La vita istruzioni per l'uso.
lunedì, giugno 30, 2003
DEPRESSING QUERY OF THE DAY:
www.google.com Chiave=Vita di Joan Sebastian Back
Questa è facile: Joan, detta anche Joan "la pazza", o the evil Sebastian, era naturalmente un famoso travestito di colore del Bronx con la mania per le parrucche incipriate, gli strumenti a fiato (da cui la famosa avance: "blow this!"), e certe posizioni piuttosto canoniche nel sesso, da cui il nomignolo Back.
E che ci voleva?
MacUbu - 18:17 - commenti (1)
Bastano tre giorni intensi di viaggi e musica per farti uscire dal solito mondo in cui vivi e portarti in un'altra dimensione. Una dimensione in cui per un attimo ti sembra di essere un'altra persona, con una vita diversa e probabilmente migliore. Una vita lontana da questa, insomma.
Ecco in questi tre giorni sono stato lontano. E non solo perché Spoleto è a cinque ore di macchina.
Che città splendida. Tutta raccolta sulla collina ai piedi della fortezza, affascina senza sforzo, le viene naturale. Quasi ti irrita con la sua capacità di riuscire pittoresca sempre, da qualunque scorcio: ecco la stradina con l'acciottolato e l'albero secolare che nasconde una fontana di bianco travertino, di là c'è la stradina che s'inerpica fra le case dal bugnato cinquecentesco, con i balconi aerei e sempre fioriti, ecco una facciata secentesca davanti a questa scala barocca venuta dritta dalla Fenice di Venezia e proprio sopra c'è il balconcino con la ringhiera svolazzante in ferro battuto e ci puoi giurare che la finestra sta per aprirsi e ne uscirà Rosina vestita di rosso per cantare Una voce poco fa. E dietro l'angolo la strada con le botteghe dalla fisionomia ancora medievale e le facciate dei palazzi con la pittura a straccio e le chiese restaurate con absidi abbacinanti di marmo bianco e poroso come marzapane.
Insomma, è mozzafiato. E poi arrivi sulla piazza principale ed ecco il duomo strafamoso, con la sua signorile bellezza da cartolina. Qui tutte le case appartengono alla Fondazione del Festival e proprio lì a fianco c'è il teatrino Caio Melisso. Che sarebbe dove cantiamo noi.
In giro per Spoleto ci sono Jaguar di cortesia piene di americani e personalità (ma ce ne sono sempre meno, a sentire i commenti), e si incontrano i giovani membri della Juillard, l'orchestra che quest'anno suona in praticamente tutti gli appuntamenti musicali. In realtà non ho visitato niente, non sono nemmeno riuscito a entrare nel Duomo. Fra il caldo soffocante e le ore passate in teatro a provare non ce l'ho proprio fatta.
Mezz'ora sabato e mezz'ora domenica, sempre a mezzogiorno è il nostro piccolo contributo al Festival.
Istantanee stampate in testa:
- il Caio Melisso, piccolo teatrino à La Scala, 400 posti con tre ordini di palchi, confetteria di velluto rosso, intimo e silenzioso come un'alcova in attesa.
- i nostri movimenti semplici (A piedi nudi nel palco), e le assi di legno antiche dove fra una fessura e l'altra a volte intravvedi le luci dei camerini.
- l'ansia prima dell'inizio.
- il Maestro Menotti che ci introduce e poi resta in quinta, curioso, ad ascoltarci
- il silenzio e il buio, e quel trattenere il fiato prima di buttarsi in scena.
- entrare in scena e percepire il pubblico senza vederlo e sentire che le gambe ti tremano un po', eppure non aver paura perché non c'è tempo per aver paura.
- e poi cantare in questa acustica difficilissima che non perdona niente, con le luci appena decise insieme al tecnico (l'elettrico come lo chiama il maestro di scena) e il meraviglioso effetto che fa...
- lo staccarsi della tensione, il sentirsi improvvisamente stanchi e svuotati (e un po' rochi.)
- il Maestro che ci fa i complimenti e non si ferma ad ascoltare gli altri.

Domenica si ripete, con un programma diverso. Altri pezzi, qualche imprecisione nostra colta da orecchi esperti, altro pubblico, altri applausi, altro divertimento e altra ansia.
E poi tantissimi chilometri al ritorno, sempre più tardi, fino a Milano. Ora che son tornato ho di nuovo quell'effetto strano che non so più chi sono e che non mi ritrovo.

