conto di quanto siamo caduti in basso.
Beh, avrò un sacco di tempo per curiosare sui blog. MacUbu - 10:21 - commenti (6)
E' successo nella Repubblica Democratica del Congo:
Una delegazione della MONUC, la missione ONU nella DRC, è finalmente riuscita a visitare la zona di Drodro, teatro giovedì scorso di uno spaventoso massacro dove hanno perso la vita circa 1.000 persone. I delegati della MONUC, accompagnati da rappresentanti degli Hema e dell'esercito ugandese, hanno confermato la morte di 966 persone e la scoperta di circa 20 fosse comuni.Questo era giusto per ricordarci che al mondo non c'è, purtroppo, solo l'Iraq. Warnews. Ogni tanto mi riporta alla realtà. MacUbu - 00:00 - commenti (1)
E' stata più di una ricognizione: sono uscito con:
- 100th window (maledetto non si lascia copiare) - E' nata una stella di Cukor, 2 DVD - Edward Carey, Observatory Mansions consigliatomi qui - Per Olov Enquist. Il medico di corte - Don DeLillo, Cosmopolis (in inglese perché sono snob) E in più lagatina e l'amica c. mi hanno regalato due libretti di Jack Ritchie: E' ricca, la sposo e l'ammazzo, e La vittima dell'anno. Dove troverò il tempo? Comunque mi restano ancora due buoni. Eh eh eh. Ah, e grazie, d. MacUbu - 15:17 - commenti (1)
Dio, che sarà di me? L'amico d. ha fatto la pazzia. Ha trovato casa e approfittando del mio compleanno ha pensato bene di regalarmi 11 buoni da 10 euro da spendere alla FNAC. Gli ho fatto il mazzo perché è davvero tanto, ma l'ho rassicurato: non è affatto un'idea banale come dice lui, ma un colpo di genio. Ciò che tutti vorremmo: la possibilità di spendere dei soldi privata del tutto dai sensi di colpa. Vado lì e non ho altre alternative che fare acquisti, senza riserve mentali, senza la vocina che dice: però potresti risparmiarli, almeno questi 10 euro. Qui no, qui c'è solo da scegliere. The Ultimate Shopping Experience, ecco che cosa mi ha regalato. Oggi in pausa pranzo sarò alla FNAC a fare un giro di ricognizione. Ma adesso tocca a voi, popolo dei blogger: ditemi la vostra. Mi conviene andare là e fare incetta, inebriandomi di acquisti (e spendendo di sicuro un sacco di soldi in più), oppure centellinare il piacere e tenere i buoni da parte, per spenderli uno per uno? Il dubbio mi attanaglia.
MacUbu - 11:01 - commenti (9)
Riflettevo giusto con loro sabato che in questo periodo stranamente non provo il solito struggente desiderio per l'ennesimo gadget elettronico, l'ultima tecnocagata trendy, come mi succede di norma. Beh, non è già più vero. Accantonato il sogno di avere anche io un iPod da 20 giga, ora mi sono reso conto che assolutamente, incontrovertibilmente, necessariamente DEVO avere una macchina fotografica digitale! Come posso farne a meno? Lo sapete che posso pagarla in comode rate mensili A PARTIRE DA SETTEMBRE?!? Riuscite anche soltanto a immaginare gli immaginifici, fantastici usi che ne posso fare? A quanto mi divertirò, a quanto sarò considerato troppo fico e divertente? Non vi rendete conto che con questa piccola meraviglia della tecnica sarò sempre al centro dell'attenzione, socialmente integrato, accettato, amato, pienamente realizzato e felice fino all'eternità? No? Non vi sembra possibile? Beh, sono sicuro che vi sbagliate. Io stasera faccio un salto al Mediaworld. Dio, sono già in fibrillazione... MacUbu - 16:22 - commenti (12)
Beh, succede anche nelle migliori famiglie, io lo dico sempre. Di compiere 33 anni, dico. Soyez gentils, fatemi gli auguri.
MacUbu - 08:30 - commenti (17)
Biel Capllonch, The watching machine: splendide foto di moda, ottima navigazione in flash e -ehm- due o tre manzi da paura. Buona visione.