[E infine stamattina parole splendide di un giornale nazionale su di noi. Concludono con: "Insomma li si direbbe perfetti."]
MacUbu - 17:56 - commenti (3)
giovedì, giugno 26, 2003
E' ufficiale, sono in ansia.
Sto per staccare fino a lunedì. Adesso torno a casa, prendo la Punto (e il cielo mi assista) e volo giù a Genova. E domani si parte per la grande avventura. Sabato e Domenica, ore 12. Pensate a me e ripetete lentamente e con concentrazione: merda, merda, merda.
Musica rinascimentale, siamo qui.
Panico, fifa blu, grande voglia, eccitazione, laringite da stress incombente. Comunque vada, sarà un successo. Spero. Poi vi racconto i dettagli.
MacUbu - 17:10 - commenti (5)
Da un po' di tempo mi capita di sentirmi chiedere: "Ma cos'hai? Sembri triste/incazzato/depresso/stanco..." Ogni volta mi sorprendo della domanda e dico che no, non ho niente, che sì forse sono stanco, che questo caldo mi annienta.
E in effetti è così che mi sento, solo un po' a corto di energie. Però comincio a pensare che forse gli amici vedono in me qualcosa di diverso, altrimenti non mi spiego queste domande.
Forse sono un po' meno ridanciano.
Forse sono più serio, meno propenso a ridere a ogni spiritosaggine, ma solo a quelle che trovo davvero divertenti.
Magari sono diventato solo un po' meno incline al sorriso, alla compiacenza immediata.
Vorrei poter dire che è davvero così, ma non sono molto sicuro. Forse è solo stanchezza.

Oggi ho un colloquio di lavoro e sono in pantaloncini corti e infradito. Ma dove ho la testa?
MacUbu - 11:05 - commenti (10)
DEPRESSING QUERY OF THE DAY:
www.google.com Chiave=parare a fare bene il sesso
Bimbo, facciamo che prima impari a scrivere sulla tastiera? Mi sa che è meglio...
MacUbu - 10:06 - commenti (2)
mercoledì, giugno 25, 2003
Pare che la Punto sia pronta. Dicono che "dev'essere stato il cablaggio" e che ora va tutto bene. Ma come possono dimostrarlo? Perché anche il giorno dopo che l'abbiamo spinta a braccia in officina la stronza aveva ripreso spontaneamente a funzionare senza problemi. E quindi come verificare l'avvenuta riparazione? E se in autostrada l'iniezione di benzina si blocca improvvisamente un'altra volta?
Non mi fido molto.
Sabato devo andare fino a Spoleto: direi che prenderò la macchina di mio padre. Una bella giapponese d'importazione. Tiè.
MacUbu - 16:51 - commenti (1)
La Ilda nazionale adesso solleva l'eccezione di incostituzionalità della legge salva-Berlusca. Siamo tutti con lei.
Ah, e ieri mi sono di nuovo reso ridicolo. Acquarello, abbia pazienza.
MacUbu - 10:52 - commenti (4)
DEPRESSING QUERY OF THE DAY:
www.google.com Chiave=FRASI FATTE PER CONDOGLIANZE
Che ne dici di "Ben gli sta"?
MacUbu - 00:42 - commenti (2)
L'avevo visto anni fa e stasera, anziché stirare, come avrei dovuto, me lo sono riguardato in versione originale: The usual suspects. Mi piace da morire. A volte vorrei poter cancellare dalla mente le cose che so per poter sorprendermi di nuovo del finale, che anche questa volta mi ha dato i brividi: quella scena in cui l'ispettore di polizia vede il pannello dietro alla scrivania e lascia cadere la tazza. Accidenti quanto è fatto bene. Ne voglio altri così, presto.
And like this (puff!) he's gone.
MacUbu - 00:39 - commenti (1)
martedì, giugno 24, 2003
Ah, e alla mia Punto "stanno sostituendo il cablaggio". A me piace pensare che per scusarsi stiano installandomi Fastweb. Ma ho come l'impressione che non sia così...
MacUbu - 13:11 - commenti
DEPRESSING QUERY OF THE DAY:
(una nuova macubiana rubrica)
search.supereva.it
Chiave=la vita non è facile per nessuno - 1 - 0,03%
A chi lo dici, tesoro, a chi lo dici. Ma io che cazzo c'entro?
MacUbu - 13:06 - commenti (6)
Insieme a d. sono andato a cena da un amico: a.
Ho bevuto un po' e alla fine mi sono addormentato sul letto mentre loro due facevano conversazione. Che figura.
Ormai tutti i miei coetanei e spesso anche gli amici più giovani di me hanno fatto carriera e sono quadri o dirigenti, e gestiscono il lavoro di diversi (spesso molti) collaboratori. E' il caso di a. E decisamente non il mio.
Quanto tutto questo parli di mie inadeguatezze e fallimenti e indecisioni e scelte sbagliate, non è nemmeno il caso di dire.
Mi dico che non è il lavoro che dà il valore di un uomo e a volte mi rispondo che invece sì che lo è. A volte mi faccio dei complimenti, altre, come stasera, mi faccio pena. Mi schiaffeggio da solo, poi mi congratulo. Cambio opinione su me stesso mille volte, e sembro rimanere sempre il solito inconcludente. Sull'unico blog cartaceo della mia vita alla data 26 gennaio 1998 c'è scritto:
Ci sono mani che sanno stringere le cose,
modellarle, ricavarne un'anima, infondervi un'anima nuova.
Ci sono mani che scolpiscono, che fanno presa, che sanno imporre una direzione.
Io riesco solo a sentire la temperatura,
a saggiare la consistenza,
a lasciarmi stringere.
MacUbu - 00:51 - commenti (14)
lunedì, giugno 23, 2003
E' meraviglioso leggere una versione rovesciata di se stessi. Specie se il segno da negativo diventa positivo. Sono parole che voglio ricordare. Grazie.
(PS: il permalink sembra non funzionare, se vi interessa faccio riferimento a un post di qualche giorno fa.)
MacUbu - 14:56 - commenti (1)
Vabbè, ho capito, appena uno cerca di essere solo un po' più lirico gli danno tutti addosso. Begli amici che siete.
Qui ci sono un po' di colleghi tornati da Cannes, dal festival della pubblicità. Sono abbastanza depressi. Come sempre il mondo a cui si appartiene, quando lo vedi in prospettiva, sotto la luce dei riflettori fa sempre impressione. In fondo ci si vergogna di farne parte, o se non altro di conoscerne alcuni degli esponenti più insopportabili.
E' sputare nel piatto in cui si mangia? No, semmai è sputare nel piatto degli altri commensali.
Non starà bene, ma per un attimo sembra farti star meglio.
MacUbu - 12:15 - commenti (2)
domenica, giugno 22, 2003
Stasera sono a casa.
Ma ieri no. Ritrovo con amici, al solito bar in piazzetta delle Erbe. Gente, scherzi, gelati. La fatica della socialità in tutte le sue forme. Battute, far finta d'essere brillanti. Un minimo di scazzo, un po' di birra. Attesa. Poi finalmente tutti in piedi, si parte. E' mezzanotte passata e abbiamo una missione da compiere: festeggiare l'estate.
Sarà uno scoglio ad accoglierci. Tutti e sette ci spogliamo sotto un lampione purtroppo ancora acceso. Non possono crederci che per me è la prima volta, quest'anno. Li lascio andare per primi.
E' il mare, finalmente, davanti a me, buio infinito e irrequieto. Brivido d'inchiostro che mi accoglie, liquida caverna in cui spalanco gli occhi che richiudo spaventato ed eccitato dalle sagome scure che intravedo, amici e scogli ugualmente sommersi.