Oggi sono uscito presto dall'ufficio. Accasciato da uno strano spleen, una sensazione di mancanza di scopo e solitudine, dalla voglia di cazzeggiare senza pensare a niente, sono andato da Ricordi. Ho frugato un po' fra la musica, poi sono sceso nel megastore della Feltrinelli sotto il Duomo. Mi ha accolto quel fetore orrendo di materia organica decomposta che fa pensare alle carogne lasciate a marcire agli angoli di strada sotto le mosche, e che sono forse gli hamburger di mc donald's.
Confuso fra gli altri svagati consumatori ho vagato a piede libero fra i banconi, gli scaffali, i libri accatastati, annebbiato dalla stanchezza e dalla noia, accecato dai neon. E lentamente tutti questi caratteri a stampa, tutte queste copertine, tutte queste idee, questi banali tentativi di vendersi con i colori più sgargianti, con le parole più azzeccate hanno cominciato a nausearmi. Via via che mi muovevo in trance in mezzo alle tonnellate di carta stampata sentivo il loro peso premere sempre più forte contro di me, contro la mia povera, vulnerabile scatola cranica, e sentivo crescere una stanchezza opprimente, schiacciante, intollerabile. Ho trascinato il mio corpo fin nella stanza dei tascabili e davanti a me si è offerta alla vista la lunga e variopinta distesa del banco Feltrinelli+Mondadori+Adelphi+Sellerio, ecc. Quei bei librini leggeri e comodi, vaporosi, inconsistenti, dalla carta così morbida, accogliente e setosa... Allora ho appoggiato lo zaino, che mi spezzava la schiena. Poi mi sono seduto sul bancone dei libri, scompaginando la pila dei Camilleri e mi sono tolto le scarpe. Che bel senso di sollievo. Mi son lasciato cadere all'indietro, sulle copertine morbide dei TEA libri, cercando di chiudere fuori dalle mie palpebre la luce pulsante dei neon. E' bastato spostare i Chatwin dell'Adelphi, scavare un po' sotto le centinaia di Simenon, dar di gomito agli Eggers e alle Nothomb e mi ero già ricavato un bello spazio. Mi ci sono calato dentro, cercando di leggere il meno possibile dei dorsi e delle quarte di copertina. Ho allungato la mano per tirar dentro anche lo zaino e le scarpe, poi mi sono un po' coperto con i saggi della Garzanti e qualche vecchio romanzone di Dickens. Mi sono sdraiato sui classici della Bur, ho messo un De Lillo d'annata come cuscino e in pratica ero già al buio. Non credo che mi abbiano nemmeno notato. Non credo che avrò mai la forza di uscire. Lasciatemi qui, si sta così bene. I passi dei lettori mi arrivano attutiti, lontani. Nessuno deve avermi visto. Non mi troveranno mai. Voglio solo dormire, dormire a occhi chiusi, per sempre. Ho tappato l'ultimo spazio di luce con un saggio di Bruno Vespa. Adesso c'è buio e silenzio, finalmente. Lasciatemi qui. Salvatevi voi, se vi riesce. MacUbu - 01:20 - commenti (6)
Giorni fa ho comprato Internazionale, ottima rivista a cui sono stato abbonato per anni, anche perché attratto dal titolo di copertina: War Blogs. C'era una traduzione degli ultimi post di salam pax, che ormai tutti conosciamo. Leggendo l'articolo mi ha sorpreso il non ritrovare una frase che ricordavo bene per averla postata su questo blog giorni fa. Incuriosito, ho scritto una mail (dal tono forse un po' inutilmente piccato) alla redazione. La quale, sorprendendomi abbastanza, mi ha risposto con cortesia nella persona del direttore. Ecco qua lo scambio:
From: MacUbuBeh, a rileggermi, forse hanno ragione i miei amici, quando dicono che su 'sto blog mi prendo un po' troppo sul serio. Ma nella vita, se non altro, giuro: non è vero per niente! MacUbu - 13:59 - commenti (2)
Avevo giusto scritto:
Ho deciso che questa sera ci vado. Ma il puntuale Doug mi ha appena corretto: è venerdì prossimo. Proprio quando io non sarò a Milano. Ma cazzo che nervi... MacUbu - 13:18 - commenti (7)
Sono le 22.15 e sto ancora qui, al lavoro. Ah, ma adesso me ne vado. Eccheccazzo.