E poi ancora sullo scoglio, fino alle due rilassati, sciolti e come battezzati insieme nel nome dell'estate. G. ha portato della carbonella e l'abbiamo preso in giro per questo, ma ora un pezzetto arde da solo in mezzo a noi sulla pietra e lo guardiamo affascinati. Sono i brividi sulla pelle, sono le ombre mobili, specchio di quell'altra grande e immensa che non sta ferma mai qui intorno a noi, sono i sorrisi che brillano in questa luce incerta.
Ora sì è compagnia, ora sì è rilassatezza, ora davvero è casa.
MacUbu - 00:22 - commenti (8)
venerdì, giugno 20, 2003
Dall'officina FIAT non ho più avuto notizie. Forse hanno perso il mio numero. Forse hanno deciso di spingere la mia Punto nel naviglio e far finta di niente. Insomma, telefono io.
Dico qual è la prognosi? "Beh, guardi, glielo dirò il suo è un caso più unico che raro..."
Alè, ho preso la malattia quella che colpisce uno su due milioni e uccide lentamente?
"Sa, forse c'è da cambiare la centralina. Ma siccome è una cosa molto complessa, adesso stiamo aspettando una telefonata da Torino." Cioè? In che senso? Serve il benestare della famiglia Agnelli? Sta arrivando il capo ingegnere con l'elicottero per prendersene cura personalmente?
"Abbiamo fatto una richiesta di spiegazioni, sa loro lì hanno tutti i dati della produzione nazionale, forse ci sanno dire se questo strano problema s'è verificato altrove... Porti pazienza."
Mah. Me lo immagino lì, il mio rottame, nuovo e già attaccato al respiratore artificiale. Questo weekend mi tocca andare in treno.
MacUbu - 11:12 - commenti (5)
giovedì, giugno 19, 2003
E comunque oggi è un giorno davvero triste per la democrazia in Italia. Oltre al danno della legge sulle immunità, anche lo sberleffo dei temi d'esame.
Io ci tengo a dire che mi vergogno di tutto questo, che mi vergogno dei miei connazionali che a Berlusconi credono davvero, e che mi fa pena vedere che ci stiamo riducendo a una democrazia da sud america, drogata a suon di fiction.
Comunque, bisogna portare pazienza. Ridi, ridi, Berlùsca: fortunae rota volvitur...
MacUbu - 17:24 - commenti (5)
Parlano tutti di Flash mobs: sono come il critical mass, ma istantanee. A New York ogni tanto una grande folla compare dal nulla per pochi minuti in un luogo, si comporta tutta nello stesso modo, poi si disperde a un dato momento. Tutto è quasi spontaneo pur essendo programmato perfettamente e tutto si svolge senza incidenti o altri brutti episodi. E' solo una folla che si materializza e smaterializza dal nulla come per magia. Quante cose può significare? E' o non è arte? E' performance? E' una dimostrazione dei poteri di internet? Perché c'è internet di mezzo.
Già la cosa in sé è fantastica, ma poi guardate il modo perfetto in cui viene organizzata via mail. Guardatevi anche le foto.
Li copiamo?
(Ma io sono un pessimo organizzatore).
MacUbu - 02:53 - commenti (7)
mercoledì, giugno 18, 2003
[Che poi forse nemmeno l'ha capito che ci son rimasto male. E io stesso manco me ne accorgo lì per lì, faccio finta di niente, continua tutto come prima, ma dentro mi si spegne qualcosa e poi ci metto un pezzo prima di mettere insieme le parole e le situazioni e mi rendo conto che sì, davvero se mi sento di merda è per via di quelle parole lì. E pazienza se è banale. E un po' mi incazzo per saper leggere così poco dentro di me. La reazione è che mi allontano, ma chi mi sta di fronte non lo capisce, si chiede cos'ho, che cosa è cambiato. E io non son capace di affrontare l'argomento, o meglio non ne ho voglia, preferisco ritirarmi un buon ordine, sentendomi ferito. Invece lo so che non va bene.
A futura memoria:
1 ti dicono qualcosa che lì per lì non te ne accorgi, ma ti ferisce.
2 realizzi che sono proprio quelle parole che ti fanno sentire male/incazzato/vuoto
3 REAGISCI SUBITO, dicendo all'interlocutore che le sue parole ti han fatto sentire così
4 se il soggetto in questione non è più disponibile, cogli la prima occasione per tornare pacatamente sull'argomento (senza dimenticare che lui/lei non ricorderà assolutamente l'episodio)
5 nel frattempo eviti per amor di dio di sentirti idiota/vulnerabile/indifeso. Non lo sei, lo sai benissimo
Allora gliene parlo? Hm...
Vabbè, magari la prossima volta, va'.]
MacUbu - 00:56 - commenti (13)
martedì, giugno 17, 2003
Questa è l'ultima FIAT che compro. Grazie e a mai più rivederci.
Antefatto: ho appena cambiato la mia vecchia Punto (che andava bene, poverina) con una Punto nuova. Non la NUOVA Punto appena uscita, una Punto modello di mezzo. Beh, me l'hanno venduta col condizionatore che non funzionava. Me la sono tenuta così per un mese, senza trovare il tempo di riportarla indietro, poi, visto che l'avevo comprata a Genova, sono andato a farla mettere a posto da un'officina qui di Milano, vicino a casa mia. Tanto la garanzia è valida ovunque.
La lascio lì. Mi chiamano e mi dicono: "Ma lei non s'è mai accorto di un problema di alimentazione del motore?" Mah, sì, dico io, ogni tanto sembrava che l'acceleratore non "spingesse", non avesse effetto, ma era proprio appena un'impressione. "No, perché noi qui non riusciamo più a metterla in moto..." Bene, dico io. Allora già che ci siete, vediamo di sistemare anche questa.
Torno a prenderla, mi dicono che il condizionatore è a posto. E il fatto che non si accendeva? "Era un relè che non si eccitava. L'abbiamo cambiato." Ok.
relè [re-lè] s.m. (elettr.) dispositivo elettromagnetico che utilizzando le variazioni di corrente di un circuito può funzionare da interruttore.

Fatto: domenica torno su a Milano. Sono nel primo rettilineo dopo le salite della Serravalle-Scrivia e sto andando a centoquaranta. Per fortuna sono nella corsia più a destra, perché improvvisamente l'auto perde di giri. Schiaccio il pedale, ma niente, come se fosse scollegato dal motore... Mi accosto nella corsia di emergenza. Tutto funziona: radio, aria condizionata, luci. Ma il motore è spento. Provo a rimettere in moto, niente. Cristo come un camallo incazzato, poi dopo dieci minuti la Punto decide di essere di nuovo dell'umore giusto e riparte. Arrivo a Milano senza problemi.
Stamattina parto da casa mia per fare i trecento metri che mi separano dall'officina. La macchina si mette in moto. Alla prima curva si spegne. Sudo freddo: sto bloccando il traffico. Poi riparte. Si rispegne venti metri più in là. Bestemmio e la spingo a lato della strada. Riparte, ci sono quasi! Al semaforo si spegne. Sono esattamente al centro della strada.
Riesco ad accostarla e cristando come un incrocio fra un portuale, un maremmano incazzato e un livornese alle prese con un pisano arrivo all'officina e mi faccio aiutare a spingerla per quei 30 metri mancanti. Dicono che l'aggiusteranno. Non so.
Dico solo una cosa: morire non è mai un'esperienza piacevole, ma se proprio deve succedere, beh, preferirei comunque non doverlo all'inappetenza sessuale di un relè.
MacUbu - 10:11 - commenti (9)
Sono corso su nazione indiana per dire anch'io la mia sulla questione blog/liala, avviata da Tiziano Scarpa. Sono arrivato sul sito armi in pugno per leggere, e poi dire la mia; ero pronto allo scontro, o a prendere le difese, avevo un sacco di cose da dire. Ma non ho fatto in tempo.
Mi è caduto l'occhio sull'inizio di un articolo di Dario Voltolini. Comincia con parole che per me sono immediatamente associate alla musica: Spem in alium nunquam habui / praeter in te , Deus Israel, / qui irasceris, et propitius eris, / et omnia peccata hominum / in tribulatione dimittis. / Domine Deus, creator coeli et terrae, / respice humilitatem nostram .
E' lo Spem in alium di Thomas Tallis. Ho continuato a leggere. E' meraviglioso. Non so praticamente niente di Dario Voltolini, ma io quella musica la conosco bene: è scritta per 40 voci, non è musica, è la musica. Adesso non ho più voglia di scrivere niente, ho le cuffie sulle orecchie e qui nella mia cucina, nell'afa soffocante dei 30 gradi, brividi freddi mi attraversano la schiena e sprofondo in quest'onda di musica immensa, in questo impalpabile abisso. Leggete quell'articolo. Ti voglio bene Dario, anche se non ti conosco. E adesso nient'altro ha senso.