I valori di oggi (à la moodstats)
creatività: -2 energie: 0,001 umore: NP difficoltà di concentrazione: 6000 socialità: 2 speranze di miglioramento: NFR (Non Fatemi Ridere) MacUbu - 18:08 - commenti (1)
L'ho sempre detto che la religione crea dipendenza. Cito dalle news di
Repubblica:
Un presepe con le statuine fabbricate con cocaina purissima è stato scoperto e sequestrato dalla Guardia di finanza all'aeroporto di Fiumicino (Roma). A quanto riferiscono gli inquirenti, il presepe proveniva dal Perù ed era destinato a un pregiudicato romano di 50 anni. Questi ha affermato di essere un collezionista di arte sacra peruviana, ma un controllo ha consentito ai finanzieri di verificare che il presepio conteneva droga per un valore di tre milioni di euro.Geniale, o no? Altro che oro, incenso e mirra. [post via mail: vediamo se funzia davvero] Toh. E così questo sarebbe kottke, eh? Hai capito...
C'è un blogger americano che seguite da un po' e vi siete chiesti ogni tanto che faccia ha? Beh, forse qui lo trovate. MacUbu - 01:51 - commenti (4)
A proposito: qualche bel libro uscito di recente da raccomandare? Magari qualcosa di non particolarmente commerciale? (Perché ci sono libri commerciali così come c'è la musica commerciale...)
Voglio dire: le solite novità esibite sugli scaffali centrali delle librerie più centrali delle città ormai li conosciamo tutti (di nome, se non altro). Io vorrei qualche bel libro strano, inaspettato, non pluripubblicizzato a suon di miliardi. E qui piccola citazione. Alberto Arbasino in Fratelli d'Italia, (opera fondamentale, per gli amici tomini, ma non solo) diceva più o meno: Non capisco quelle signore milanesi che fanno tante scene e storie se si trovano a essere vestite uguali agli eventi mondani e poi non fanno una piega se scoprono di aver letto tutte gli stessi libri. Parole sante. MacUbu - 01:38 - commenti (9)
White teeth aveva una verve davvero trascinante, ora invece questo secondo romanzo di Zadie Smith, L'uomo autografo, non mi ha detto granché. Concordo con una recensione letta su qualche Donna di Repubblica, credo, in cui si diceva in sostanza: è una prova di passaggio. Aspettiamo con fiducia la sua prossima chance.
A proposito di fuffa! Un blog che rasenta il geniale, più o meno... Del resto, come avrebbe detto Strelnik, prima o poi qualcuno l'avrebbe fatto.
MacUbu - 00:19 - commenti (5)
Cito da Repubblica:
Tradotto per la prima volta in Italia, Il mare, il mare della scrittrice irlandese Iris Murdoch, (Rizzoli, 19€). E' la storia di un regista e attore teatrale che si rifugia lontano dal mondo su uno scoglio in riva al mare. Ma i suoi fantasmi e le sue vecchie amanti lo raggiungono e si intrecciano con la sua ricerca spirituale e il buddhismo.Questa descrizione è a dir poco infantile, ma non voglio entrare nel merito, piuttosto, ho una piccola storia da raccontare su questo libro. Mettetevi comodi, perché comincia da lontano. Non è poi così interessante, ma siccome oggi ho del tempo da perdere... E' strano come un libro riesca a riallacciare persone, luoghi, oggetti a noi cari. Ho letto The sea, the sea in inglese due o tre anni fa, ma cercando di ricordare come fossi giunto a conoscenza della sua esistenza, e dell'esistenza della sua autrice, i ricordi hanno cominciato a dipanarsi nella mia memoria come un lungo filo di cui avevo smarrito il capo. E' un filo che mi ha accompagnato in giro per il mondo. Tutto è cominciato a Helsinki, al museo di arte contemporanea Kiasma. E' stato prima del capodanno del 2000: mi trovavo lì per festeggiare il passaggio al nuovo millennio con la mia amica finlandese Maria e la sua famiglia. (Fu tra l'altro uno dei capodanno più strani e affascinanti della mia vita.) Il fatto che Maria sia scomparsa tragicamente e inaspettatamente l'aprile scorso tinge il ricordo di una luce diversa, ma questa è un'altra storia. Comunque lei ed io eravamo nel tipico art-shop del museo e io, posseduto dal demone del consumismo, volevo assolutamente comprarmi qualcosa a mo' di ricordo. Invece delle solite cartoline o dei poster attirò la mia