Anzi no, viene solo da fare una riflessione sulla scrittura. Cosa c'è di più difficile di de-scrivere un'arte che non ha niente a che fare con la parola? Non abbiamo vocaboli abbastanza forti per rendere l'idea di quello che i sensi afferrano così immediatamente e con tanta facilità. E' un'arte sottile e riservata a pochissimi. In questo senso l'articolo di Voltolini è un tour de force paragonabile al brano musicale con cui si confronta. A voi che mi conoscete consiglio di leggerlo e poi autoinvitarvi a casa mia per ascoltare Spem in alium a tutto volume. Altrimenti non capirete mai.

Anni fa è uscito il Penguin Book of Art Writing: un'antologia che raccoglieva quelli che secondo gli autori erano i migliori esempi di scrittura a proposito di arti figurative. Era un'idea splendida e un'ottima lettura. Perché non fare però anche il Penguin Book of Music Writing? A me la prima pagina che viene in mente è la descrizione di Proust della famosa frase di Vinteuil. Quella ce la metterebbero di sicuro. Ci scommetto.

[Ok, non resisto: a parte certe considerazioni, che a volte sfumano nel patetico, secondo me Scarpa non ha tutti i torti.]
MacUbu - 01:21 - commenti (2)
lunedì, giugno 16, 2003
C'è un sito che in America sta avendo moltissimo successo: ne parlano un sacco di blogger, e deve avere un traffico niente male, in questi giorni. Si trova all'evocativo indirizzo www.powergenitalia.com. Cosa potrebbero essere, uno si chiede prima di cliccare, dei power genitalia? Ci saranno foto di membri enormi [questa mi varrà mille accessi con le query dei motori di ricerca] o di altrettanto enormi vulve? Sarà un sito pornissimo, al limite del reato? Ci saranno foto sconcissime? Beh, non è proprio così.
Cliccate per credere, e vi farete un sacco di risate. Poveretti, qualcuno però glielo deve spiegare, prima o poi...
MacUbu - 19:17 - commenti
Adesso ci sono di nuovo, i referrers. Mah. Qualcuno mi ha messo del peyote nello yogurt?
Ah, e ricordatemi di raccontarvi le mie avventure alle prese col cemento bianco. Sto aggiustando la doccia da solo. Che dio ci aiuti.
MacUbu - 09:33 - commenti (3)
E poi quelli di Splinder devono avermi tolto una parte di codice javascript che mi dava l'elenco dei referrers a fondo pagina. Ma perché?
MacUbu - 00:09 - commenti
domenica, giugno 15, 2003
Hanno interrogato per me le stelle.
Io non ci credo. Non ci credo assolutamente.
Eppure anche qui è emersa la traccia di un disegno noto.
Son nato al mare, e il giorno che son nato c'era una tempesta. La finestra della mamma era raggiunta dagli spruzzi. Forse è allora che ho imparato che nuotare è un altro modo di volare.
Fluida, sfuggente, umile, accogliente: è l'acqua il mio elemento. Perché sentire il peso delle cose?
Ma in acqua non si mettono radici, in acqua non si costruisce, l'onda cancella ogni progetto.
Le stelle hanno dato il responso, sempre uguale, sempre lo stesso: il tempo della gravitas è passato da un pezzo. Affrettati, torna a terra, perché non sarà il mare a darti quel che cerchi.
MacUbu - 23:12 - commenti (2)
venerdì, giugno 13, 2003
Ma qui nessuno ha fatto caso a questo? Si parla di Sigur Rós. Quasi quasi...
MacUbu - 01:51 - commenti (5)
giovedì, giugno 12, 2003
Insomma alla fine ieri sera sono andato al cinema: My name is Tanino. Bisogna vedere di che umore si è quando si guarda un film. Ieri ero di buonumore, e poi ero persino con marquant, il che è già di per sé un privilegio. Sono stato zittissimo, almeno credo. Ho trovato il film divertente, e ho riso molto e con piacere. Poi oggi su internet leggo recensioni tiepidine, ma chissenefrega. Lo dico chiaro e tondo: a me è piaciuto.
Il protagonista è identico a un mio amico (ciao f.) ed è carino, fresco e spontaneo. Ma la vera rivelazione del film è la fantastica Jessica De Marco: un'icona gay garantita. Immaginate una drag queen americana alla John Waters, come Divine, senza neanche l'inconveniente di essere un uomo e con l'accento siciliano. Immaginatela mentre in completo rosa shocking schiaffeggia Tanino e urla crudele: "You now fa' u bravo cristiano e torna dentro with me, capisce??" Immensa.
Oppure figuratevela in vestito aderente di pelle rossa a rischio esplosione, mentre in pratica violenta Tanino su un letto cosparso di orsacchiotti e sotto un gioco di luci da sagra di Santa Rosalia. Assolutamente, irresistibilmente, frocissimamente divina.
La rivogliamo, ovunque.
MacUbu - 19:51 - commenti (4)
Sono notizie che fanno sempre piacere. Da Daily Media di oggi:

Con Vip Party Piscopo Editore porta gli italiani alle feste del jet set; in edicola il 16 giugno

Il gossip di Piscopo Editore triplica. Il sistema della stampa dedicata all’informazione cosiddetta “leggera” sviluppato dall’editore romano si arricchisce di un’ulteriore testata che fa capo allo storico marchio Vip. Dal 16 giugno, infatti, sbarcherà su tutte le edicole Vip Party, testata mensile che si aggiunge a Settimana Vip e Vip Mese. L’obiettivo è raccontare agli italiani cosa è accaduto nelle migliori feste del jet set nazionale, «cercando di fare in modo che il lettore si senta parte dell’evento, e lo viva come se fosse uno degli invitati – spiega a Daily Media Paolo Mosca, direttore della testata -. Con questo giornale andiamo a coprire uno spazio lasciato vuoto dalla stampa gossip, vale a dire quello delle feste e degli eventi, che trovano spazio, ovviamente, nelle testate specializzate, ma non esiste un giornale specifico su questo argomento». Il formato della nuova rivista è di 23,0 x 29,7 cm, e la grafica si avvale ampiamente della fotografia. Il primo numero avrà una foliazione di 100 pagine e una tiratura di lancio di 150.000 copie. Prezzo di vendita 2 euro. I servizi dell’esordio parleranno delle feste di compleanno di Paola Barale e Francesca Rettondini, del Festival di Cannes con Gina Lollobrigida e Jennifer Lopez, e della sfilata di moda di Dolce e Gabbana a New York. Secondo quanto dichiarato dall’editore, l’obiettivo diffusionale per il tris di testate è di 800.000 copie complessive.
MacUbu - 10:58 - commenti (3)
mercoledì, giugno 11, 2003
Sono malato, sappiatelo. Soffro del morbo di Gilbert.
Detto così è molto drammatico e fa sempre effetto per attaccare discorso con gli estranei. "Sai, io ho il morbo di Gilbert..." Detto magari roteando un po' gli occhi e calcando su "morbo". Si spaventano sempre. Insomma faccio colpo.
Che poi in realtà la Sindrome di Gilbert sia alla fine da considerare innocua, loro mica lo sanno, no?
Oggi mi sono reso conto che non avevo mai provato a cercare il nome di questa strana malattia familiare (nel senso che è proprio trasmessa geneticamente fra parenti) su internet. Beh, i risultati sono divertenti: c'è uno che ha messo su un sito apposta:

Su questo sito si dice fra l'altro che:
Gilbert's Syndrome is a group of symptoms caused by a dysfunction in the liver regarding the processing of bile into the bloodstream and the breakdown of toxins.

The body needs to work extra hard to ensure that the liver deals with bilirubin and extra toxins, and a person with Gilbert's Syndrome may have a yellowing of the skin and eyes, fatigue, weakness and loss of appetite (amongst other symptoms).
People with GS may need to eat certain foods, regulate their exercise, take longer to recover from vigorous activities and ensure that they don't go without food or sleep for long periods.
Quindi siete pregati di trattarmi gentilmente e di essere carini con me.
Sul sito del dottor Cimatti (e chi è?) si dice invece che:
E' un fatto ben noto al popolo dei "Gilbertiani" che se vogliono far sparire il giallognolo dalle sclere, in una fase particolarmente acuta, assumendo il luminale tornano con gli occhi chiari.
Ma cos'è il Luminale? Io non l'ho capito, so solo che appartiene al gruppo dei NEUROLOGICI ANTIEPILETTICI. Mah, mi sa che mi tengo gli occhi gialli, di quando in quando.
MacUbu - 17:02 - commenti (5)
Ci dev'essere un errore:
Egregio Signor MacUbu
raggiungere obiettivi prestigiosi, sia personali che professionali, consente di aprire la porta a scelte importanti e che meglio rappresentano il suo stile di vita. Per questo motivo, le presentiamo la nuova Carta Gold American Express. (...bla bla...)
Una linea di credito personalizzata fino a 20.000 euro per ogni sua esigenza
Questi signori non hanno le idee chiare. Il mio c/c si sta rotolando in terra dalle risate.
(Io no.)
MacUbu - 14:06 - commenti (5)
martedì, giugno 10, 2003

...boccheggio...

MacUbu - 12:35 - commenti (9)
lunedì, giugno 09, 2003
Esco dal lavoro distrutto da un'aria condizionata che non funziona e che fa più danno che altro. Alla FNAC? Perché no. Pedalo fino all'isola di frescura commerciale e consumistica. La scala mobile mi trascina al piano della musica. (FNAC novello Elicone, una musa per piano?)
E lì choc: una folla enorme aspetta di salire all'empireo dei libri, ma è bloccata da due cattivissime guardie: la scala è bloccata. Sciopero culturale? Party esclusivo? La gente rumoreggia, ma non indago, mi concedo invece allo shopping: Hail to the thief (con annesso libretto meravigliosamente scritto in Ms Eaves - Emigre) e Berio scontato commemorazione a 5 euro.
Nel frattempo la folla non s'è dispersa, anzi rumoreggia, ondeggia, minaccia. Vogliono parlare col direttore subito. Tengono il conto di quelli che scendono, esigono di salire immediatamente, "Ci state prendendo per il culo". Il che potrebbe anche darsi. Indago dal commesso che aggrotta le sopracciglia "Er... sì, mah, c'è... hmm come si chiama, ah sì: Coelho."
Me ne vado alla cassa tranquillo. Coelho lo leggono già in troppi.

A casa dopo la doccia suonano alla porta. Il farmacista del piano di sotto. "Scusi se la disturbo, ma cola acqua dal soffitto!"
Lo sapevo: il lento imbarcarsi del parquet aveva un motivo. Adesso niente doccia finché non aggiustano, niente lavatrici, niente! Disastro.
Chi mi ospita ogni giorno in accappatoio? (Ma almeno l'idraulico che verrà speriamo sia come ce lo si immagina: giovane, muscoloso e molto molto single.)
MacUbu - 23:36 - commenti (10)
Magari è un falso clamoroso, ma il sito con le facce di Andy Milonakis mi fa schiantare.
Trovato su Argazzi, che è sempre fonte di link interessanti...
Questo è anche il momento per confessare una cosa davvero infantile che ogni tanto faccio ancora, se sono dell'umore giusto. A volte mi metto davanti allo specchio del bagno e mi esibisco in un tour de force di facce strane. Smorfie assurde, linguacce e altri storpiamenti del volto: al corso di teatro ce lo facevano fare a mo' di riscaldamento, ma se puoi vedere l'effetto in tempo reale è molto più divertente. Il giorno che riuscirete a mettere insieme il coraggio necessario, sfidatemi in uno scontro all'ultima smorfia. In due davanti allo specchio. Dubito che riuscirete a mettere insieme cose più strane delle mie: ho la faccia di gomma, quando voglio.
Mah. Forse ho avuto un'infanzia difficile.
MacUbu - 16:48 - commenti (4)
Da October Drops un decalogo interessante: I diritti imprescrittibili del blogger.
1. Il diritto alla fuffa
2. Il diritto di commentare
3. Il diritto di linkare
4. Il diritto di non restituire il link
5. Il diritto di cancellare i post
6. Il diritto di spizzicare i blog altrui
7. Il diritto di trarre ispirazione da altri blog
8. Il diritto di sapere se si viene letti
9. Il diritto di non postare per qualche tempo
10. Il diritto di chiudere
Ho solo qualche perplessità sul numero 8. Vuol dire che abbiamo diritto a una sorta di counter degli accessi? Forse aggiungerei il diritto all'incoerenza. (Voglio poter scrivere quello che mi va e voglio poter cambiare idea quando mi va...)
MacUbu - 15:05 - commenti (2)
Trovato nei commenti a una t-shirt su questo sito:

I'm sick of messages competing for my attention everywhere.