attenzione un libro: il Penguin Book of Art Writing, che portai via nel gelo e nella neve: un bel mattone spesso e dalla carta un po' pesante, come piace a me. Lo lessi con calma, fra Milano e Genova e fra gli altri mi colpì un brano tratto da un romanzo (non so più quale) di Iris Murdoch. Raccontava la visita di una giovane donna alla National Gallery di Londra. Non so come fosse tutta la storia, ma in sostanza nelle pagine riportate dal libro la ragazza doveva prendere una decisione importante in qualche sua complessa vicenda sentimentale; ma non sapendo come risolversi, decideva di fare una visita al museo che frequentava quasi quotidianamente anche da giovanissima (ovvio: da loro non si paga l'ingresso.) E a contatto con le opere immortali della pittura, davanti a quelle immagini meravigliose, ricche di storia e di passione, la ragazza ritrovava se stessa, la sua personalità, la sua lucidità di pensiero, e nella gratitudine improvvisa per questa scoperta, per questa umanità offertale con infinita generosità e libertà dall'arte, quasi doveva frenare un impulso a inginocchiarsi in quelle stanze per rendere omaggio a tanta grazia. Lo trovai scritto meravigliosamente, con una profondità di analisi dell'animo umano e dell'arte veramente singolare. Fu così che mi avvicinai ai romanzi di Iris Murdoch. Decisi che volevo conoscerla meglio, e la cercai nelle librerie italiane. Non trovai nulla. Fra gli scaffali dei libri in originale, invece, qualcosina c'era. Però raccogliendo informazioni avevo capito che il suo romanzo forse più famoso si intitolava The sea, the sea. Ma il libro non si trovava da nessuna parte: nelle librerie sembravano esserci tutti gli altri, tranne quello. Così ne lessi un altro: The bell. (Guardate cosa dicono gli autori di questa recensione sotto il titolino What we thought.) Il libro mi piacque, e siccome The sea, the sea restava introvabile, ne lessi altri due. E qui ci vuole uno stacco cinematografico perché improvvisamente l'ambiente cambia ancora. Dalla bianchissima Helsinki sotto la neve, alla grigia Milano, passiamo al verde smeraldo e al blu intenso del Costa Rica. Sono le sette di sera e la notte tropicale è già calata. Stipati in cinque su due taxi locali carichi di bagagli ci sono due miei amici genovesi, due nuovi amici inglesi conosciuti giorni prima a Tamarindo ed io. Viaggiamo alla volta di un paesino sulla costa chiamato Nosara. Gli autisti ci avevano detto che ad agosto, in piena stagione delle piogge (brevissime e splendidi) le strade sarebbero state difficili, ma forse nemmeno loro immaginavano di dover guadare dei veri e propri fiumi come ci è capitato. Insomma, è tardissimo, abbiamo sbagliato strada due volte e siamo stanchissimi. Nosara si rivela solo una strada vuota, dal buio compatto e profondo. Un primo albergo pretenzioso e pieno di americani si rivela troppo caro. Ci aggiriamo con i bagagli (e le tavole da surf) nel buio più totale, e improvvisamente dietro un'alta siepe compare la salvezza: l'Hotel Villa Taype. Un albergone che a prima vista non è granché. Quando entro nella hall, il gestore parla in tedesco con sua figlia. Lo saluto nella sua lingua e questo ci varrà un trattamento speciale e un forte sconto sulla spesa: chissà, la nostalgia, forse. Felici di aver finalmente trovato un posto dove dormire, ci accasciamo sulle poltrone del patio, davanti a una piscina dove si specchia una luna enorme. E lì, proprio a fianco a me sullo scaffale, riconosco subito il dorso arancione dei classici della Penguin. Provo un senso di irrealtà, stropiccio gli occhi, ma è proprio lui: The sea, the sea di Iris Murdoch. Il libro che avevo cercato inutilmente per mesi e mesi in tutte le librerie di Milano e di Genova e di altre città stava aspettandomi qui, dall'altra parte del mondo. (Il fatto che il giorno seguente rischiai di annegare nel mare di Nosara mi sembrò oscuramente significativo solo dopo aver finito di leggere il romanzo.) Io ve lo consiglio. Poi ne parleremo, magari. MacUbu - 16:55 - commenti (4)
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