Ben detto. Sottoscrivo.
MacUbu - 10:50 - commenti (2)
sabato, giugno 07, 2003
Sono appena tornato dal matrimonio di un mio amico. Sono sopravvissuto e, sorprendentemente, anche lui. Adesso vado a farmi venire un infarto sul letto. (No, non ho vomitato.)
MacUbu - 02:53 - commenti (5)
giovedì, giugno 05, 2003
Non so che effetto facciano l'eroina e la cocaina, e se devo proprio dirlo nemmeno la marijuana. Sono un bravo bambino. Però secondo me non dev'essere tanto diverso da quello che ho appena provato io, che ne vengo dal vedere 15 film in avanti veloce.
Altro che crack o speed, questo sì è un allucinegeno. Mi sento come se mi avessero scoperchiato il cranio, frullato il cervello con il Minipimer e l'avessero poi versato via attraverso gli occhi. Rendo l'idea? Mi gira la testa e mi fa male tutto e odio tutto il mondo. Ah no, quest'ultima è una costante.
Non avevo mai visto The Million Dollar Hotel. Adesso sì, in FFW. Chissà se mi è piaciuto. Poi ho visto anche, nell'ultima mezz'ora: Smoke, Blue in the face, Boogie Nights (mai visto prima), Radiofreccia, Amores Perros, America Oggi, Chocolat, Amarcord, Nuovo Cinema Paradiso, Tootsie e un sacco di altre frattaglie. Burp.
Tutto molto divertente, però adesso per favore qualcuno spenga quella luce stroboscopica in tutte le stanze, eh? Dai, su che un bello scherzo dura poco...

[E sì, sono un po' depresso, ultimamente, ma penso che sia la stagione, o forse il bioritmo, o forse l'allineamento astrale. Ho voglia di ubriacarmi per poi pentirmene il giorno dopo. Approfitterò del matrimonio che mi aspetta domani pomeriggio. "Vomiterò questa mia vita, un giorno, giuro che lo farò..."]
MacUbu - 21:25 - commenti (8)
Notte, luce LCD.
Voci dalla strada, zanzare.
Vorrei essere a mille miglia da qui. O forse vorrei semplicemente uscire.
A quest'ora, così mentre vago per la casa, non so chi sono.
Sono un leone chiuso in gabbia.
Al mattino mi dico no, sei un criceto sulla ruota.
MacUbu - 02:35 - commenti (8)
mercoledì, giugno 04, 2003

No! Il rubamatic no!

MacUbu - 15:54 - commenti (4)
Alla fine mi hanno fatto entrare, e non mi sono addormentato. Abbiamo visto Tre piccoli Shaxpeares: Minimacbeth - Sonnellino di mezz'estate - Amleto all'osso al teatro Litta.
Carino, senza magari essere eccezionale. Ma due o tre momenti davvero divertenti ci sono. Il bello di Shakespeare è che puoi prenderlo per il culo tutta la vita e non finisci mai di divertirti. Si vede che era un tipo molto paziente.
MacUbu - 11:48 - commenti (2)
martedì, giugno 03, 2003
Però adesso finalmente esco e vado a teatro. Sono conciato come uno straccio, mi faranno entrare? Mi addormenterò? Lo saprete nella prossima puntata di questo pazzo pazzo blog.
[Sì mi ha dato di volta il cervello, e allora?]
MacUbu - 20:25 - commenti (3)
Digestione pesantissima... Il tempo caldo e umido mi taglia le gambe, da sempre. Ho le energie di un bradipo sotto barbiturici. Adesso vediamo se l'aria condizionata riuscirà a rianimarmi o se mi ammazzerà definitivamente.
Odio questo tempo, e sogno le vacanze. Proprio come ogni bravo italiano medio.
In compenso sto leggendo Romanzo Criminale di Giancarlo De Cataldo: davvero un gran bel libro.
MacUbu - 15:10 - commenti (4)
lunedì, giugno 02, 2003
Oggi è lunedì, festa della repubblica, e io sono a lavorare. Auguri.
MacUbu - 15:48 - commenti (2)


Questo blog si è trasferito qui. Aggiornare il link è una rottura di scatole, lo so. Ma fai uno sforzo.
Thanks.